Sentenza n. 11570/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento del silenzio inadempimento dell’Ambasciata d’Italia a Islamabad sull’istanza di attivazione del procedimento volto al rilascio di un visto di ingresso per lavoro subordinato
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che, a seguito della fissazione dell'appuntamento presso la sede diplomatica, è venuta meno l'utilità concreta e attuale della decisione richiesta sul silenzio. Le spese di giudizio sono state compensate in ragione della notoria situazione dei flussi amministrativi presso la sede diplomatica interessata.
Atto impugnato: silenzio-inadempimento dell'Ambasciata d'Italia a Islamabad sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto d'ingresso per lavoro subordinato
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso contro il silenzio-inadempimento serbato dall'Ambasciata d'Italia a Islamabad sull'istanza volta all'attivazione del procedimento per il rilascio di un visto d'ingresso per lavoro subordinato. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale si è costituito resistendo al ricorso. Non sono esposti ulteriori motivi di censura o questioni sostanziali relative ai presupposti per il rilascio del visto.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Ha costituito la base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- La fissazione dell'appuntamento presso la sede diplomatica, intervenuta nel corso del giudizio avverso il silenzio-inadempimento, può determinare la sopravvenuta carenza di interesse e l'improcedibilità del ricorso quando viene meno l'utilità concreta e attuale della pronuncia richiesta.
- Nel giudizio avente a oggetto il silenzio dell'amministrazione, la sopravvenuta attivazione del procedimento può rendere improcedibile la domanda, senza implicare necessariamente il rilascio del provvedimento finale favorevole all'istante.
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