Cassazione Penale, Ordinanza n. 05317/2026 del 10/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando la genericità del motivo unico, che si limitava a lamentare un vizio motivazionale senza individuare concretamente le rationes decidendi censurate. Conseguentemente, ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
L'imputata ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Palermo del 16 aprile 2025. Dall'ordinanza emerge che il ricorso conteneva un unico motivo, formulato in modo generico: si denunciava un presunto vizio di motivazione, ma senza indicare in modo specifico quale parte della motivazione della sentenza d'appello fosse affetta da manifesta illogicità o contraddittorietà. La Corte ha quindi ritenuto il motivo privo della necessaria specificità.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione che deduca un vizio di motivazione deve indicare specificamente quale passaggio argomentativo della sentenza impugnata sia affetto da illogicità manifesta o contraddittorietà.
- La censura meramente assertiva o generica, priva dell'indicazione puntuale dei profili della motivazione contestati, è inidonea a integrare un motivo ammissibile di ricorso.
- La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende, nei limiti previsti dalla decisione.
- Quando la sentenza di legittimità si limita a vagliare l'ammissibilità del ricorso per difetto di specificità dei motivi, non emerge una rivalutazione del merito della responsabilità, ma solo un controllo formale sulla struttura della doglianza.
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