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Sentenza

Sentenza n. 2456/2026 - Napoli, Sezione 1

per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla Sentenza n. 4713/2023 del Tribunale di Napoli Nord, Sezione Lavoro nel giudizio RG n. 2829/2023, pubblicata in data 13/11/2023, e notificata il 06/08/2024, non impugnata e costituente giudicato.

Giustizia amministrativa202500257

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli Nord, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto al ricorrente la Carta elettronica per gli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente di ruolo)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha agito in ottemperanza a una sentenza non impugnata e passata in giudicato, notificata al Ministero il 6 agosto 2024, con la quale il Tribunale di Napoli Nord, Sezione Lavoro, aveva condannato l'Amministrazione ad assegnargli la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo per gli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019, mediante emissione di buoni elettronici del valore di 500 euro per ciascun anno. Deduceva la persistente inerzia ministeriale nonostante il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996 e chiedeva l'esecuzione del giudicato, con eventuale nomina di un commissario ad acta.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha rilevato che la sentenza del giudice ordinario è passata in giudicato, è stata notificata presso la sede reale dell'Amministrazione, è decorso il termine di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996 e non risulta che il Ministero abbia eseguito quanto disposto. Ha affermato che la sentenza civile conserva un immediato valore conformativo-ordinatorio nei confronti dell'Amministrazione, tenuta a far conseguire concretamente al beneficiario l'utilità riconosciuta dal giudice. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione al giudicato entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza o dalla sua notificazione, se anteriore. Per l'eventuale ulteriore inerzia ha nominato commissario ad acta il Direttore della Direzione Generale ministeriale competente per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega e insediamento su istanza di parte. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in 600 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina l'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'amministrazione l'esecuzione del giudicato, anche mediante nomina di un commissario ad acta.

  • art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996

    Il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo è stato ritenuto necessario per poter agire in ottemperanza nei confronti dell'amministrazione.

Massime di principio

  • Una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario che imponga a un'amministrazione di attribuire una specifica utilità conserva un immediato valore conformativo-ordinatorio nei confronti dell'amministrazione stessa, la quale deve dare concreta attuazione al bene della vita riconosciuto dal giudicato.
  • L'azione di ottemperanza è accoglibile quando il titolo giudiziale sia passato in giudicato, sia stato notificato all'amministrazione, sia decorso il termine dilatorio previsto per l'esecuzione nei confronti delle amministrazioni pubbliche e risulti l'inerzia dell'amministrazione obbligata.
  • In caso di persistente inerzia successiva all'ordine giudiziale di esecuzione, il giudice dell'ottemperanza può nominare fin dalla sentenza un commissario ad acta, individuato anche ratione muneris, conferendogli facoltà di delega e subordinandone l'insediamento all'istanza della parte interessata.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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