Cassazione Penale, Sentenza n. 21113/2023 del 17/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Napoli che aveva parzialmente riformato la sentenza del GUP di Napoli (confermandone le condanne ma riducendo le pene). Le censure contestavano principalmente: la carenza e l'errata interpretazione delle intercettazioni telefoniche; l'affidabilità e la contraddittorietà delle dichiarazioni del teste Pietro Coci; l'assenza di riscontri sulla effettiva dazione delle somme contestate e sul collegamento tra le captazioni e le determine sottoscritte; la presunta legittimità degli atti amministrativi impugnati e la mancata prova della simulazione delle offerte nella gara (turbativa). Entrambi i ricorrenti sostenevano che le conclusioni di merito fossero meramente congetturali e basate su mere sottoscrizioni di determine o su captazioni equivoche, senza prova certa della corresponsione delle utilità o del coinvolgimento diretto degli imputati.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto legittimo il rinvio per relationem alla motivazione del primo giudice quando le doglianze erano già state esaminate e risolte, ha richiamato i criteri di sindacabilità delle intercettazioni (questione di fatto riservata al giudice di merito salvo manifesta illogicità) e il corretto metodo di valutazione della prova indiziaria (valutazione unitaria e non sommatoria atomistica). La Corte ha condiviso la valutazione di merito secondo cui le intercettazioni, le dichiarazioni del Coci e gli altri riscontri formavano un compendio probatorio idoneo a sostenere le condanne per i capi D), E) e G). Ha inoltre richiamato il principio secondo cui il reato di corruzione si consuma con la sola promessa della dazione. Conseguentemente i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili, le spese processuali sono state poste a carico dei ricorrenti e ciascuno è stato condannato al pagamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, oltre alle spese.
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.
Richiamato come norma sul concorso di persone nel reato; la Corte ha ritenuto applicabile la valutazione congiunta delle condotte nella rete corruttiva
art. 81 cod. pen.
Utilizzato nella rubrica come norma richiamata nelle imputazioni; la Corte ha valutato le circostanze contestate alla luce della continuità/pertinenza dei fatti nel contesto corruttivo
art. 319 cod. pen.
Norma sulla corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio; la Corte ha ribadito che il reato può ritenersi consumato anche con la sola promessa della dazione, senza necessità di prova della materialità della consegna
art. 319-bis cod. pen.
Norma sulla corruzione per un atto d'ufficio contrario ai doveri; è stata richiamata nell'ambito del medesimo compendio probatorio a supporto delle condanne
art. 321 cod. pen.
Richiamato nella rubrica; utilizzato nel quadro delle imputazioni corruttive contestate agli imputati
art. 112 cod. pen.
Richiamato nei capi relativi al concorso di persone e alla partecipazione in reati collettivi
art. 59, secondo comma, cod. pen.
Richiamato come criterio di cumulabilità/valutazione delle circostanze aggravanti o attenuanti nel giudizio di merito
art. 353, secondo comma, cod. pen.
Richiamato con riguardo alla turbativa d'asta e agli strumenti fraudolenti contestati nella gara
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. 18 dicembre 2020)
disposizione sulla trattazione scritta del procedimento in Cassazione
Applicata per disporre la trattazione scritta del procedimento e motivare il deposito di conclusioni scritte in assenza di richiesta di discussione orale
Massime di principio
- Le intercettazioni e la loro interpretazione costituiscono questione di fatto riservata al giudice di merito; la Cassazione sindaca solo casi di manifesta illogicità o travisamento della prova.
- La motivazione per relationem è legittima: la corte d'appello può limitarsi a recepire e integrare la motivazione del primo grado quando le doglianze siano già state esaminate, purché il percorso logico complessivo risulti comprensibile.
- Nella corruzione la promessa della dazione è, di per sé, idonea a integrare il reato; non è sempre necessaria la prova materiale dell'effettiva consegna del denaro o del bene.
- Nella valutazione della prova indiziaria il giudice deve verificare la certezza degli elementi singoli e poi procedere a un esame unitario: non è ammessa una mera sommatoria atomistica di indizi.
- Le doglianze reiterative o che non affrontano specificamente le risposte già date dal giudice di merito rischiano l'inammissibilità o la respinta; il ricorso in Cassazione richiede l'indicazione di vizi di diritto o palese illogicità della motivazione.
- La contestazione della legittimità di atti amministrativi richiede un esame specifico e non può essere risolta solo con critiche formali quando vi siano intercettazioni e dichiarazioni che evidenziano un meccanismo illecito finalizzato all'assegnazione degli incarichi.
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