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Cassazione Civile, Ordinanza n. 25719/2023 del 04/09/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (privato)

La controversia

Un soggetto aveva convenuto in primo grado la sorella per ottenere la restituzione di euro 52.549,49, sostenendo di averle consegnato tale somma a titolo di mutuo per l'acquisto di un'abitazione. La convenuta si era costituita per resistere e, in via riconvenzionale, aveva chiesto la restituzione di euro 188.552,79, corrispondenti alla metà del saldo di fondi bancari cointestati a entrambi e poi estinti dall'attore senza versamento della quota spettantele. Il Tribunale aveva rigettato la domanda principale e accolto la riconvenzionale; la Corte d'appello aveva confermato. In cassazione il ricorrente ha dedotto: 1) nullità della sentenza e violazione dell'art. 36 c.p.c. per l'ammissibilità della riconvenzionale, ritenendo insussistente il collegamento con la domanda principale; 2) nullità per motivazione apparente e violazione dell'art. 1813 c.c. per avere la Corte escluso la prova del mutuo, nonostante l'acquisto dell'immobile e l'emissione di assegni circolari, e per avere negato l'ammissione della prova testimoniale; 3) nullità per motivazione apparente, omesso esame di fatti decisivi e violazione dell'art. 1298, comma 2, c.c. per la mancata considerazione di documenti rilevanti sulla contitolarità dei rapporti bancari. La controparte ha resistito con controricorso.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo perché la riconvenzionale era ammissibile in presenza di un collegamento obiettivo con la domanda principale, sufficiente a giustificare il simultaneus processus in un'ottica di economia processuale e di giusto processo. Ha ritenuto infondato anche il secondo motivo perché l'attore in restituzione doveva provare integralmente il fatto costitutivo della pretesa, cioè non solo la consegna della somma ma anche il titolo giuridico dell'obbligo di restituzione; la Corte territoriale aveva correttamente rilevato l'assenza di prova del mutuo e la genericità/non decisività delle prove articolate. Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile per la preclusione derivante dalla doppia conforme ai sensi dell'art. 348-ter, comma 5, c.p.c. Conseguentemente, è stata confermata la condanna del ricorrente alle spese di legittimità e all'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 36 c.p.c.

    La riconvenzionale è ammissibile quando tra domanda principale e domanda riconvenzionale esista un collegamento obiettivo tale da rendere opportuno il simultaneus processus.

  • art. 111 Cost.

    Il collegamento tra le domande può fondare la trattazione congiunta in funzione del giusto processo e dell'economia processuale.

  • art. 1813 c.c.

    Il mutuo richiede prova della dazione e del titolo giuridico che giustifichi l'obbligo di restituzione; la sola movimentazione di denaro non basta.

  • art. 1854 c.c.

    Nel conto corrente intestato a più persone rileva la disciplina della contitolarità dei rapporti bancari.

  • art. 1298, comma 2, c.c.

    Nei rapporti interni tra contitolari le parti di ciascuno si presumono uguali, salvo prova contraria.

  • art. 183, comma 6, c.p.c.

    È richiamato in relazione alla tempestività delle produzioni documentali dedotte dal ricorrente.

  • art. 348-ter, comma 5, c.p.c.

    In presenza di doppia conforme è precluso il vizio motivazionale per omesso esame di un fatto decisivo.

  • art. 360, comma 1, nn. 3 e 5, c.p.c.

    Sono i parametri invocati per dedurre violazione di legge, motivazione apparente e omesso esame di fatti decisivi.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 115/2002

    Ricorrono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

  • art. 13, comma 1-bis, D.P.R. 115/2002

    È il parametro richiamato per la quantificazione dell'ulteriore contributo unificato.

Massime di principio

  • La domanda riconvenzionale è ammissibile non solo quando dipenda dal medesimo titolo della domanda principale, ma anche quando tra le pretese sussista un collegamento obiettivo che renda ragionevole la trattazione congiunta.
  • Chi agisce per la restituzione di somme asseritamente date a mutuo deve provare integralmente il fatto costitutivo della propria pretesa: non basta dimostrare la dazione del denaro, occorrendo anche il titolo che obbliga alla restituzione.
  • La contestazione del convenuto circa la causa della dazione non integra di per sé un'eccezione in senso sostanziale idonea a spostare l'onere della prova sull'accipiens.
  • La prova testimoniale può essere legittimamente rigettata quando sia generica, non decisiva o incompatibile con la documentazione acquisita; il ricorso per cassazione deve riportarne specificamente il contenuto rilevante.
  • In presenza di doppia conforme, il vizio di omesso esame di fatti decisivi è precluso in cassazione ai sensi dell'art. 348-ter, comma 5, c.p.c.
  • Nei rapporti interni relativi a conti correnti intestati a più persone opera la presunzione di uguali quote, superabile solo con prova contraria specifica.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniProveMutuoConto correnteInadempimento
RamiProcesso civileObbligazioniContrattiBancario e finanziario
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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