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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32157/2025 del 26/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputato impugnava la condanna per il reato di cui all'art. 187, comma 8, d.lgs. 285/1992 sostenendo: 1) carenza della prova dell'elemento oggettivo del reato (nessun accertamento sulla sigaretta rinvenuta e nessun elemento concreto che collegasse i sintomi all'uso di stupefacenti); 2) motivazione generica della sentenza e mancata offerta di accertamenti non invasivi o prove, per cui non sarebbe configurabile un rifiuto valido; 3) la fattispecie non sarebbe assorbibile nella previsione dell'art. 187, comma 8 quando il rifiuto è posto al di fuori delle procedure previste dai commi 2, 2-bis e 3 e senza cure mediche (comma 4). Inoltre deduceva vizi in relazione all'art. 131-bis cod. pen. (non punibilità per particolare tenuità) e agli artt. 62-bis e 133 cod. pen. in tema di attenuanti e determinazione della pena.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile come manifestamente infondato e generico. Ha ritenuto congrua e logica la motivazione della Corte territoriale secondo cui: gli operatori avevano rilevato sintomi obiettivi (arrossamento delle mucose nasali, mancanza di attenzione, occhi lucidi) tali da giustificare il sospetto di assunzione di stupefacenti e l'invito a sottoporsi al prelievo di liquidi biologici presso struttura accreditata; l'imputato ha opposto netto rifiuto; il reato di rifiuto di accertamenti sanitari ai sensi dell'art. 187, comma 8, si configura quando sussiste ragionevole motivo di ritenere l'alterazione e gli operatori hanno elementi utili per motivare l'obbligo di analisi di laboratorio (richiamata giurisprudenza di legittimità). Il diniego delle attenuanti generiche è stato ritenuto adeguatamente motivato (pregressi penali, sospensione volontaria del programma di messa alla prova, mancanza di elementi favorevoli). L'eccezione di non punibilità ex art. 131-bis è stata proposta per la prima volta in Cassazione ed è quindi inammissibile. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 187, comma 8, d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285

    Il reato di rifiuto di sottoporsi ad accertamenti sanitari per l'eventuale stato di alterazione derivante da sostanze stupefacenti si configura quando sussiste un ragionevole motivo di ritenere che il conducente sia sotto l'effetto di tali sostanze e gli operatori abbiano acquisito elementi utili a motivare l'obbligo di sottoporsi ad analisi di laboratorio; il netto rifiuto a tale invito costituisce elemento costitutivo del reato.

  • commi 2, 2-bis, 3 e 4 dell'art. 187 d.lgs. 285/1992 (richiamati in motivazione)

    La sentenza distingue i casi regolati dalle procedure specifiche dei commi richiamati e conferma che, anche al di fuori di particolari procedure o cure mediche, il rifiuto è rilevante se sussistono elementi oggettivi che giustificano l'invito ad accertamenti di laboratorio.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Il vizio di motivazione prospettato dal ricorrente è stato ritenuto infondato: la Corte territoriale ha fornito motivazione logica e congrua in ordine agli elementi di fatto e alla loro valutazione.

  • art. 131-bis cod. pen.

    La richiesta di applicazione della non punibilità per particolare tenuità è stata sollevata per la prima volta in Cassazione e dichiarata inammissibile; in generale, la norma può essere invocata solo nella sede e nei tempi processuali consentiti.

  • artt. 62-bis e 133 cod. pen.

    Le censure relative all'applicazione delle attenuanti e alla determinazione della pena sono state valutate dalla Corte territoriale che ha motivato il diniego delle attenuanti generiche valorizzando i precedenti penali e il comportamento del soggetto; la Cassazione ha ritenuto adeguata tale valutazione.

Massime di principio

  • Per configurare il reato previsto dall'art. 187, comma 8, è sufficiente che gli operatori rilevino segni oggettivi e congrui di possibile assunzione di stupefacenti tali da giustificare un invito a esami di laboratorio; il rifiuto netto a tale invito integra il reato.
  • La mancanza di accertamenti sul singolo oggetto rinvenuto (es. una sigaretta) non esclude la configurabilità del reato se sussistono altri indici obiettivi che giustificano il sospetto.
  • Chi contesta la configurabilità del reato deve affrontare in modo specifico e motivato la valutazione degli elementi di fatto esposti dalla Corte territoriale; argomentazioni generiche o non confrontate con la motivazione sono destinate all'inammissibilità.
  • Le eccezioni processuali o le richieste di applicazione di cause di non punibilità (es. art. 131-bis) devono essere tempestivamente dedotte nei gradi di merito; sollevarle per la prima volta in Cassazione è inammissibile.
  • Nella valutazione delle attenuanti generiche la Corte prende in considerazione precedenti penali, comportamenti post-delitto (es. sospensione di programmi rieducativi) e altri indici favorevoli o sfavorevoli; la mera richiesta generica delle attenuanti senza elementi nuovi difficilmente ottiene accoglimento.
  • In situazioni analoghe, chi è sottoposto a controllo stradale ha interesse a documentare eventuali cause alternative dei sintomi e, se possibile, a sottoporsi agli accertamenti richiesti o a chiedere formalmente procedure alternative (esami non invasivi) per non trovarsi in posizione di 'rifiuto' sanzionabile.

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