Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 4047/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Prima) n. 1474 del 2024.

Giustizia amministrativa202500227

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: nota comunale di diniego della proroga del termine di ultimazione dei lavori edilizi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune e impresa appaltatrice)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società appellante aveva stipulato con l'impresa appaltatrice un contratto per lavori di manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizia, da ultimare entro il 31 marzo 2016. A seguito della sospensione dei lavori e dell'insorgenza di una controversia civile, la società aveva chiesto al Comune la proroga del termine di ultimazione, ricevendo diniego con nota del 17 dicembre 2018, motivata dall'impossibilità di prorogare termini di efficacia previsti dalla legge. Il ricorso straordinario proposto contro tale nota, trasposto davanti al TAR Lombardia, era stato respinto. In appello, la società ha dedotto: la natura provvedimentale e lesiva della nota, contestando la qualificazione del TAR come atto non provvedimentale; l'erroneità della declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse conseguente alla presentazione di una nuova SCIA nel febbraio 2021, sostenendo che essa era stata presentata soltanto per evitare l'aggravamento del danno nelle more del giudizio e non implicava acquiescenza; la violazione delle garanzie costituzionali e convenzionali di difesa e tutela giurisdizionale; la lesione del diritto di proprietà; nonché i motivi già dedotti in primo grado sulla legittimità del diniego di proroga.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha ritenuto fondato il primo motivo, stabilendo che la nota comunale aveva natura provvedimentale e lesiva, poiché costituiva un arresto procedimentale impedendo la prosecuzione dei lavori. Ha invece respinto il secondo motivo: la presentazione, l'8 febbraio 2021, di una nuova SCIA per proseguire e ultimare i lavori oggetto della precedente DIA costituiva una manifestazione chiara e incompatibile con l'ulteriore coltivazione del ricorso contro la decadenza o il diniego relativo al precedente titolo edilizio. L'eventuale rilevanza dell'atto amministrativo in una controversia civile tra le parti private non conservava l'interesse alla decisione nel giudizio amministrativo, trattandosi di profili estranei al rapporto con il Comune. Il Collegio ha quindi respinto l'appello, confermando la sentenza di primo grado soltanto quanto alla conseguenza processuale, ma correggendone la qualificazione: il ricorso originario era improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, non inammissibile. I restanti motivi, riguardanti il merito del diniego, sono stati assorbiti. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 34 c.p.a.

    Richiamato tra le norme processuali la cui violazione era stata dedotta, senza ulteriore interpretazione specifica nel merito.

  • art. 35 c.p.a.

    La controversia è stata definita mediante declaratoria di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, anziché di inammissibilità.

  • art. 88 c.p.a.

    Richiamato tra le norme processuali sulla motivazione della sentenza, senza specifica applicazione ulteriore.

  • art. 100 c.p.c.

    Il Collegio ha esaminato la permanenza dell'interesse ad agire e ha ritenuto che la presentazione di una nuova SCIA determinasse sopravvenuta carenza di interesse alla coltivazione del ricorso.

  • art. 133, comma 1, lett. f), c.p.a.

    Richiamato dall'appellante in relazione alla giurisdizione amministrativa, senza che il Collegio abbia fondato su tale disposizione la decisione.

  • art. 24 Cost.

    Richiamato dall'appellante in relazione alla tutela giurisdizionale, senza accoglimento della relativa censura.

  • art. 113 Cost.

    Richiamato dall'appellante in relazione alla tutela contro gli atti della pubblica amministrazione, senza accoglimento della relativa censura.

  • art. 6 CEDU

    Richiamato dall'appellante in relazione al diritto a un processo equo, senza accoglimento della relativa censura.

  • art. 42 Cost.

    Richiamato dall'appellante per dedurre la lesione del diritto di proprietà, censura assorbita per l'improcedibilità del ricorso.

  • art. 1 Protocollo addizionale n. 1 CEDU

    Richiamato dall'appellante per dedurre la compromissione del diritto di proprietà, censura assorbita per l'improcedibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Una nota con cui l'amministrazione nega la possibilità di prorogare il termine legale di efficacia di un titolo edilizio può avere natura provvedimentale e lesiva quando costituisce un arresto procedimentale che impedisce al privato di proseguire i lavori.
  • La presentazione di una nuova SCIA diretta a proseguire e ultimare lavori già oggetto di un precedente titolo edilizio può integrare una manifestazione incompatibile con l'ulteriore coltivazione del ricorso volto a contestare la decadenza o il diniego relativo al titolo precedente, determinando sopravvenuta carenza di interesse.
  • L'interesse alla decisione di un ricorso amministrativo non è mantenuto dalla mera eventuale rilevanza dell'atto impugnato in una controversia civile tra soggetti privati, quando tale controversia riguarda un rapporto privatistico estraneo all'amministrazione resistente.
  • Quando il giudice di primo grado abbia qualificato il ricorso come inammissibile, ma dagli atti emerga una sopravvenuta carenza di interesse derivante da una condotta incompatibile con la prosecuzione del giudizio, il giudice d'appello può confermare la definizione della controversia correggendone la motivazione e dichiarando l'improcedibilità.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrereEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.