Provvedimento AGCM C12569 n. 30813 del 10/10/2023
FONDO ITALIANO D’INVESTIMENTO SGR-REGISTRO ITALIANO NAVALE/RINA
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’AGCM ha esaminato l’acquisizione, da parte di Fondo Italiano d’Investimento SGR per conto dei fondi FICC e FICC II, del controllo congiunto di Rina S.p.A. insieme al soggetto già controllante, Registro Italiano Navale (RIN). L’operazione è stata qualificata come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), l. 287/1990, soggetta a notifica ex art. 16, comma 1, perché superate le soglie di fatturato rilevanti. L’Autorità ha individuato possibili sovrapposizioni nei servizi di consulenza ingegneristica, certificazione e testing, ma con quote molto contenute, e ha escluso effetti verticali significativi. Esito: non avvio dell’istruttoria.
Fondo Italiano d’Investimento SGR/Fondo Italiano Consolidamento e Crescita–Registro Italiano Navale/RINA: acquisizione del controllo congiunto di Rina S.p.A., autorizzata senza avvio di istruttoria
Fondo Italiano d’Investimento SGR/FICC–Registro Italiano Navale/RINA: acquisizione del controllo congiunto di Rina S.p.A.
L’Autorità ha esaminato l’ingresso di Fondo Italiano d’Investimento SGR, per conto dei fondi Fondo Italiano Consolidamento e Crescita e Fondo Italiano Consolidamento e Crescita II, nel capitale di Rina S.p.A., già controllata da Registro Italiano Navale (RIN). L’operazione attribuisce a FII, tramite una newco, il controllo congiunto della società target ed è stata notificata ai sensi della legge n. 287/1990.
Parti e assetto di controllo
FII è una società di investimento del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, attiva nel supporto al mercato nazionale del private capital e in investimenti diretti o indiretti in PMI e fondi. Il gruppo CDP ha realizzato nel 2022 un fatturato complessivo pari a [30-40] miliardi di euro, con vendite nell’Unione Europea e in Italia rispettivamente pari a [20-30] e [20-30] miliardi di euro.
RIN è un ente privato senza fini di lucro, privo di controllanti, che nel 2022 ha realizzato un fatturato inferiore a 1 milione di euro, principalmente da affitto di immobili. Rina S.p.A., controllata al 70% circa da RIN, è il soggetto operativo del gruppo attivo nei servizi tecnici e di certificazione.
Descrizione dell’operazione
L’operazione consiste nell’acquisizione, da parte di FII per conto dei fondi FICC e FICC II, del controllo congiunto di Rina insieme a RIN. Il meccanismo prevede l’ingresso di una newco controllata da FII mediante sottoscrizione di uno o più aumenti di capitale fino a un massimo di circa il 33% del capitale di Rina. Lo statuto prevede per tale investitore diritti di veto su decisioni strategiche, tra cui approvazione di budget e business plan, modifiche ai poteri dell’amministratore delegato e gestione dei dirigenti apicali, nonché la nomina di tre amministratori su otto o nove.
Qualificazione giuridica e notificabilità
L’AGCM qualifica l’operazione come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), della l. 287/1990, poiché determina l’acquisizione del controllo congiunto di un’impresa. L’operazione ricade nell’ambito di applicazione della normativa italiana e non in quello del Regolamento (CE) n. 139/2004, non ricorrendone le condizioni di applicabilità. È inoltre soggetta all’obbligo di comunicazione preventiva ex art. 16, comma 1, l. 287/1990, in quanto il fatturato totale realizzato in Italia dall’insieme delle imprese interessate supera 532 milioni di euro e almeno due imprese superano individualmente 32 milioni di euro.
Mercati interessati
Dal punto di vista merceologico, l’analisi riguarda i cinque ambiti in cui opera Rina:
- consulenza ingegneristica;
- certificazione;
- classificazione e certificazione navale;
- ispezione;
- testing.
L’Autorità richiama che la consulenza ingegneristica comprende le attività dalla pianificazione alla progettazione, costruzione, esercizio e demolizione di asset; la certificazione riguarda la conformità di prodotti, servizi e sistemi agli standard normativi; la classificazione e certificazione navale attiene alla verifica della nave e alla certificazione statutaria; l’ispezione consiste in verifiche e audit su fornitori, impianti, personale, stabilimenti, prodotti e servizi; il testing riguarda prove e analisi su prodotti e materiali. Quanto al profilo geografico, le parti ritengono nazionale la dimensione di certificazione, ispezione e testing, e globale quella di consulenza ingegneristica e classificazione/certificazione navale. L’AGCM osserva che una delimitazione più precisa non è necessaria ai fini della decisione.
Valutazione degli effetti concorrenziali
L’Autorità rileva sovrapposizioni orizzontali soltanto in alcuni ambiti. In particolare:
- consulenza ingegneristica: quote aggregate non superiori al [1-5%] a livello nazionale e ampiamente inferiori all’1% a livello mondiale;
- certificazione: quote aggregate pari a circa il [10-15%] a livello nazionale, quasi interamente ascrivibili a Rina, e inferiori all’1% a livello mondiale;
- testing: quote aggregate inferiori all’1% sia a livello nazionale sia mondiale.
Non risultano sovrapposizioni in classificazione e certificazione navale né in ispezione. Inoltre, anche ipotizzando un unico mercato comprendente tutti e cinque i servizi, le quote aggregate restano pari a circa [1-5%] a livello nazionale e ben inferiori all’1% a livello globale.
Effetti verticali e conclusione
L’AGCM considera anche possibili relazioni verticali, nella misura in cui alcune società del gruppo CDP figurano tra i clienti di Rina. Tuttavia, esclude effetti di foreclosure o di ostacolo all’accesso ai fattori produttivi e alla clientela, sia per le limitate quote delle parti sia per la quota di acquisti del gruppo CDP, stimata inferiore al [1-5%] in ciascun mercato, anche nell’ambito nazionale più ristretto.
Alla luce di tali elementi, l’Autorità conclude che l’operazione non è idonea a ostacolare in misura significativa la concorrenza effettiva né a determinare la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante. Delibera pertanto di non avviare l’istruttoria di cui all’art. 16, comma 4, della l. 287/1990, comunicando l’esito alle imprese interessate e al Ministro delle Imprese e del Made in Italy.
Punti principali
Parti e assetto preesistente
FII è la società di investimento del gruppo CDP e agisce per conto dei fondi FICC e FICC II. RIN è un ente di diritto privato senza fini di lucro, non controllato da alcun soggetto; controlla già esclusivamente Rina S.p.A., attiva in consulenza ingegneristica, classificazione e certificazione navale, certificazione, ispezione e testing.
Struttura dell’operazione
L’operazione consiste nell’ingresso di una newco controllata in esclusiva da FII nel capitale di Rina tramite uno o più aumenti di capitale, fino a circa il 33%. La newco otterrà diritti di veto su materie strategiche e la nomina di tre amministratori su otto o nove, integrando un controllo congiunto con RIN.
Qualificazione giuridica e soglie
L’AGCM qualifica l’operazione come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), l. 287/1990. Non ricorrono le condizioni di applicabilità del Regolamento (CE) n. 139/2004; l’operazione è soggetta a notifica preventiva ex art. 16, comma 1, l. 287/1990, poiché il fatturato complessivo in Italia delle imprese interessate supera 532 milioni di euro e almeno due imprese superano 32 milioni di euro ciascuna.
Mercati interessati
L’Autorità considera i cinque ambiti in cui opera Rina: consulenza ingegneristica, certificazione, classificazione e certificazione navale, ispezione e testing. Le parti segnalano che la dimensione geografica è almeno nazionale per certificazione, ispezione e testing, e quantomeno globale per consulenza ingegneristica e classificazione/certificazione navale; l’AGCM ritiene non necessario delimitare con precisione i mercati, perché l’esito non cambierebbe.
Valutazione concorrenziale
Le sovrapposizioni orizzontali riguardano consulenza ingegneristica, certificazione e testing. Le quote aggregate risultano modeste: nella consulenza ingegneristica non superano il 1-5% a livello nazionale e sono ben sotto l’1% a livello mondiale; nella certificazione sono circa il 10-15% a livello nazionale ma quasi integralmente riferibili a Rina, e inferiori all’1% su base mondiale; nel testing sono inferiori all’1% sia a livello nazionale sia mondiale. Non vi sono sovrapposizioni in classificazione/certificazione navale e in ispezione.
Effetti verticali ed esito
L’AGCM osserva possibili relazioni verticali solo in quanto alcune società del gruppo CDP sono clienti di Rina, ma esclude rischi di chiusura dei mercati o restrizione dell’accesso, dato il peso trascurabile degli acquisti del gruppo CDP e le quote esigue delle parti. Conclude che la concentrazione non ostacola in misura significativa la concorrenza effettiva e non determina la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante, deliberando il non avvio dell’istruttoria ex art. 16, comma 4, l. 287/1990.
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