Sentenza del 08/01/2020 n. 28 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Catasto - Rendita - Proposizione - Rendita definitiva - Amministrazione - Termine - Ordinatorio - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
disputa sulla natura del termine massimo di dodici mesi assegnato all'ufficio per la determinazione della rendita catastale definitiva in base al d.m. 19.04.1994, n. 701 e all'art. 56 del D.P.R. 01.12.1949, n. 1142: il ricorrente sosteneva che il mancato provvedimento dell'amministrazione entro il termine avrebbe comportato la decadenza dell'amministrazione dal potere di rettifica e la stabilizzazione della "rendita proposta"; l'amministrazione invece ha mantenuto la possibilità di quantificare o rettificare la rendita anche oltre il termine.
La decisione
la Corte ha ritenuto che la procedura prevista dal d.m. n. 701/1994 attribuisce alle dichiarazioni la sola funzione di "rendita proposta" in attesa della quantificazione dell'ufficio e che il termine massimo di dodici mesi per la determinazione della rendita definitiva ha natura meramente ordinatoria. Ne consegue che il superamento delle scadenze non determina la decadenza dell'amministrazione dal potere di rettifica: l'ufficio può dunque procedere alla determinazione o alla rettifica della rendita anche dopo i dodici mesi. Decisione conforme al principio richiamato dalla giurisprudenza (Cass. n. 6411/2014).
Norme richiamate
D.m. 19.04.1994, n. 701
Regola la procedura di proposizione della rendita; conferisce carattere di rendita proposta alle dichiarazioni presentate ai sensi dell'art. 56 del DPR n. 1142/1949 e stabilisce un termine massimo di 12 mesi per la determinazione dell'ufficio, termine da intendersi ordinatorio.
D.P.R. 01.12.1949, n. 1142, art. 56
Prevede le dichiarazioni catastali e la possibilità per i titolari di diritti reali di proporre la rendita; tali dichiarazioni producono una rendita proposta fino alla quantificazione definitiva da parte dell'ufficio.
Cass. n. 6411/2014
Giurisprudenza richiamata che afferma la natura ordinatoria del termine di 12 mesi e la conseguente mancata decadenza dell'amministrazione dal potere di rettifica in caso di superamento del termine.
Massime di principio
- La "rendita proposta" derivante dalla dichiarazione catastale è provvisoria: acquista efficacia definitiva solo dopo la quantificazione formale dell'ufficio.
- Il termine di 12 mesi previsto per l'amministrazione ha natura ordinatoria (dirimente di efficienza), non perentoria: il suo superamento non causa automaticamente la decadenza del potere di rettifica dell'amministrazione.
- Il contribuente non può considerare la rendita proposta come irrevocabile solo perché l'ufficio non ha provveduto entro 12 mesi; l'amministrazione può rettificare anche oltre tale termine.
- In presenza di inerzia o ritardo dell'amministrazione il contribuente può tutelare i propri interessi mediante gli strumenti giurisdizionali (es. ricorso per omessa determinazione), ma ciò non implica l'estinzione del potere rettificatorio dell'ente.
- Per una maggiore certezza giuridica nelle pratiche catastali è importante documentare tempestivamente le dichiarazioni e seguire l'iter amministrativo; in caso di controversia, la giurisprudenza tende a privilegiare la funzionalità dell'aggiornamento catastale rispetto alla rigidità del termine.
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