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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37653/2024 del 14/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato la sentenza impugnata limitatamente agli effetti sanzionatori della continuazione per mancata motivazione sulla misura dell'aumento di pena e ha rinviato alla Corte d'appello di Napoli per nuovo giudizio sulla determinazione della pena complessiva. Ha dichiarato irrevocabile l'affermazione di responsabilità (ai sensi dell'art. 624 c.p.p.).

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge e insufficiente motivazione relativamente alla determinazione dell'aumento di pena per la continuazione. Lamentata la mancata motivazione in ordine all'entità dell'aumento (anni 1 di reclusione e €.1.500, poi ridotti per il rito) con riferimento alla misura dell'aumento già fissata (mesi 9, ridotti a mesi 6) nella precedente sentenza irrevocabile della stessa Corte per plurimi episodi di spaccio. Si contesta dunque l'assenza di argomentazione distinta e proporzionata per ciascun aumento di pena ai sensi dell'art. 81 c.p.

Norme richiamate

  • DPR 309/1990 art. 73

    detenzione a fine di spaccio

    Norma che disciplina i delitti in materia di stupefacenti; il fatto di Vergati è stato qualificato come detenzione ai fini di spaccio ai sensi di questa disposizione

  • Codice penale art. 81 comma secondo (continuazione)

    Usata per riconoscere la continuazione tra il reato già giudicato con sentenza irrevocabile e il fatto oggetto del presente giudizio; richiede che l'aumento di pena sia calcolato e adeguatamente motivato per ciascun reato satellite

  • Codice di procedura penale art. 624

    Norma applicata per dichiarare irrevocabile l'affermazione di responsabilità già emessa con sentenza passata in giudicato

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. U. n. 47127 del 24/06/2021 - Pizzone)

    Principio richiamato: il giudice deve motivare distintamente la misura dell'aumento di pena per ciascun reato satellite; il grado di motivazione va proporzionato all'entità dell'aumento per permettere il controllo sulla proporzione tra pene e per evitare un cumulo materiale surrettizio

Massime di principio

  • Quando si riconosce la continuazione ex art. 81 c.p. il giudice deve indicare quale sia il reato più grave, fissare la pena di riferimento e calcolare separatamente l'aumento previsto per ciascun reato satellite
  • La motivazione sul singolo aumento di pena deve essere esplicita e proporzionata: più rilevante è l'aumento, maggiore è il livello di dettaglio richiesto nella motivazione
  • Il mancato o inadeguato svolgimento argomentativo in ordine alla misura dell'aumento determina l'annullamento della statuizione sanzionatoria e il rinvio ad altra sezione per nuovo giudizio, senza però necessariamente rimettere in discussione l'accertamento della responsabilità se questo è stato dichiarato irrevocabile
  • La scelta del rito (es. abbreviato) incide sulla quantificazione finale della pena e deve essere esplicitamente considerata nella determinazione degli aumenti
  • Nel valutare aumenti successivi per reati afferenti alla stessa vicenda, il giudice deve confrontare e motivare la congruità degli aumenti rispetto a quelli già stabiliti in sentenze precedenti divenute irrevocabili, per evitare disparità ingiustificate o un cumulo effettivo di pene camuffato

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