Cassazione Civile, Sentenza n. 14783/2022 del 10/05/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione di avviso d'accertamento per tassa di concessione governativa (TCG) su utenze di telefonia mobile relative al 2005: la Città Metropolitana deduceva due motivi di cassazione. Primo motivo: carenza di motivazione dell'atto impositivo e mancata indicazione del presupposto, del termine di scadenza e degli elementi necessari per la legittimità dell'accertamento. Secondo motivo: errore della CTR nel valutare i fatti e nel calcolo delle sanzioni perché il tributo contestato e i pagamenti riferiti alle fatture erano diversi da quelli assunti dall'Ufficio (si contestava che il pagamento di complessivi €94.157,83 fosse stato considerato diversamente e che le somme indicate nelle fatture a titolo di TCG fossero invece di altro importo), con conseguente travisamento dell'oggetto del giudizio relativo alla misura delle sanzioni.
La decisione
La Corte ha respinto il primo motivo (ritenendo sufficiente per la motivazione dell'accertamento l'indicazione dei numeri di fattura e delle relative scadenze commerciali) e ha accolto il secondo motivo. Ha cassato la sentenza della CTR nella parte relativa alla valutazione erronea delle somme su cui calcolare le sanzioni e, non essendo necessari ulteriori accertamenti, ha deciso nel merito accogliendo l'originario ricorso della contribuente limitatamente alla determinazione delle sanzioni, fissandole nella misura di €28.245,00. Le spese processuali sono compensate.
Norme richiamate
art. 21 Tariffa allegata al d.P.R. n. 641 del 1972
art. 21 della Tariffa allegata al d.P.R. n. 641 del 1972; nota 1 all'art. 21
La TCG grava sull'utenza e il termine per il pagamento coincide con quello pattuito contrattualmente per la bolletta; la "nota 1" collega il tributo al numero di mesi considerati in ciascuna bolletta e al relativo termine di pagamento.
art. 13 d.P.R. n. 641 del 1972
Prevede le sanzioni per il ritardato pagamento della TCG (nella fattispecie applicata una misura pari al 30% del tributo versato in ritardo) e individua il dies a quo per la decadenza dell'accertamento in relazione alla scadenza delle singole bollette.
legge n. 212 del 2000 (statuto del contribuente), artt. 6 e 7
artt. 6 e 7 L. n. 212/2000
Art. 7 relativo all'obbligo di motivazione degli atti impositivi: la Corte ha ritenuto che l'indicazione di fatture e relative scadenze soddisfi l'obbligo di motivazione nei limiti del thema decidendum.
art. 112 c.p.c. e art. 360 c.p.c. comma 1 n. 3
art. 112 c.p.c.; art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
Riferimenti alle regole di impugnazione e ai vizî denunciabili in Cassazione (violazione di norme processuali e di diritto sostanziale).
art. 2697 c.c.
art. 2697 c.c. (onere della prova)
Principio sull'onere della prova: la contribuente doveva provare l'avvenuto pagamento delle fatture per sottrarsi all'obbligo tributario; tuttavia la Corte ha rilevato specifici errori di calcolo delle somme su cui erano state applicate le sanzioni.
decreto del Ministero delle Finanze 24 settembre 1991
Decreto 24/09/1991 (termine e modalità di versamento da parte dei concessionari come SIP)
Disciplina le modalità con cui il concessionario comunica i mancati o ritardati pagamenti all'Amministrazione finanziaria e stabilisce termini in cui i pagamenti del concessionario sono considerati tempestivi.
d.l. n. 4/2014, art. 2 comma 4 (conv. in L. n. 50/2014)
d.l. n. 4/2014, art. 2, comma 4, conv. in L. n. 50/2014
Norma di interpretazione autentica che conferma che la TCG non è stata abrogata.
d.l. n. 471/1997
art. 13, comma 2, d.l. n. 471/1997 (richiamata in motivazione relativamente alle sanzioni)
Richiamata per i criteri applicativi delle sanzioni (quantificazione percentuale delle sanzioni per ritardato versamento).
Massime di principio
- La tassa di concessione governativa relativa agli apparecchi per il servizio radiomobile grava sull'utente del servizio e il termine per il pagamento coincide con la scadenza indicata nella bolletta (collegamento tramite la "nota 1" all'art. 21).
- L'atto di accertamento soddisfa l'obbligo di motivazione se indica chiaramente gli elementi essenziali del recupero (numero fatture, causale e date di scadenza) nei limiti del thema decidendum fissato dalla sentenza di rinvio.
- Il contribuente che contesta l'avviso per omesso o ritardato pagamento deve provare l'avvenuto pagamento; in mancanza, l'Ufficio può ritenere dovuto il tributo e le sanzioni, salvo errori di calcolo o di qualificazione del presupposto imputabili all'Amministrazione.
- Se la CTR o l'Ufficio applicano sanzioni su una base imponibile errata, la Corte di cassazione può cassare la decisione e, se non sono necessari ulteriori accertamenti, decidere nel merito correggendo la misura delle sanzioni.
- Il gestore/ concessionario del servizio ha ruolo di incaricato della riscossione; non ne deriva automaticamente la qualifica di sostituto d'imposta con esclusione della responsabilità in capo all'utente.
- In controversie simili è fondamentale produrre prove documentali chiare del pagamento e contestare tempestivamente qualsiasi discrepanza tra quanto contestato dall'Ufficio e le somme indicate nelle fatture.
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