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Sentenza

Sentenza n. 2358/2026 - Palermo, Sezione 4

Giustizia amministrativa202501677

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IVSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Marsala, Sezione Lavoro, che aveva condannato il Ministero al pagamento di euro 1.500,00 a titolo di bonus Carta del Docente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente creditore)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha agito in ottemperanza alla sentenza n. 277/2024 del Tribunale di Marsala, Sezione Lavoro, che aveva ordinato al Ministero dell’Istruzione e del Merito il pagamento di euro 1.500,00, a titolo di bonus Carta del Docente, per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023. La ricorrente ha dedotto l’inadempimento dell’Amministrazione e ha chiesto l’ordine di esecuzione, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia e la condanna al pagamento di una penalità di mora per il ritardo. Il TAR ha verificato il passaggio in giudicato della sentenza, attestato il 31 luglio 2024, la notificazione del titolo all’Amministrazione il 4 aprile 2024 e la notificazione del ricorso in ottemperanza il 19 settembre 2025, dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per le azioni esecutive nei confronti delle pubbliche amministrazioni.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo integrati tutti i presupposti dell’azione di ottemperanza. Ha ordinato al Ministero di dare integrale esecuzione alla sentenza del Tribunale di Marsala, mediante il pagamento delle somme dovute e dei relativi accessori, entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Ha nominato commissario ad acta il Direttore generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega, attribuendogli il compito di provvedere, su istanza della ricorrente, qualora l’Amministrazione non adempia entro il termine assegnato. Il commissario dovrà operare entro ulteriori 60 giorni dalla richiesta, senza compenso aggiuntivo, in applicazione analogica del principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale. È stata inoltre accolta la domanda di penalità di mora ai sensi dell’art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a., determinata nella misura degli interessi legali sulle somme dovute, con decorrenza dalla notificazione della sentenza e fino all’adempimento spontaneo oppure, in mancanza, fino al momento di efficacia della nomina del commissario ad acta. Il Ministero è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 500,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale dell’azione di ottemperanza e consente al giudice di ordinare l’esecuzione del giudicato, nominare un commissario ad acta e adottare le misure conseguenti.

  • art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

    una penalità di mora in applicazione della previsione di cui all’art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

    La penalità di mora può essere liquidata per incentivare l’adempimento dell’Amministrazione, anche mediante la determinazione di una somma parametrata agli interessi legali sulle somme dovute.

  • art. 14 d.l. n. 669/1996

    termine dilatorio di centoventi giorni per la proposizione di azioni esecutive nei confronti della Pubblica Amministrazione

    Il ricorso in ottemperanza è proponibile dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni decorrente dagli adempimenti previsti nei confronti dell’Amministrazione debitrice.

  • art. 1 l. n. 107/2015

    bonus “Carta del Docente” di cui all’art. 1, della L. n. 107/2015

    È la disposizione sostanziale richiamata nel titolo giudiziale per il riconoscimento del beneficio economico spettante alla docente.

  • art. 5-sexies, comma 8, l. n. 89/2001

    principio della onnicomprensività della retribuzione dirigenziale di cui all’art. 5-sexies,comma 8, l. n. 89 del 2001

    Il principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale è applicato analogicamente per escludere un compenso aggiuntivo in favore del commissario ad acta incaricato dell’esecuzione di una condanna al pagamento di somme di denaro.

Massime di principio

  • Quando una sentenza passata in giudicato che condanna una pubblica amministrazione al pagamento di una somma di denaro non viene eseguita, il giudice amministrativo può accogliere l’azione di ottemperanza e ordinare all’Amministrazione di adempiere entro un termine assegnato.
  • La proponibilità dell’azione di ottemperanza nei confronti di una pubblica amministrazione presuppone il rispetto del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14 d.l. n. 669/1996, oltre agli ulteriori adempimenti risultanti dalla disciplina applicabile.
  • In caso di persistente inadempimento dell’Amministrazione, il giudice dell’ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, subordinandone l’attivazione a una successiva istanza della parte e fissando un termine per l’esecuzione sostitutiva.
  • Ai sensi dell’art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a., la penalità di mora può essere determinata in misura corrispondente agli interessi legali sulle somme dovute, con decorrenza dalla notificazione della sentenza e fino all’adempimento spontaneo o all’effettiva operatività del commissario ad acta.
  • Il commissario ad acta incaricato di eseguire una condanna amministrativa al pagamento di somme di denaro può operare senza compenso aggiuntivo quando trovi applicazione, anche in via analogica, il principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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