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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12519/2025 del 01/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza della Corte di appello che aveva rigettato la sua istanza di revoca dell'ingiunzione a demolire correlata alla condanna penale divenuta irrevocabile. I motivi di ricorso erano cinque: (1) vizio per eccesso di potere del Procuratore Generale nella adozione dell'ingiunzione, sostenendo che l'acquisizione dell'area al patrimonio comunale sarebbe un potere amministrativo non riconducibile al P.G.; (2) violazione dell'art. 25 Cost. in relazione all'art. 7 L. 47/85 e nullità dell'ingiunzione a demolire; (3) e (4) contestazione dell'uso inappropriato di giurisprudenza (citazione della sentenza n. 47263/2014 e richiamo ad altra del 2019 n. 10393) senza adeguata analisi della loro pertinenza; (5) censura per mancata valutazione da parte della Corte della pratica amministrativa di condono/sanatoria indicata dalla difesa.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato la distinzione tra ordine di demolizione giudiziale (ex art. 31, comma 9, DPR 380/01) e ordine di demolizione amministrativo (art. 31 commi 3 e 12 DPR 380/01/nonché previgente art. 7 L. 47/85), rilevando che l'effetto acquisitivo dell'area al patrimonio comunale consegue solo per l'ordine amministrativo e il decorso del termine (90 giorni, ora con possibilità di proroga fino a 240 giorni per legge del 2024) e non automaticamente in forza della sola sentenza penale. Poiché dagli atti non risultava un ordine comunale regolarmente notificato, non poteva ritenersi prodotto l'effetto acquisitivo; conseguentemente l'interesse del ricorrente a dedurne la violazione era carente. I motivi relativi alla giurisprudenza sono stati ritenuti generici, confusi e privi della necessaria specificità; la deduzione della mera pendenza di una pratica di condono è insufficiente per ottenere revoca/sospensione dell'ingiunzione senza elementi concreti che rendano verosimile l'esito favorevole. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro 3.000 a titolo di ammenda.

Norme richiamate

  • art. 606 comma 1 lett. a) cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata come base del motivo di cassazione; la Corte ricorda che i motivi devono essere specifici e correlati alle ragioni del provvedimento impugnato, giustificando l'inammissibilità quando tale correlazione manca.

  • art. 7 L. 47/85

    "l'acquisizione al patrimonio dell'area di sedime consegue all'inutile decorso di 90 giorni dalla notifica dell'ordine di demolizione emesso dall'autorità amministrativa"

    Norma storicamente richiamata per l'effetto acquisitivo dell'area in caso di inottemperanza all'ordine amministrativo; utilizzata per distinguere l'effetto amministrativo dall'ordine giudiziale.

  • art. 31 DPR 380/01 comma 3

    "il termine di cui al primo periodo può essere prorogato con atto motivato del comune fino a un massimo di duecento quaranta giorni..." (integrazione introdotta dalla L. n. 105/2024 di conversione del D.L. n. 69/2024)

    Conferma che il termine per l'ottemperanza all'ingiunzione amministrativa può essere prorogato per gravi esigenze; la disposizione ribadisce che l'effetto acquisitivo è collegato all'ordine amministrativo e al decorso del termine stabilito.

  • art. 31 DPR 380/01 comma 9

    "per le opere abusive di cui al presente articolo, il giudice, con la sentenza di condanna per il reato di cui all'articolo 44, ordina la demolizione delle opere stesse se ancora non sia stata altrimenti eseguita"

    Stabilisce il potere del giudice penale di ordinare la demolizione in sentenza; la Corte ha distinto questo ordine dall'ordine amministrativo, al quale è collegato l'effetto acquisitivo dell'area.

  • art. 31 DPR 380/01 commi 12 e 3

    "il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale... ingiunge al proprietario... la rimozione o la demolizione, indicando nel provvedimento l'area che viene acquisita di diritto... Se il responsabile dell'abuso non provvede... il bene e l'area di sedime... sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune..."

    Descrive la procedura amministrativa dell'ingiunzione comunale e l'effetto acquisitivo automatico in caso di inottemperanza; centrale per la decisione che l'acquisizione richiede un provvedimento amministrativo e il decorso del termine.

  • art. 25 Cost.

    Richiamato dal ricorrente nella doglianza costituzionale; la Corte non ha riscontrato un'effettiva violazione di tale principio in assenza di un concreto vizio dimostrato collegato all'ordine amministrativo o alla sua notifica.

  • Legge n. 105/2024 (conversione D.L. n. 69/2024)

    Modifica normativa richiamata che ha ampliato la possibilità di proroga del termine per l'ottemperanza fino a 240 giorni in presenza di particolari esigenze di salute o socio-economiche; conferma l'evoluzione del regime temporale dell'ingiunzione amministrativa.

  • Giurisprudenza (Sez. 5, n. 28011 del 15/02/2013, Sammarco)

    Principio secondo cui i motivi di cassazione devono avere la necessaria correlazione con le ragioni del provvedimento impugnato; usato per giustificare l'inammissibilità dei motivi carenti di correlazione.

  • Giurisprudenza (Sez. 2, n. 11951 del 29/01/2014, Lavorato)

    Conferma l'obbligo del ricorrente di confrontarsi con le ragioni del giudice di merito; applicata per rilevare l'assenza di confronto nel ricorso.

Massime di principio

  • Distinguere sempre l'ordine di demolizione disposto in sede penale (giudiziale) dall'ordine di demolizione emesso dall'autorità amministrativa: l'effetto acquisitivo dell'area al patrimonio comunale consegue solo dall'ordine amministrativo e dal decorso del relativo termine.
  • L'acquisizione dell'area al patrimonio comunale si verifica dopo la regolare notifica dell'ingiunzione comunale e l'inerzia per il termine previsto (di regola 90 giorni, con possibilità di proroga normativa fino a 240 giorni), non automaticamente in forza della sola sentenza penale.
  • Per ottenere revoca o sospensione di un ordine di demolizione non è sufficiente dichiarare la mera pendenza di una pratica di sanatoria: è necessaria una deduzione "seria" e specifica, con elementi che rendano verosimile l'esito favorevole della pratica (descrizione identificativa della pratica, motivi di fondatezza, prossimità della decisione amministrativa).
  • In cassazione i motivi devono essere chiari, specifici e strettamente collegati alle ragioni espresse dal giudice di merito; censure generiche, ripetitive o senza indicazione del passaggio motivazionale impugnato sono inammissibili.
  • La semplice citazione di precedenti giurisprudenziali non sostituisce l'obbligo di illustrare in che modo e perché tali precedenti si applichino al caso concreto; il ricorrente deve indicare il passaggio della decisione impugnata che si ritiene illegittimo e il principio di diritto violato.
  • Se si vuole contestare la legittimità di un atto amministrativo (es. ingiunzione comunale), è essenziale dimostrare la sua notifica e il mancato adempimento per far emergere gli effetti giuridici contestati (come l'acquisizione dell'area).

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