Sentenza del 27/11/2018 n. 8336 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Finanza locale - Contributi consortili - Intimazione di pagamento tributi locali - Onere della prova - Grava sul contribuente - Inadempimento - Presupposto obbligo di contribuzione - Sussiste - Approvazione del piano di classifica - Immobile nel perimetro di intervento consortile.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa pretesa contributiva è stata ritenuta legittima. Una volta dimostrata dall’ente l’inclusione dell’immobile nel perimetro di intervento consortile e l’approvazione del piano di classifica, il beneficio diretto e immediato per il fondo è stato considerato presunto. Il contribuente non ha assolto l’onere di provare l’eventuale mancata esecuzione delle opere o l’assenza del beneficio. L’intimazione di pagamento è pertanto rimasta valida.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha contestato l’obbligo di pagamento dei contributi consortili, sostenendo l’assenza del beneficio diretto e immediato derivante dalle opere consortili e, quindi, l’insussistenza del presupposto dell’imposizione. La questione riguardava anche la ripartizione dell’onere della prova: l’ente deve dimostrare che l’immobile è incluso nel perimetro consortile previsto dal piano di classifica, mentre spetta al contribuente provare che le opere o gli interventi previsti dal piano non siano stati eseguiti o non abbiano prodotto il beneficio richiesto.
Norme richiamate
Articolo 23 della Costituzione
Il principio di legalità dell’imposizione richiede che il contributo consortile trovi fondamento in una previsione normativa e negli atti generali che individuano il presupposto della contribuzione.
Articolo 117 della Costituzione
Rileva nel quadro del riparto delle competenze legislative in materia di ordinamento degli enti e di imposizione, secondo la disciplina applicabile ai contributi consortili.
Articolo 119 della Costituzione
Richiama l’autonomia finanziaria degli enti territoriali e il sistema delle relative risorse, nel cui ambito si colloca la contribuzione consortile secondo la normativa di settore.
Articolo 860 del Codice civile
Costituisce il riferimento civilistico all’obbligo dei proprietari di contribuire alle spese necessarie per l’esecuzione, manutenzione ed esercizio delle opere di bonifica, quando l’immobile ricade nel comprensorio interessato.
Corte costituzionale, sentenza n. 188 del 2018
Riconosce la rilevanza del beneficio fondiario quale elemento giustificativo della contribuzione consortile e del collegamento tra imposizione e capacità contributiva.
Cassazione, Sezione V, sentenza n. 21377 del 2012
Conferma che, provata l’inclusione dell’immobile nel comprensorio e l’esistenza del piano di classifica, il beneficio può essere presunto; spetta al contribuente dimostrare l’inesistenza del beneficio o l’inadempimento del piano.
Massime di principio
- Per contestare efficacemente un contributo consortile non è sufficiente negare genericamente il beneficio: occorre dimostrare concretamente che l’immobile non rientra nel perimetro consortile, che il piano di classifica non è valido o applicabile, oppure che le opere previste non sono state eseguite o non possono produrre alcun vantaggio.
- L’ente impositore deve provare l’inclusione dell’immobile nel comprensorio consortile e l’esistenza di un piano di classifica approvato; dopo tale dimostrazione, l’onere probatorio si trasferisce sostanzialmente sul contribuente.
- L’inclusione dell’immobile nel perimetro di intervento, insieme all’approvazione del piano di classifica, consente normalmente di presumere il beneficio diretto e immediato richiesto per la contribuzione.
- La mera circostanza che il proprietario non percepisca un vantaggio visibile o individualmente misurabile non esclude automaticamente il contributo, se il piano consortile individua un beneficio fondiario collegato alle opere e alla posizione dell’immobile.
- La contestazione può avere maggiori possibilità di successo quando è supportata da elementi tecnici, documentali o peritali che dimostrino l’assenza di collegamento tra opere consortili e immobile, l’inesecuzione degli interventi o errori nell’inserimento dell’immobile nel piano di classifica.
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