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Sentenza

Sentenza n. 5052/2026 - Napoli, Sezione 3

per l’annullamento previa sospensione dell'efficacia quanto al ricorso introduttivo: “1) dell’Ordinanza di Demolizione n. 92 del 1^ agosto 2023 a firma del RUP e del Dirigente del Settore Urbanistica della Città di Torre del Greco, notificata alla ricorrente in data 8 agosto 2023, avente ad oggetto l’ordine di demolizione, ai sensi dell’art. 27 comma 2 del DPR n. 380/2001, delle presunte opere abusive descritte nelle premesse e la diffida alla rimessa in pristino dello stato originario dei luoghi; 2) dell’Ordinanza di Demolizione n. 93 del medesimo 1^ agosto 2023 a firma del RUP e del Dirigente del Settore Urbanistica della Città di Torre del Greco, notificata alla ricorrente sempre in data 8 agosto 2023, avente ad oggetto l’ordine di demolizione, ai sensi invece dell’art. 31 comma 2 del DPR n.380/2001, delle medesime presunte opere abusive descritte nella precedente ordinanza di demolizione descritta al punto 1) e la diffida alla rimessa in pristino dello stato originario dei luoghi con avvertenza che l’eventuale inottemperanza implicherà l’applicazione dell’art.31 comma 4 bis del T.U. in materia edilizia; 3) della relazione tecnica del 10 maggio 2023 a firma dei tecnici comunali incaricati Arch. Gina Elizabeth Borriello e Geom. Domenico Puca e dei relativi rilievi, documenti e atti allegati; 4) ogni altro atto presupposto, connesso o conseguente, comunque lesivo degli interessi della ricorrente.” quanto al ricorso per motivi aggiunti, depositato il 1° luglio 2024: “1) silenzio rigetto sull’istanza volta a conseguire il rilascio dell’accertamento di conformità degli interventi edilizi sanzionati con le Ordinanze demolitorie nn. 92 e 93 del 1° agosto 2023, protocollata in data 2 marzo 2023; 2) ogni altro atto presupposto, connesso o conseguente, comunque lesivo degli interessi della ricorrente.”

Giustizia amministrativa202304976

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanze comunali di demolizione e rimessa in pristino nn. 92 e 93 del 1° agosto 2023, relative alle medesime opere edilizie, nonché il silenzio rigetto sull’istanza di accertamento di conformità

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato due ordinanze comunali aventi a oggetto le medesime opere edilizie ritenute abusive: la prima adottata ai sensi dell’art. 27, comma 2, del d.P.R. n. 380/2001 e la seconda ai sensi dell’art. 31, comma 2, del medesimo decreto, entrambe accompagnate dall’ordine di rimessa in pristino. È stata inoltre impugnata la relazione tecnica comunale presupposta. Con motivi aggiunti, la ricorrente ha impugnato il silenzio rigetto formatosi sull’istanza di accertamento di conformità protocollata il 2 marzo 2023. Dal testo non risultano specificamente indicate le singole censure di legittimità formulate contro le ordinanze; risulta soltanto che il TAR aveva disposto un’istruttoria sulla vicenda e aveva inizialmente sospeso l’efficacia degli atti, sospendendo poi, in sede cautelare, la sola ordinanza n. 92 limitatamente ai punti nn. 1 e 2.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Nel corso del giudizio il Comune ha dichiarato che la ricorrente aveva ottenuto l’accertamento di conformità delle opere oggetto delle ordinanze demolitorie. Tale circostanza, pur non essendo stata documentalmente provata dal Comune, non è stata contestata dalla ricorrente nel termine concesso dal Tribunale per verificarla. Il rilascio dell’accertamento di conformità ha fatto venir meno l’interesse attuale alla decisione sulle ordinanze di demolizione e sul silenzio rigetto. Il Collegio ha qualificato l’esito come improcedibilità, anziché cessazione della materia del contendere, in ragione dell’accertamento sopravvenuto del difetto di interesse. Le spese sono state integralmente compensate per giusti motivi di equità, in considerazione dello svolgimento e dell’esito del giudizio; il contributo unificato è rimasto definitivamente a carico della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 27, comma 2, d.P.R. 380/2001

    È la base normativa indicata dal Comune per l’adozione della prima ordinanza di demolizione e rimessa in pristino.

  • art. 31, comma 2, d.P.R. 380/2001

    È la base normativa indicata dal Comune per l’adozione della seconda ordinanza di demolizione e rimessa in pristino.

  • art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001

    È richiamato nell’ordinanza n. 93 quale conseguenza dell’eventuale inottemperanza all’ordine di demolizione.

Massime di principio

  • Il rilascio, nelle more del giudizio, dell’accertamento di conformità delle opere edilizie oggetto di ordinanze demolitorie può determinare il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione sulle impugnazioni, rendendo improcedibile il ricorso.
  • Ai fini della declaratoria di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, il giudice può valorizzare una circostanza sopravvenuta dichiarata dall’amministrazione e non contestata dalla parte ricorrente nel termine concesso per verificarla, anche quando tale circostanza non sia stata documentalmente provata dall’amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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