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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4599/2023 del 03/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di condanna per il reato previsto dall'art. 73 del D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (detenzione di stupefacenti), relativa al ritrovamento di 109 grammi lordi di cocaina. Contesta la mancata qualificazione della sostanza come destinata ad uso personale e la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche, deducendo l'assenza di elementi indizianti l'attività di spaccio (mancanza di bilancini, materiale da taglio, contatti con ambienti di spaccio, precedenti specifici) e sostenendo che il denaro rinvenuto fosse frutto di risparmi familiari.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la motivazione della Corte d'appello. I giudici hanno ritenuto congrua e adeguata la valutazione di merito che ha dedotto finalità di spaccio tenendo conto del quantitativo (numero di dosi ricavabili), delle modalità di occultamento (intercapedine sotto la moquette dell'auto) e della consistente somma di denaro rinvenuta in casa (circa 31.000 euro, con 1.000 euro nella tasca di un paio di jeans). È stata esclusa l'ipotesi della lieve entità ex art. 73, comma 5, e non sono state riconosciute attenuanti generiche. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti)

    art. 73, in particolare comma 5

    La Corte ha applicato la norma nel senso che l'ipotesi di "lieve entità" richiede una offensività penale minima valutata complessivamente su base qualitativa e quantitativa; nel caso concreto la cospicuità del quantitativo e le modalità di occultamento hanno escluso tale configurazione.

  • Sentenza Sez. U. n. 35737 del 24-06-2010

    Richiamato il principio secondo cui la lieve entità può essere riconosciuta solo quando l'offensività sia minima, valutata secondo dato qualitativo e quantitativo e dalle modalità/mezzi dell'azione; principio utilizzato per negare la lieve entità nel caso di specie.

  • Sentenza Sez. U. n. 51063 del 27-09-2018

    Confermato il principio che l'accertamento della lieve entità è una valutazione globale di merito e che uno degli elementi può risultare assorbente; la Corte ha ritenuto che, per il caso in esame, alcuni elementi (peso, occultamento, denaro) assorbissero eventuali indici contrari.

Massime di principio

  • La qualificazione della detenzione come finalizzata allo spaccio dipende da una valutazione complessiva di più indici: quantità della droga (numero di dosi ricavabili), modalità di occultamento, presenza di ingenti somme di denaro, assenza o presenza di strumenti tipici dello spaccio. Questi elementi, se collegati, possono prevalere sulla semplice assenza di altri indizi.
  • L'ipotesi di lieve entità (art. 73, comma 5) richiede una offensività minima e una valutazione globale; quantità rilevante o modalità di occultamento particolarmente curate possono far escludere la lieve entità anche se altri indici apparissero favorevoli alla difesa.
  • Le valutazioni di merito sui fatti (ricostruzione probatoria, apprezzamento degli indici di spaccio o uso personale) sono praticamente insindacabili in Cassazione se la motivazione dei giudici di merito è congrua, esauriente e logicamente coerente; per ottenere il riesame in sede di legittimità occorre dimostrare vizi logico-giuridici della motivazione.
  • Per ottenere il riconoscimento dell'uso personale conviene fornire elementi concreti e specifici: quantitativi chiaramente compatibili con uso personale, prove di consumo (siringhe, materiale per consumo), certificazioni cliniche di dipendenza, spiegazioni plausibili e documentate della provenienza del denaro trovato.
  • La mera assenza di oggetti da spaccio non è sempre decisiva se altri elementi (peso, occultamento, denaro) indicano distribuzione; viceversa, la presenza di elementi probatori favorevoli all'imputato può, se convincenti, capovolgere la valutazione dei giudici.

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