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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40171/2022 del 24/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Latina che confermava il sequestro probatorio di documenti e dispositivi informatici riconducibili a presunte condotte di ricettazione di falsi certificati di frequenza. Il ricorrente denunciava l'illegittimità 'genetica' del sequestro e una motivazione apparente o contraddittoria, lamentando l'assenza di un effettivo nesso di pertinenza tra i beni sequestrati e il reato e l'utilità probatoria degli stessi; il ricorso si inseriva dopo una precedente pronuncia della Corte di cassazione (sentenza n. 17045/2022) che aveva annullato l'ordinanza di riesame per carenza motivazionale e aveva rinviato al Tribunale.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale di Latina, in sede di giudizio di rinvio, abbia colmato la precedente lacuna motivazionale indicando in modo puntuale e fattuale la necessità dell'apprensione di cinque attestati e di specifici dispositivi (telefono, tablet, memorie esterne) ai fini dell'accertamento dei reati di falso e ricettazione, mentre altra documentazione non pertinente era stata restituita. Perciò la motivazione è stata ritenuta congrua e insindacabile in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, commi 8 e 9

    Invocato per la trattazione del ricorso senza l'intervento delle parti; disposizione procedurale applicata dalla Corte per decidere il ricorso in camera di consiglio.

  • Sezioni Unite, sentenza n. 36072 del 19/04/2018 (Botticelli), Rv. 273548

    Giurisprudenza richiamata per il principio secondo cui il decreto di sequestro probatorio deve contenere, anche se in forma sintetica, una motivazione che specifichi la finalità probatoria perseguita e il nesso di pertinenza tra i beni e il fatto da accertare.

  • Cassazione, sentenza n. 17045/2022

    Pronuncia precedente che aveva annullato l'ordinanza del riesame per radicale mancanza di motivazione in ordine alla finalità probatoria; ha determinato il rinvio al Tribunale di Latina affinché fornisse una motivazione adeguata.

Massime di principio

  • Il sequestro probatorio richiede una motivazione specifica che indichi il nesso di pertinenza tra i beni e il reato e la concreta finalità probatoria: la mancanza di tale motivazione può determinare l'annullamento in Cassazione.
  • Se il giudice di rinvio (o il riesame) fornisce motivazione fattuale e puntuale che colleghi i singoli oggetti sequestrati alle esigenze investigative (es. corrispondenze, intercettazioni, modus operandi), il provvedimento può essere confermato in sede di legittimità.
  • La restituzione dei documenti non pertinenti è obbligatoria quando emergono elementi che escludono la loro utilità probatoria: il giudice deve distinguere e motivare caso per caso.
  • La mera genericità o riferimenti vaghi a possibili utilità investigative non sono sufficienti; servono indicazioni concrete su come i beni contribuiranno all'accertamento dei fatti.
  • Gli strumenti informatici possono essere sequestrati se risultano collegati, anche tramite intercettazioni o conversazioni, alla falsificazione o al commercio illecito di documenti; in tali casi il contenuto digitale costituisce specifica fonte di prova.
  • Chi impugna un provvedimento di sequestro deve contestare in modo articolato la motivazione e gli elementi di fatto ritenuti errati: censure generiche rischiano di essere ritenute aspecifiche e non fondate.

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