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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27217/2022 del 14/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso; la sentenza del Giudice di pace di Polizzi Generosa del 22/10/2020 è stata annullata senza rinvio perché il fatto non sussiste. La Corte ha ritenuto che, essendo la notifica del provvedimento di allontanamento avvenuta il medesimo giorno dell'accertamento, il reato non si era ancora perfezionato in quanto il destinatario disponeva ancora del termine di sette giorni per allontanarsi volontariamente

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la condanna per il reato previsto dall'art. 14, comma 5-ter, del D.Lgs. n. 286/1998, deducendo la violazione di legge con riferimento alla data di contestazione: la notifica dell'ordine di allontanamento da parte del Questore di Palermo era avvenuta il 4 gennaio 2018 fissando un termine di sette giorni per lasciare il territorio; il controllo effettuato lo stesso 4 gennaio 2018 non poteva integrare il reato poiché il termine utile per allontanarsi non si era ancora esaurito

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 286 del 1998 (Testo unico sull'immigrazione), art. 14

    art. 14, comma 5-ter (menzionato), art. 14, comma 5 (richiamato dalla difesa)

    La Corte ha interpretato la norma nel senso che l'integrazione del reato richiede il protrarsi della permanenza nel territorio nazionale oltre il termine concesso per lasciare lo Stato; la mera coincidenza tra data di notifica e data di controllo esclude la sussistenza dell'illecito perché il termine dei sette giorni non era ancora decorso

Massime di principio

  • Per il reato di permanenza nel territorio in violazione dell'ordine di espulsione è decisiva la data di notifica del provvedimento e il termine concesso per l'allontanamento: l'accertamento prima della scadenza del termine non integra il reato
  • Gli organi accertatori devono verificare e comprovare documentalmente la data di notifica e la decorrenza del termine prima di procedere a contestazioni penali per violazione dell'ordine di espulsione
  • La difesa può efficacemente impugnare la contestazione mostrando che l'accertamento è avvenuto entro il periodo utile concesso al destinatario per lasciare volontariamente lo Stato
  • L'onere di provare la consumazione del reato comprende l'accertamento che il termine per l'allontanamento sia già decorso al momento dell'accertamento; in sua mancanza il fatto può essere dichiarato non sussistente

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