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Cassazione Penale, Ordinanza n. 18762/2026 del 25/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso è stato proposto nell'interesse di un imputato avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la sua responsabilità per ricettazione di assegni e aveva escluso il riconoscimento delle attenuanti generiche e della particolare tenuità del fatto. I motivi dedotti riguardavano: 1) vizio di violazione di legge e di motivazione sulla conferma del diniego delle circostanze attenuanti generiche; 2) vizio di violazione di legge e di motivazione sul mancato riconoscimento della circostanza attenuante della particolare tenuità del fatto in relazione alla ricettazione; 3) vizio di motivazione sulla responsabilità per la falsificazione materiale dei titoli, censura che il ricorrente correlava alla sua posizione rispetto agli assegni trattati.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto non consentito il primo motivo perché la motivazione della Corte d'appello sul diniego delle attenuanti generiche era logica e coerente, essendo sufficiente il richiamo agli elementi ritenuti decisivi o rilevanti. Ha ritenuto non consentito il secondo motivo perché il giudice di merito aveva già vagliato e disatteso la tesi della particolare tenuità del fatto, valorizzando il cospicuo valore complessivo degli assegni ricettati e posti all'incasso. Ha ritenuto non consentito anche il terzo motivo, chiarendo che la Corte d'appello non aveva affermato la responsabilità dell'imputato per la falsificazione degli assegni, ma lo aveva assolto da tale reato in quanto, trattandosi di assegni non trasferibili, il fatto non era più previsto dalla legge come reato. Conseguentemente, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 62-bis c.p.

    Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo quando il giudice di merito dia conto degli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti, senza dover esaminare espressamente tutti quelli favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti o emergenti dagli atti.

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto può essere esclusa valorizzando il complessivo valore degli assegni ricettati e posti all'incasso, quale indice incompatibile con la minima offensività richiesta dalla causa di non punibilità.

  • art. 648 c.p.

    La censura relativa alla ricettazione è stata ritenuta infondata/inammissibile perché il giudice di merito aveva già escluso la particolare tenuità del fatto con motivazione logica e non illogica.

  • art. 489 c.p.

    Per gli assegni non trasferibili, la falsificazione materiale non integra più reato; il fatto è stato ritenuto non più previsto dalla legge come reato.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità, il diniego delle attenuanti generiche è sindacabile solo se la motivazione è mancante, manifestamente illogica o giuridicamente errata; è sufficiente che il giudice di merito richiami gli elementi ritenuti decisivi.
  • La particolare tenuità del fatto può essere esclusa sulla base del valore complessivo del bene o dei titoli oggetto della condotta, quando tale dato renda non minimale l'offesa.
  • È inammissibile il motivo di ricorso che riproponga censure già esaminate e disattese dal giudice di merito senza evidenziare reali vizi di legittimità.
  • Quando la sentenza di merito assolve per insussistenza di tipicità sopravvenuta, la censura che presupponga una condanna per quel medesimo fatto è infondata perché costruita su un presupposto erroneo.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRicettazioneUso di atto falsoCause di non punibilitàPena e commisurazione
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonioReati contro la fede pubblicaParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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