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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1240/2024 del 10/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente deduceva vizio di motivazione: il giudice dell'appello cautelare avrebbe ritenuto improcedibile l'appello perché una sentenza di condanna di secondo grado era divenuta irrevocabile, ma aveva confuso due procedimenti distinti. La misura cautelare era stata disposta nel procedimento concluso con sentenza della Corte d'appello del 22/09/2022 (ricorso per cassazione ancora pendente), mentre la sentenza ritenuta irrevocabile e indicata dall'ordinanza della Suprema Corte del 05/05/2023 (n. 25020) riguardava invece una diversa sentenza del 10/02/2022 e fatti diversi; quindi l'improcedibilità non poteva essere dichiarata per intervenuta irrevocabilità di una sentenza non attinente al procedimento in cui era stata disposta la misura.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha accertato che la ordinanza del Tribunale del riesame aveva effettivamente confuso due diverse sentenze definitive e che quella dichiarata irrevocabile dalla Suprema Corte riguardava un diverso procedimento e reato (sentenza 10/02/2022, art. 337 c.p.), non la sentenza del 22/09/2022 che aveva riguardato il procedimento in cui era stata applicata la misura cautelare. Per tale motivo la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato gli atti al Tribunale di Bari, sezione per il riesame, per un nuovo esame. Ha inoltre disposto gli adempimenti di cancelleria previsti dall'art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 279 cod. proc. pen.

    Indica il ruolo della Corte d'appello quale giudice che procede nell'aggravamento della misura cautelare; la Corte d'appello aveva emanato ordinanza ai sensi di tale norma.

  • artt. 624, 625 cod. pen.

    Sono i reati (furto aggravato e furto con circostanze aggravanti) per i quali era stata disposta la misura cautelare nel procedimento principale; la Corte ha richiamato questi articoli dalla intestazione dell'ordinanza impugnata.

  • art. 337 cod. pen.

    Reato (resistenza a pubblico ufficiale) che risultava nella sentenza divenuta irrevocabile (10/02/2022) e che tuttavia era estraneo al procedimento in cui era stata applicata la misura cautelare; la confusione tra processi è stata elemento decisivo per l'annullamento.

  • art. 2 e 4, legge 2 ottobre 1967, n. 8951

    art. 2 e 4 L. 2/10/1967 n. 8951

    Norme richiamate nell'intestazione dell'ordinanza relative a materie attinenti alla fattispecie (es. norme su armi o correlati); la Corte le ha menzionate per identificare il titolo di reato collegato alla misura.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma sulle formalità di cancelleria successive a decisioni di annullamento/rinvio; la Corte ha ordinato gli adempimenti previsti da tale disposizione.

  • Ordinanza della Suprema Corte n. 25020/2023 (05/05/2023)

    Ordinanza n. 25020 del 05/05/2023

    Atto giurisprudenziale che il Tribunale del riesame aveva ritenuto avesse reso irrevocabile la sentenza di condanna di secondo grado; la Cassazione ha verificato che quell'ordinanza riguardava invece un'altra sentenza (10/02/2022) e non il procedimento relativo alla misura cautelare impugnata.

  • Sez. U, Sentenza n. 42792 del 31/10/2001 (Policastro, Rv. 220093)

    Giurisprudenza citata in relazione alla possibilità per la Corte di accesso agli atti quando è dedotto un vizio di identificazione/di motivazione; usata per giustificare l'esame documentale operato dalla Corte di Cassazione.

Massime di principio

  • L'improcedibilità dell'appello cautelare per sopravvenuta irrevocabilità di una sentenza può essere dichiarata solo se la sentenza divenuta irrevocabile riguarda lo stesso procedimento e i medesimi fatti per i quali è stata adottata la misura cautelare.
  • In presenza di più procedimenti penali a carico dello stesso indagato il giudice che decide sull'appello cautelare deve accertare con esattezza la corrispondenza tra la misura applicata e la sentenza la cui irrevocabilità si assume sopravvenuta; errori di identificazione determinano nullità o annullamento del provvedimento.
  • La Corte può e deve consultare gli atti e il registro informatico per verificare la posizione giuridica dell'imputato quando è dedotto un vizio di confusione tra procedimenti; ciò è necessario per garantire la corretta valutazione della procedura di improcedibilità.
  • Se il provvedimento impugnato si fonda su una errata constatazione di irrevocabilità la decisione va annullata e gli atti vanno rimessi al giudice competente per un nuovo esame, senza che ciò pregiudichi valutazioni di merito successive.
  • Gli operatori devono distinguere chiaramente tra le diverse sentenze (data, numero, titolo di reato e procedimento) e non basare decisioni di improcedibilità su riferimenti generici o confusi.

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