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Cassazione Civile, Ordinanza n. 34136/2022 del 21/11/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La persona fisica ha chiesto il risarcimento dei danni riportati dopo essere caduta mentre attraversava la strada davanti alla propria abitazione. Ha sostenuto di essere inciampata in avvallamenti e sconnessioni del manto stradale, dovuti a lavori in corso, imputando la responsabilità al comune quale custode della strada; il comune ha chiamato in causa la propria assicuratrice. Il tribunale aveva accolto la domanda, ritenendo la presenza dei difetti della strada indice di responsabilità da custodia. La corte di appello ha invece escluso una prova piena del nesso causale tra stato dei luoghi e caduta, osservando anche che le sconnessioni erano visibili e, secondo la ricostruzione del fatto, evitabili. Con il ricorso per cassazione sono stati dedotti: violazione dell'art. 2051 c.c. per mancata considerazione di elementi istruttori (tra cui il sopralluogo della polizia municipale), per erronea valutazione della nozione di insidia e per pretesa inversione dell'onere della prova sul fortuito; omesso esame di un fatto decisivo, cioè il verbale dei vigili che attestava la presenza di avvallamenti.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo perché composito e non diretto a contrastare una delle rationes decidendi della sentenza impugnata, ossia la mancata prova del nesso causale tra caduta e avvallamenti; inoltre le doglianze miravano a rivalutare fatti e prove, attività riservata al giudice di merito. Ha respinto anche il secondo motivo perché il fatto invocato non risultava specificamente dedotto come discusso in appello, non era di per sé decisivo, e comunque era stato implicitamente considerato e superato dalla corte territoriale, che aveva valorizzato la evitabilità della caduta per disattenzione della danneggiata. La ricorrente è stata condannata alle spese e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato ove dovuto.

Norme richiamate

  • art. 2051 c.c.

    La responsabilità da cose in custodia richiede la prova del nesso causale tra la cosa e il danno; il custode può andare esente se il danno risulta non causato dalla cosa o se l'evento è attribuibile a condotta evitabile della danneggiata quale fatto liberatorio.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002

    In caso di rigetto del ricorso, il dispositivo giustifica l'obbligo dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

Massime di principio

  • In tema di responsabilità ex art. 2051 c.c., il danneggiato deve provare non solo l'esistenza del difetto della cosa, ma anche il nesso causale tra la cosa stessa e l'evento dannoso.
  • Se la sentenza di merito fonda la decisione su una duplice ratio decidendi, il ricorso per cassazione è inammissibile quando non censura entrambe le rationes, restando idonea a sorreggere il rigetto quella non attaccata.
  • Le censure che mirano a ottenere una diversa valutazione delle prove o dei fatti storici non sono ammissibili in cassazione quando si traducono in una richiesta di rivalutazione del merito.
  • Il vizio di omesso esame di un fatto decisivo richiede che il fatto sia stato effettivamente discusso tra le parti, sia storico e decisivo, e non può essere utilizzato per sollecitare una nuova lettura delle risultanze istruttorie.
  • La mera presenza di un'anomalia della strada non è di per sé sufficiente a dimostrare che essa abbia causato la caduta, se il giudice di merito accerta in fatto che l'evento poteva essere evitato con ordinaria diligenza.

Come è indicizzato

MaterieResponsabilità del custodeImpugnazioni
RamiResponsabilità civileProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNesso di causalità

Testo integrale

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