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Sentenza

Sentenza n. 772/2026 - Cagliari, Sezione 2

per l'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione, ai sensi degli artt. 2 della L.241/1990 e 117 c.p.a., di concludere il procedimento di acquisizione ex art. 63, comma 3, L. 448/1998, avviato con la nota prot. n. 292 del 29.5.2019 - nonché, per la condanna all'adozione di un provvedimento conclusivo del procedimento, entro il termine di 30 giorni, con richiesta di nomina di un Commissario ad acta, ex art. 117, co. 3 c.p.a. in caso di perdurante inerzia.

Giustizia amministrativa202500733

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che l’adozione, nelle more del giudizio, di un provvedimento espresso conclusivo del procedimento soddisfa l’interesse pretensivo azionato con il ricorso avverso il silenzio, indipendentemente dal fatto che il provvedimento sia favorevole o sfavorevole all’istante. Le spese sono state compensate, in ragione dell’esito del giudizio e della particolare complessità della causa.

TAR Sardegna, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: inerzia dell’amministrazione nel concludere il procedimento di acquisizione avviato con istanza del 29 maggio 2019

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (ente pubblico)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha agito ai sensi degli artt. 2 l. 241/1990 e 117 c.p.a. per ottenere l’accertamento dell’obbligo del Consorzio di concludere il procedimento di acquisizione ex art. 63, comma 3, l. 448/1998, nonché la condanna all’adozione di un provvedimento conclusivo entro trenta giorni, con eventuale nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. Nelle more del giudizio, il ricorrente ha dichiarato che l’amministrazione aveva adottato il provvedimento conclusivo e ha chiesto la cessazione della materia del contendere, oltre alla condanna alle spese. Il Consorzio si è opposto esclusivamente alla condanna alle spese.

Norme richiamate

  • art. 2 l. 241/1990

    La disposizione fonda l’obbligo dell’amministrazione di concludere il procedimento entro un termine definito.

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina l’azione contro il silenzio dell’amministrazione e consente di ottenere la conclusione del procedimento, anche mediante nomina di un commissario ad acta in caso di perdurante inerzia.

  • art. 63, comma 3, l. 448/1998

    Individua il procedimento amministrativo di acquisizione la cui conclusione era stata richiesta dal ricorrente.

Massime di principio

  • Nel giudizio proposto ai sensi dell’art. 117 c.p.a. contro il silenzio della pubblica amministrazione, l’adozione nelle more di un provvedimento espresso che definisce il procedimento determina la cessazione della materia del contendere, poiché soddisfa l’interesse alla conclusione del procedimento, anche quando il provvedimento sia di rigetto anziché di accoglimento.
  • La cessazione della materia del contendere presuppone che l’amministrazione abbia posto in essere, durante il giudizio, l’attività provvedimentale richiesta con l’azione avverso il silenzio; il giudice non deve invece valutare la fondatezza sostanziale dell’esito adottato, estranea all’oggetto del giudizio sul silenzio.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando l’esito del giudizio e la particolare complessità della controversia giustifichino la deroga alla regola della soccombenza.

Come è indicizzato

MaterieTermini del procedimento e silenzioDecisione e riti specialiEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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