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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9454/2022 del 21/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Messina (28/05/2021) che aveva annullato il decreto del GIP del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto (28/04/2021) che aveva disposto il sequestro diretto o per equivalente fino a euro 388.362,71 in relazione al reato di cui all'art. 10-ter del d.lgs. n. 74/2000. Il Procuratore ricorrente censurava l'interpretazione del Tribunale di Messina secondo cui la presentazione della domanda di concordato preventivo impedirebbe in ogni caso il pagamento del debito fiscale la cui scadenza penale rilevante sia successiva, sostenendo invece che la presentazione del concordato non esime dal pagamento del debito tributario salvo un espresso divieto di pagamento disposto dal Tribunale adito o un espresso rigetto dell'istanza di pagamento da parte del debitore.

La decisione

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione del Pubblico Ministero che lo ha proposto: la legittimazione a ricorrere per cassazione, ai sensi dell'art. 325 cod. proc. pen., spetta esclusivamente all'ufficio requirente presso l'organo la cui decisione è impugnata (quindi al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Messina e non al Procuratore presso il Tribunale di Barcellona P.G.). La Corte non si è pronunciata sul merito della questione sostanziale relativa agli effetti della domanda di concordato preventivo sul pagamento dei debiti tributari e sul relativo profilo penale; ha fatto riferimento alla giurisprudenza richiamata e ha confermato il principio di legittimazione processuale.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Stabilisce la legittimazione a proporre ricorso per cassazione contro le decisioni degli uffici requirenti: la Corte indica che, in tema di misure cautelari reali, solo l'ufficio requirente presso l'organo la cui decisione si impugna è legittimato a ricorrere.

  • art. 311, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma richiamata implicitamente per contrastare l'interpretazione: prevede, per le misure personali, una diversa legittimazione (anche il PM che ha richiesto la misura può ricorrere), ma tale disciplina non si estende alle misure reali secondo la Corte.

  • art. 10-ter d.lgs. n. 74/2000

    Norma che punisce il comportamento relativo al pagamento di imposte e tributi; nel caso era l'articolo in relazione al quale era stato disposto il sequestro, ma la Corte non ha esaminato nel merito l'applicazione sostanziale della norma.

  • artt. 161, 167, 168, 182-quinquies legge fallimentare

    Norme del diritto concorsuale richiamate nel ricorso e nella controversia riguardanti gli effetti del concordato preventivo e le modalità di pagamento dei creditori; la questione sull'effetto impeditivo della domanda di concordato sul pagamento dei debiti tributari è stata sollevata ma non risolta dalla Corte per motivi procedurali.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Norma processuale citata nel ricorso e nell'istruttoria relativa alle misure cautelari reali e ai relativi provvedimenti, richiamata nella contestazione dell'erronea applicazione normativa da parte del Tribunale di Messina.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020

    Richiamato nella requisitoria del Pubblico Ministero che ha chiesto l'annullamento con rinvio; la norma è menzionata nella fase istruttoria ma non è decisiva nel provvedimento di inammissibilità.

Massime di principio

  • In materia di impugnazioni contro provvedimenti del tribunale del riesame relativi a misure reali, solo l'ufficio requirente presso l'organo la cui decisione è impugnata è legittimato a proporre ricorso per cassazione: verificare sempre quale ufficio sia titolare della legittimazione prima di proporre appello o ricorso.
  • Per le misure personali esiste una disciplina diversa (art. 311 c.1 c.p.p.), ma tale deroga non si estende automaticamente alle misure reali: distinguere con attenzione la natura della misura cautelare (personale vs reale).
  • Se si intende contestare in Cassazione l'annullamento di un sequestro disposto dal riesame, il ricorso deve essere proposto dall'ufficio requirente competente (quello presso il tribunale che ha emesso l'ordinanza impugnata); altrimenti il ricorso sarà dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione senza esame del merito.
  • La Corte, in questo caso, non ha deciso sul merito circa gli effetti della presentazione della domanda di concordato preventivo sul pagamento dei debiti tributari: pertanto, in situazioni analoghe non si può considerare consolidato un principio sostanziale favorevole o contrario senza ulteriore giurisprudenza di merito o di legittimità.
  • Se l'interesse è impedire o consentire il pagamento di un debito tributario in presenza di una procedura concorsuale, è opportuno ottenere un pronunciamento espressamente motivato del giudice civile/concorsuale (es. divieto espresso di pagamento o rigetto dell'istanza di pagamento) poiché la questione rileva anche ai fini penali e può richiedere pronunce specifiche.
  • In procedura penale, sollevare tempestivamente eccezioni di legittimazione e competenza può determinare l'esito della controversia procedurale ed evitare l'esame sul merito; curare la correttezza formale e l'individuazione dell'ufficio procedente prima di proporre impugnazioni.

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