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Sentenza

Sentenza n. 4177/2026 - Roma, Sezione 4T

per l’annullamento parziale previa sospensione dell’efficacia - del provvedimento con cui è stato comunicato - mediante pubblicazione sul portale Formez in data 28.10.2025 – l’esito della prova scritta del concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento di un contingente complessivo di n. 2.600 unità nell’Area assistenti (Codice 02), svoltasi in data 21/10/2025, con il quale il ricorrente ha conseguito il punteggio di 26/30 ed è stata dichiarata “SUPERATA” limitatamente alla parte in cui con detto atto è stata ritenuta errata la risposta fornita al domanda n. 18 e, pertanto, gli sono stati decurtati 0,25 punti e non assegnati 0,75; - di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ivi inclusi, ove esistenti, i verbali della Commissione esaminatrice nella parte in cui si è proceduto alla correzione della prova scritta del ricorrente e alla determinazione dei criteri di valutazione, nonché della futura graduatoria finale di merito nella parte in cui includerà il nominativo del ricorrente tra gli idonei senza l’attribuzione del punteggio corretto oggi richiesto; nonché per l’accertamento del diritto del ricorrente a vedersi riconosciuta l’esatta attribuzione del punteggio a seguito della correzione della prova scritta da 26/30 a 27/30 con conseguente condanna della competente Amministrazione intimata all'adozione di tutte le misure idonee ed opportune al soddisfacimento di tali pretese.

Giustizia amministrativa202515662

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: esito della prova scritta del concorso, comunicato mediante pubblicazione sul portale Formez, nella parte in cui una risposta è stata ritenuta errata e il punteggio è stato determinato in 26/30 anziché 27/30

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l’esito della prova scritta, contestando la correzione della domanda n. 18 e chiedendo l’attribuzione dell’ulteriore punto, con conseguente rettifica del punteggio da 26/30 a 27/30 e ammissione alle successive fasi della procedura concorsuale. Ha inoltre impugnato gli eventuali verbali della Commissione esaminatrice e la futura graduatoria nella parte lesiva. Le amministrazioni resistenti hanno eccepito il difetto di legittimazione passiva del Ministero della Giustizia, del Ministero dell’Interno e del Ministero dell’Economia e delle Finanze e hanno chiesto la declaratoria di cessazione della materia del contendere. Nel corso del giudizio il ricorrente ha comunicato che l’amministrazione aveva rettificato il punteggio, attribuendogli l’ulteriore punto richiesto, e ha chiesto anch’egli la declaratoria di cessazione della materia del contendere, con rifusione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere perché il ricorrente ha ottenuto, nelle more del giudizio, il bene della vita richiesto: la rettifica del punteggio della prova scritta e l’ammissione alle successive fasi della procedura concorsuale. Ha respinto l’eccezione di difetto di legittimazione passiva del Ministero della Giustizia, ritenendo che tale Ministero, quale ente presso il quale i vincitori sono destinati a instaurare il rapporto di servizio, non fosse estraneo alla procedura. Ha invece dichiarato il difetto di legittimazione processuale del Ministero dell’Interno e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, risultati estranei all’iter concorsuale, imputabile alla Commissione Interministeriale Ripam e al Ministero della Giustizia. Le spese sono state integralmente compensate, considerato che l’amministrazione aveva tempestivamente esercitato il potere di autotutela rettificando il punteggio. Il contributo unificato è stato dichiarato refuso in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 60, comma 1, c.p.a.

    facoltizza il Tribunale amministrativo regionale a definire il giudizio nel merito, con sentenza in forma semplificata, in sede di decisione della domanda cautelare, una volta verificato che siano trascorsi almeno venti giorni dall’ultima notificazione del ricorso e dieci giorni dal suo deposito ed accertata la completezza del contraddittorio e dell’istruttoria

    Il TAR ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata, ritenendo integrati i presupposti temporali e processuali previsti dalla disposizione.

Massime di principio

  • La materia del contendere cessa quando, nelle more del giudizio, l’amministrazione attribuisce integralmente al ricorrente il bene della vita richiesto, rendendo concretamente inutili ulteriori statuizioni sulla domanda principale.
  • La legittimazione passiva in una controversia concorsuale spetta all’amministrazione cui sono imputabili gli atti della procedura e all’ente presso il quale i vincitori sono destinati a instaurare il rapporto di servizio, mentre difetta nei confronti di amministrazioni estranee all’iter concorsuale e non destinatarie degli effetti degli atti impugnati.
  • L’esercizio tempestivo dell’autotutela, con rettifica dell’esito concorsuale e soddisfazione della pretesa del candidato, può giustificare la compensazione integrale delle spese di lite.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
SottomaterieProve e valutazione delle commissioni
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseAutotutela decisoria

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