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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33163/2025 del 07/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 03/01/2025 che aveva convertito la pena pecuniaria inflitta a Sattih Hicham in 14 giorni di detenzione domiciliare sostitutiva. Il Procuratore contestava l'abnormità e la violazione degli artt. 661 c.p.p. e 62 L. n. 689/81 in quanto il Magistrato di sorveglianza aveva trasmesso l'ordinanza al Pubblico ministero per l'emanazione dell'ordine di esecuzione (stato esecutivo), mentre, secondo il ricorrente e l'interpretazione della riforma Cartabia, l'esecuzione della detenzione domiciliare sostitutiva è di competenza esclusiva del Magistrato di sorveglianza e il ruolo del Pubblico ministero è soltanto propulsivo (trasmissione del titolo esecutivo).

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso: ha ritenuto il provvedimento del Magistrato di sorveglianza abnorme per aver restituito gli atti al Pubblico ministero anziché provvedere direttamente all'esecuzione della detenzione domiciliare sostitutiva. L'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio ai sensi dell'art. 620, lett. d), c.p.p., con trasmissione degli atti al Magistrato di sorveglianza di Bologna perché provveda all'esecuzione conformemente alla normativa vigente e alla giurisprudenza della Corte di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 660 cod. proc. pen.

    Individua la procedura per il mancato pagamento della pena pecuniaria e la trasmissione degli atti al Magistrato di sorveglianza per la conversione; la Corte richiama i commi 7 e 12 come fonte della ripartizione di competenze tra Pubblico ministero e Magistrato di sorveglianza.

  • art. 661 cod. proc. pen.

    Stabilisce che, per l'esecuzione delle pene sostitutive della semilibertà e della detenzione domiciliare, il Pubblico ministero trasmette la sentenza al Magistrato di sorveglianza che provvede senza ritardo; la Corte ne trae la conclusione che l'esecuzione è di competenza del Magistrato di sorveglianza.

  • art. 656 cod. proc. pen.

    Richiamato nel dibattito interpretativo: la Corte esclude che l'entrata in vigore del nuovo sistema abbia ridotto l'ambito operativo dell'art. 656 in modo da trasferire all'Ufficio del PM la fase esecutiva della detenzione domiciliare.

  • art. 62 legge 24 novembre 1981, n. 689

    Attribuisce al giudice competente (per il lavoro di pubblica utilità il giudice che ha applicato la pena; per le altre pene sostitutive il Magistrato di sorveglianza) i compiti esecutivi e determinativi delle modalità di esecuzione; la Corte conferma che spetta al Magistrato di sorveglianza l'adozione degli atti esecutivi.

  • art. 63 legge 24 novembre 1981, n. 689

    Regola l'esecuzione per il lavoro di pubblica utilità: il giudice che ha applicato la pena provvede; distinto dalla disciplina della detenzione domiciliare che è affidata al Magistrato di sorveglianza.

  • art. 71 legge 24 novembre 1981, n. 689

    Richiamato in relazione alle pene pecuniarie sostitutive, come riferimento normativo alla procedura di trasmissione al Magistrato di sorveglianza per conversione.

  • art. 68 legge 24 novembre 1981, n. 689

    "determinano la durata residua della pena sostitutiva ..."

    Conferma che è il Giudice (per il lavoro di pubblica utilità) o il Magistrato di sorveglianza (per le altre pene sostitutive) a determinare la durata residua della pena sostitutiva; utilizzata dalla Corte per ribadire la competenza esecutiva del Magistrato.

  • art. 678, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla forma dell'ordinanza che il Magistrato di sorveglianza deve emettere entro 45 giorni dalla ricezione della sentenza, confermando o modificando le modalità di esecuzione e prescrizioni.

  • art. 667, comma 4, cod. proc. pen.

    Richiamato come norma collegata alla conversione della pena pecuniaria e alla competenza del Magistrato di sorveglianza nell'emanare l'ordinanza di conversione.

  • art. 620, lett. d) cod. proc. pen.

    Fondamento giuridico per l'annullamento senza rinvio dell'ordinanza impugnata quando il vizio sia tale da non consentire il rinvio ad altro giudice; applicato dalla Corte per annullare il provvedimento abnorme.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (riforma "Cartabia")

    Richiamato nel dibattito interpretativo: la Corte afferma che le modifiche normative non hanno trasferito all'ufficio del PM la competenza esecutiva della detenzione domiciliare sostitutiva, confermando la continuità della competenza del Magistrato di sorveglianza.

Massime di principio

  • L'esecuzione della detenzione domiciliare sostitutiva è di competenza del Magistrato di sorveglianza: il Pubblico ministero ha un ruolo propulsivo (trasmissione del titolo), ma non può sostituirsi al Magistrato nell'adozione degli atti esecutivi.
  • Il Magistrato di sorveglianza, ricevuta la sentenza o l'ordinanza di conversione dal PM, deve provvedere "senza ritardo" e adottare, entro i termini previsti, l'ordinanza che determina le modalità di esecuzione e la durata residua della pena sostitutiva.
  • L'atto di restituire gli atti al Pubblico ministero perché questi emetta l'ordine di esecuzione è qualificabile come abnorme e può determinare l'annullamento senza rinvio per stasi procedimentale, posto che imporrebbe al PM di compiere atti estranei alle sue attribuzioni.
  • La competenza territoriale per l'esecuzione della detenzione domiciliare sostitutiva va individuata nel Magistrato del luogo di effettiva esecuzione della pena, anche se diverso da chi ha emesso l'ordinanza indicativa delle modalità esecutive.
  • In caso di stato di insolvenza incolpevole del condannato, la conversione della pena pecuniaria in pena sostitutiva (es. detenzione domiciliare) può essere disposta dal Magistrato di sorveglianza conformemente agli artt. richiamati; il giudice non può eludere le proprie competenze inviando gli atti al PM.

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