Cassazione Civile, Sentenza n. 14712/2022 del 10/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Controversia immobiliare relativa al rispetto delle distanze legali di un fabbricato, alla demolizione e al ripristino di opere ritenute abusive, all'accertamento della linea di confine e alla declaratoria di usucapione delle opere realizzate nel 1972; critica della valutazione probatoria della Corte d'appello (in particolare del valore della dichiarazione resa dal presunto autore dei lavori alla pubblica amministrazione e dell'esclusione di prova testimoniale) e deduzioni anche in tema di applicazione delle norme urbanistiche sulle distanze e della possibilita' di costruire in aderenza
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale dei tre eredi (Berton e Zampieri) e dichiarato inammissibile il ricorso incidentale di Carlo Zampieri. Sono state respinte le censure relative a: (1) presunta errata valutazione del dies a quo per l'usucapione (art. 1158 c.c.), ritenendo che la verifica istruttoria dei fatti non sia sindacabile in sede di legittimità; (2) probativo valore della dichiarazione alla P.A. e inammissibilità della prova testimoniale, rilevando che le doglianze miravano a un riesame del merito e che la richiesta di prova era stata ritenuta generica dal giudice del merito; (3) contestazione di giudizio oltre la domanda, ritenuta non specificata; (4) eccezione relativa alla costruzione in prevenzione/aderenza e norme tecniche comunali, ritenuta nuova e fondata su accertamenti di fatto non sindacabili in Cassazione. Sul ricorso incidentale si è ritenuto che si trattasse di un improprio riesame del contenuto della CTU e degli atti istruttori. Spese compensate in ragione della soccombenza reciproca. Inoltre la Corte ha rilevato l'obbligo formale relativo al pagamento del contributo unificato ove dovuto (art. 13 DPR 115/02).
Norme richiamate
art. 1158 cod. civ.
Rilevato come il dies a quo dell'usucapione per opere che costituiscono servitù deve essere collegato all'esistenza degli elementi strutturali essenziali, ma la valutazione probatoria concreta spetta al giudice del merito e non è sindacabile in sede di legittimità se non per motivi di diritto
art. 2697 cod. civ.
la parte non può derivare elementi di prova a proprio favore, ai fini del soddisfacimento dell’onere di cui all’art. 2697 cod. civ., da proprie dichiarazioni non asseverate da terzi (Cass. 5321/06)
La Suprema Corte ribadisce che le autodichiarazioni rese alla pubblica amministrazione hanno efficacia probatoria limitata nei rapporti tra privati e devono essere usate con cautela e corroborate da altri elementi probatori
artt. 115 e 244 cod. proc. civ.
Richiamati con riferimento ai rimedi e alle norme procedurali; la Corte ha ritenuto comunque inammissibile la censura che mirava a riesaminare il merito e la valutazione discrezionale delle prove
art. 112 cod. proc. civ.
Invocato dai ricorrenti per contestare un presunto giudizio oltre le conclusioni, ma la Cassazione ha ritenuto la doglianza generica e non sufficientemente specifica per essere esaminata in sede di legittimità
artt. 873 e 875 cod. civ.
Richiamati in relazione alla disciplina delle distanze e alle ipotesi di costruzione in aderenza; la Corte ha ritenuto la questione fondata su accertamenti di fatto e nuova rispetto al giudizio d'appello, quindi non ammissibile in Cassazione
D.I. 1444/68
Norma tecnica edilizia richiamata ma la sua applicazione concreta richiedeva accertamenti di fatto non esaminabili in sede di legittimità
art. 360, primo comma, n. 5 cod. proc. civ.
Il vizio denunciato per omesso esame di fatto decisivo è rimesso a requisiti rigorosi: il ricorrente deve indicare il fatto storico, la fonte, quando e come fu dibattuto e la sua decisività; mera contestazione della CTU senza rispettare tali requisiti è inammissibile
artt. 366 e 369 cod. proc. civ.
Richiamati per i requisiti di specificazione del fatto e della sua discussione processuale necessari a fondare la denunciata omissione di esame
art. 13 DPR n. 115/02
Applicazione della normativa sul contributo unificato: la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento di un ulteriore importo da parte dei ricorrenti, ove dovuto, ai sensi della disciplina vigente
Massime di principio
- La Cassazione non sindaca sulle valutazioni di fatto e sulla valutazione complessiva della prova operate dal giudice di merito: le questioni istruttorie rilevanti devono essere specificamente dedotte e non possono essere trasformate in motivi di legittimità per ottenere un riesame dei fatti
- Per l'usucapione di servitù occorre provare l'esistenza, entro il dies a quo, di elementi strutturali ed essenziali idonei a manifestare l'esercizio del diritto; l'onere probatorio grava sul presunto usucapiente
- Le autodichiarazioni e le dichiarazioni rese alla pubblica amministrazione hanno valore probatorio limitato nei rapporti tra privati e non possono da sole sostituire la prova necessaria: vanno valutate con cautela e alla luce di altri elementi
- Le domande di prova (es. testi) devono essere formulate con sufficiente specificità quanto ai fatti che si intendono provare (tempo, natura delle opere, circostanze); la genericità della richiesta puo' legittimamente determinare l'inammissibilità
- Non possono essere introdotte in Cassazione questioni nuove di fatto o basate su accertamenti di merito non svolti nei precedenti gradi; le eccezioni fondate su nuove norme urbanistiche o su asseriti diritti di costruire in aderenza richiedono accertamenti di fatto preventivi
- La denuncia di omesso esame di fatto decisivo ai sensi dell'art. 360 n.5 c.p.c. richiede l'indicazione puntuale del fatto, della sua fonte, di quando fu dibattuto e della sua decisività; altrimenti è inammissibile
- In caso di soccombenza reciproca o contestuale, le spese possono essere compensate; la determinazione dei contributi processuali va verificata secondo la disciplina vigente al momento del ricorso
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