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Regolamento

R.R. Puglia 14/2015

Regolamento per la definizione dei criteri per il riordino della rete Ospedaliera della Regione Puglia e dei modelli di riconversione dell’assistenza ospedaliera in applicazione dell’Intesa Stato-Regioni 10 luglio 2014 - Patto per la Salute 2014-2016

Normativa regionaleR.R. Puglia 14/2015Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il regolamento definisce, per la Regione Puglia, i criteri di classificazione e rimodulazione della rete ospedaliera in attuazione del Patto per la Salute 2014-2016 e degli standard nazionali. Disciplina posti letto, presidi di base/I/II livello, riconversioni in Presidi Territoriali di Assistenza e alcune reti cliniche, con scadenze attuative 2015 e successivi atti regionali. Oggi risulta abrogato.

Riordino della rete ospedaliera pugliese e riconversione di strutture in assistenza territoriale

Riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia

Il regolamento disciplina il riassetto della rete ospedaliera pugliese in attuazione del Programma Operativo 2013-2015 e dell’Intesa Stato-Regioni 10 luglio 2014, recependo gli standard nazionali per l’assistenza ospedaliera. La disciplina riguarda esclusivamente il territorio della Regione Puglia e definisce classificazione dei presidi, riconversioni, posti letto, reti cliniche e conseguenti adempimenti organizzativi.

Finalità e obiettivi del riordino

Il provvedimento mira a proseguire il riordino già avviato con precedenti regolamenti regionali, con l’obiettivo di adeguare la dotazione di posti letto ai fabbisogni di salute e agli standard di legge, migliorare qualità e appropriatezza dell’offerta ospedaliera e contenere la spesa sanitaria. Tra gli obiettivi vi sono anche l’avvio delle reti per patologia secondo il modello Hub & Spoke, l’adeguamento alla riorganizzazione dell’emergenza-urgenza e la riconversione di strutture ospedaliere sottoutilizzate in strutture territoriali.

Classificazione della rete ospedaliera

Le strutture ospedaliere pubbliche sono articolate in tre livelli di complessità crescente:

  • presidi ospedalieri di base, dotati di pronto soccorso, osservazione breve intensiva e delle discipline essenziali indicate dal regolamento;
  • presidi ospedalieri di I livello, con un set più ampio di specialità e con protocolli di consultazione/trasferimento per le patologie complesse e tempo-dipendenti verso i presidi di II livello;
  • presidi ospedalieri di II livello, con tutte le specialità del I livello e ulteriori discipline ad alta complessità, oltre ai servizi diagnostici e di laboratorio attivi h24.

Sono richiamati anche i requisiti minimi per radiologia, laboratori e servizi trasfusionali, nonché l’attivazione di posti letto tecnici per osservazione breve intensiva e terapia subintensiva multidisciplinare.

Dotazione di posti letto e criteri di rimodulazione

La dotazione massima di posti letto per la Puglia è collegata agli standard fissati dalla normativa statale, con riferimento anche al saldo della mobilità interregionale ospedaliera. La rimodulazione deve rispettare i limiti massimi assegnati e gli standard per disciplina, tenendo conto delle specificità territoriali, epidemiologiche e di accessibilità.

Ai fini del calcolo degli standard, alcuni posti di residenzialità territoriale sono considerati equivalenti ai posti letto ospedalieri quando il relativo costo giornaliero è a carico del Servizio sanitario regionale e raggiunge almeno il valore soglia individuato dal regolamento, con esclusioni per specifiche strutture assistenziali (cure palliative, salute mentale, riabilitazione intensiva, pazienti in stato vegetativo o minima coscienza).

Riconversioni e Presidi Territoriali di Assistenza

Le strutture ospedaliere riconvertite, comprese quelle già oggetto di precedenti regolamenti regionali, sono qualificate come Presidi Territoriali di Assistenza (PTA). In tali strutture sono previsti posti per ospedali di comunità, residenze sanitarie assistenziali a totale carico del sistema sanitario regionale e altre degenze territoriali, incluse cure palliative e assistenza psichiatrica, secondo le tabelle allegate al regolamento.

Il regolamento dispone inoltre la riconversione in struttura di assistenza territoriale del plesso ospedaliero di Mesagne.

Regole organizzative interne e integrazione funzionale

Negli stabilimenti aggregati funzionalmente in un’unica struttura di ricovero è prevista un’unica direzione medica e un’unica direzione amministrativa di presidio, con accorpamento delle unità operative e dei servizi, fermo restando l’attribuzione di sottocodici per il monitoraggio dei flussi di ricovero.

Nelle unità operative complesse di Medicina Interna e Chirurgia Generale possono essere collocati posti letto per attività specialistiche compatibili, affidate a personale medico con requisiti specifici. Negli ospedali di base e di I livello devono essere presenti posti letto per pazienti critici, mentre le unità di Lungodegenza sono configurate come articolazioni funzionali della Medicina Interna.

Le consulenze delle discipline non presenti nel presidio devono essere garantite da specialisti di altri ospedali aziendali o dai poliambulatori del territorio.

Rete dei laboratori e dell’anatomia patologica

Per i laboratori di analisi pubblici è prevista una Unità Operativa Complessa di Patologia Clinica per ciascuna Azienda e Istituto, preferibilmente nell’ospedale di II livello, quale hub territoriale; gli altri ospedali assumono il ruolo di spoke. I laboratori devono operare per prestazioni ambulatoriali, per ricoverati e per emergenza-urgenza, con quest’ultima garantita h24 nei presidi con pronto soccorso. Nei PTA è istituito un centro prelievi con raccordo funzionale alla rete laboratoristica.

Analoga impostazione è prevista per l’anatomia patologica, con una Unità Operativa Complessa per ciascuna Azienda e Istituto, preferibilmente in ospedali di II livello, e servizi spoke negli altri presidi.

Sono previsti successivi atti regionali, entro 90 giorni dall’adozione del regolamento, per definire l’assetto funzionale e aggiornare requisiti organizzativi, tecnologici e strutturali delle reti interessate.

Tempi di attuazione e adempimenti specifici

Il regolamento prevede diversi termini attuativi:

  • entro 60 giorni dall’entrata in vigore: costituzione, ove mancante, del Comitato del Buon Uso del Sangue presso ASL e aziende ospedaliere;
  • entro 90 giorni: definizione di un modello unico di convenzione per le case di cura private dotate di frigoemoteca;
  • entro 120 giorni: definizione di uno schema tipo di convenzione per l’organizzazione e gestione delle Unità di Raccolta del sangue e degli emocomponenti.

Per i laboratori e l’anatomia patologica sono inoltre previsti atti regionali successivi, sempre entro 90 giorni dall’adozione del regolamento, per il completamento dell’assetto di rete.

Disciplina dei posti letto in strutture private e IRCCS

Il provvedimento stabilisce anche la rimodulazione della dotazione di posti letto degli IRCCS pubblici e privati, degli enti ecclesiastici e delle case di cura private accreditate, secondo le tabelle allegate. Per il privato accreditato è espressamente previsto che la rimodulazione non comporti aumento dei tetti di spesa e richiede una preintesa approvata con provvedimento di Giunta regionale, all’esito di apposita istruttoria.

Standard qualitativi, volumi di attività ed esiti

Gli standard regionali devono garantire il rispetto del tasso di ospedalizzazione massimo, l’occupazione tendenziale dei posti letto al 90% e una degenza media dei ricoveri ordinari inferiore a 7 giorni, salvo motivate esigenze clinico-assistenziali.

Il regolamento recepisce le soglie minime di volumi di attività e di esito nazionali e prevede che, entro il 31 dicembre 2015, siano individuate:

  • le strutture pubbliche e private abilitate a svolgere le funzioni assistenziali per rispettare le soglie;
  • le condizioni e i percorsi di adeguamento per le strutture non conformi;
  • le strutture da disattivare quando non siano possibili interventi di adeguamento;
  • le procedure di controllo, auditing clinico e organizzativo e le relative misure sanzionatorie;
  • le regole per l’ingresso di nuove strutture erogatrici.

Le verifiche devono basarsi sul Programma Nazionale Esiti di Agenas, integrato con indicatori di performance elaborati da AReS Puglia.

Reti cliniche integrate

Entro 120 giorni dall’entrata in vigore la Regione, con il supporto di AReS Puglia, deve emanare disposizioni per definire o adeguare le principali reti cliniche integrate con l’attività ospedaliera e territoriale, tra cui:

  • emergenze cardiologiche;
  • ictus;
  • traumatologica;
  • neonatologica e punti nascita;
  • oncologica;
  • ematologica;
  • oncoematologica pediatrica;
  • pediatrica;
  • terapia del dolore;
  • malattie rare;
  • reumatologica;
  • medicina trasfusionale.

Presidi e integrazioni territoriali specifiche

Il regolamento contiene anche alcune previsioni puntuali su singole strutture e territori, tra cui:

  • attivazione di posti letto aggiuntivi nell’ospedale di nuova attivazione di Altamura;
  • attivazione di posti letto di pneumologia nell’ospedale di Manduria per criticità epidemiologiche dell’area tarantina;
  • conferma di posti letto già non riportati per errore materiale in precedenti regolamenti, relativi agli ospedali di Putignano e Martina Franca.

Obsolescenza dell’atto

Il regolamento risulta espressamente abrogato dal Regolamento regionale Puglia n. 23/2019; pertanto oggi ha rilievo solo storico e non appare utile come disciplina vigente per la pratica professionale.

Testo integrale

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