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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39542/2025 del 09/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente era stato condannato per i delitti previsti dagli artt. 476 e 482 c.p. in relazione alla formazione di un atto falso (variante al nulla osta n. 6406/2008) relativo a un progetto di costruzione di un fabbricato rurale. L'imputato contestava la responsabilità a lui attribuita, lamentando: omissione o carenza motivazionale sulla paternità dell'atto falso; mancata comparazione delle prove a discarico; insufficiente prova che egli avesse avuto disposizione i timbri dismessi dell'Ufficio del Genio Civile; e vizi nella valutazione della sua scelta difensiva di non assenso all'esame richiesto dal PM e delle dichiarazioni spontanee. Proponeva inoltre censure su revoca/omessa assunzione di prove.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto decisivo il riscontro probatorio rappresentato dal ritrovamento, presso lo studio tecnico del ricorrente, del documento alterato "in originale"; tale circostanza ha reso irrilevante, ai fini istruttori, l'accertamento su chi avesse fornito i timbri (anche se vecchi) utilizzati per la falsificazione. La Cassazione ha richiamato il principio della "doppia conforme" (congiunta valutazione delle motivazioni di primo e secondo grado) e ha dichiarato infondate le censure sul vizio di motivazione e sulle prove. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 476 cod. pen.

    Norma applicata alla fattispecie di falso relativo ad atti amministrativi; la Corte ha ritenuto integrata la responsabilità sulla base del ritrovamento del documento alterato in originale presso lo studio del ricorrente.

  • art. 482 cod. pen.

    Integrata nella contestazione connessa alla falsificazione di documenti amministrativi; interpretata unitamente all'art. 476 per la fattispecie descritta.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per delimitare l'esame dei motivi in Cassazione nei limiti previsti dalla normativa processuale, ossia per circoscrivere la portata delle censure ammesse in motivazione d'appello e in cassazione.

  • Principio della "doppia conforme" (giurisprudenza)

    Sez. 2, n. 37295 del 12/06/2019; Sez. 3, n. 44418 del 16/07/2013

    La sentenza d'appello e quella di primo grado, quando coerenti e fondate sulle stesse valutazioni probatorie, formano un unico corpo argomentativo che la Cassazione valuta con riserva: è più difficile scalfire valutazioni di merito congiunte e coerenti.

Massime di principio

  • Il rinvenimento del documento falsificato "in originale" presso lo studio o i locali dell'imputato costituisce prova molto grave e può ritenersi decisiva anche se mancano elementi diretti su chi abbia materialmente fornito i timbri utilizzati per la falsificazione.
  • La Cassazione tende a non sostituirsi al giudice di merito sulla valutazione della prova quando la motivazione di primo e secondo grado è coerente (principio della doppia conforme); per ottenere l'annullamento è necessario dimostrare vizi di diritto o contrarià insanabili nella motivazione.
  • Le contestazioni fondate su omissioni di comparazione delle prove o su supposizioni circa la custodia di materiale (es. timbri dismessi) sono deboli se esiste un elemento materiale probatorio pregnante a carico (es. documento alterato rinvenuto in possesso dell'imputato).
  • La scelta difensiva di non assentire a specifici esami e le dichiarazioni spontanee dell'imputato possono essere valutate negativamente dal giudice, ma da sole difficilmente ribaltano una prova materiale diretta ritrovata in disponibilità dell'imputato.
  • In situazioni analoghe, per ottenere successo in cassazione è preferibile dimostrare errori di diritto, contraddizioni manifeste nella motivazione, o l'irrimediabile mancanza di prove dirette a supporto della condanna, piuttosto che limitarsi a contestare valutazioni di merito.

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