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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18915/2022 del 12/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello per molteplici censure: 1) nullita o illegittima notifica del decreto di citazione per appello, effettuata solo al difensore di fiducia e domiciliatario nonostante il ricorrente fosse stato latitante e poi arrestato; 2) contestazione della correttezza dell'identificazione fotografica e della attendibilita delle dichiarazioni degli agenti in relazione alla riconduzione del fuggitivo al ricorrente; 3) vizio di motivazione e insufficienza probatoria in ordine alla ricettazione dell'autovettura (capo D), contestando che il mero trasporto nell'auto non sia prova sufficiente; 4) insufficiente prova della consapevolezza della provenienza illecita dei beni trovati nell'auto (capo C) e mancata qualificazione come furto; 5) contestazione della responsabilita per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni (capi E e F), sostenendo mancanza di contributo materiale alla condotta violenta; 6) mancata prova della disponibilita e consapevolezza degli oggetti atti ad offendere rinvenuti (capo H); 7) errata esclusione della continuazione tra tutti i reati contestati; 8) doglianze sul diniego delle circostanze attenuanti generiche e sul trattamento sanzionatorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato: ha respinto i motivi relativi a notifica, identificazione fotografica, responsabilita per resistenza, lesioni, porto di armi, continuazione e attenuanti; ha invece ritenuto fondato il motivo relativo al reato di ricettazione dell'autovettura (capo D) perché quella specifica dichiarazione assolutoria di primo grado era divenuta irrevocabile e non poteva essere riesaminata in sede di rinvio. Di conseguenza la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al capo D per precedente giudicato; ha rigettato il ricorso per il resto; e ha disposto la trasmissione degli atti ad altra sezione della Corte di appello di Napoli per la rideterminazione della pena per i residui reati per i quali ha dichiarato irrevocabile l'affermazione di responsabilita.

Norme richiamate

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    richiamato in motivazione quale criterio per valutare gli indici che possono provare l'effettiva conoscenza del processo da parte dell'imputato

    La Corte ha applicato l'art. 420-bis per dedurre, sulla base di indici (nomina del difensore, procura speciale per rito abbreviato, arresto e interrogatorio, richiesta di sostituzione della misura), che la notifica al difensore comportava effettiva conoscenza del processo da parte dell'imputato

  • art. 133 cod. pen.

    richiamato con riferimento ai parametri per la concessione o meno delle circostanze attenuanti generiche

    La Corte ha ritenuto legittimo il diniego delle attenuanti generiche valorizzando le modalità violente della condotta, essendo sufficiente che il giudice di merito prenda in considerazione anche un solo elemento tra quelli indicati dall'art. 133

  • art. 81, comma secondo, cod. pen. (principio sulla continuazione)

    richiamato nella giurisprudenza citata relativa alla necessita di un progetto criminoso unico e preventivo

    La Corte ha interpretato la norma nel senso che la continuazione richiede che i reati siano previsti e deliberati sin dall'origine; eventi reattivi impreveduti non consentono l'applicazione della continuazione

  • Legge 110/1975 (art. 4 e norme su porto di armi)

    menzionata in relazione alla qualificazione del reato di porto abusivo di armi/oggetti atti ad offendere

    La Corte ha considerato il ritrovamento congiunto di arnesi atti allo scasso e coltelli nell'auto e nell'abitacolo, unitamente al comportamento congiunto dei correi, come indice della disponibilita e consapevolezza del ricorrente circa tali oggetti

Massime di principio

  • La notifica effettuata correttamente al difensore di fiducia, unitamente ad altri indici processuali (procura speciale, arresto, interrogatorio, iniziative difensive), può legittimamente essere valutata come prova di effettiva conoscenza del processo da parte dell'imputato.
  • L'individuazione fotografica e l'identificazione operata dagli agenti, se resa senza esitazioni e sostenuta da elementi di contesto (contatto ravvicinato, colluttazione), costituiscono prova utilizzabile e il loro apprezzamento rimane in gran parte rimesso al giudice di merito.
  • Una pronuncia assolutoria o una decisione non impugnata che abbia formato giudicato non puo essere riconsiderata in sede di rinvio: la Corte di merito deve rispettare il precedente giudicato e, se necessario, dichiarare il non doversi procedere per quell'episodio.
  • La fuga e la resistenza all'arresto possono essere valutate come indizio della consapevolezza della provenienza illecita di beni trovati con l'imputato, specie se non fornite giustificazioni credibili dagli altri occupanti del veicolo.
  • La disponibilita di beni e arnesi rinvenuti nell'auto puo essere ricavata anche da elementi di compossesso e dalla condotta congiunta dei partecipanti; non sempre è necessaria la prova della detenzione esclusiva.
  • Per riconoscere la continuazione e l'unicità del disegno criminoso è necessario dimostrare che i reati siano stati previsti e deliberati sin dall'origine; reazioni impreviste all'intervento delle forze dell'ordine non soddisfano questo requisito.
  • Il giudice di merito puo negare le attenuanti generiche motivando su uno o piu parametri previsti dall'art. 133 cod. pen.; la valutazione è discrezionale se sorretta da adeguata motivazione.

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