Sentenza n. 3042/2026 - Milano, Sezione 5
per l'ottemperanza del giudicato costituito dalla sentenza n. 212/2025 emessa dal Tribunale Ordinario di Varese, Sezione Lavoro.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Varese, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto la carta del docente per gli anni scolastici dal 2019/2020 al 2022/2023
Esito
Favorevole al ricorrente (docente creditore)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha agito per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza n. 212/2025 del Tribunale ordinario di Varese, notificata al Ministero il 24 giugno 2025. La sentenza aveva condannato il Ministero a riconoscere la carta del docente per l'importo annuo di 500 euro relativamente agli anni scolastici dal 2019/2020 al 2022/2023, per complessivi 2.000 euro. Il ricorrente ha dedotto l'inadempimento dell'Amministrazione e chiesto l'esecuzione del giudicato. Il Ministero si è costituito con atto di mera forma e non ha dedotto né documentato l'avvenuto adempimento.
La decisione
Il TAR ha ritenuto il ricorso procedibile, essendo decorso, dalla notificazione della sentenza, il termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 del decreto-legge n. 669/1996, convertito dalla legge n. 30/1997. Nel merito ha accertato l'inottemperanza del Ministero, rilevando che la pretesa economica risultava sorretta da idonea documentazione, che il giudicato era definitivamente formato e che l'Amministrazione non aveva allegato di aver adempiuto. Ha quindi ordinato al Ministero di accreditare entro 90 giorni dalla notificazione della sentenza gli importi riconosciuti, detraendo eventuali pagamenti medio tempore effettuati. Per il caso di ulteriore inerzia ha nominato quale commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, da attivare su istanza del creditore dopo la scadenza del termine assegnato al Ministero; il commissario dovrà provvedere entro i successivi 60 giorni, determinando l'importo residuo e adottando gli atti necessari, direttamente o tramite funzionario delegato. Nessun compenso è stato riconosciuto al commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato condannato alle spese di giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore del difensore antistatario del ricorrente.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Disciplina il ricorso per l'ottemperanza al giudicato; sulla base di tale disposizione il TAR ha dichiarato l'inottemperanza, ordinato l'esecuzione del giudicato e nominato un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito in l. 28 febbraio 1997, n. 30
Il decorso del termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza costituisce condizione di procedibilità dell'azione esecutiva nei confronti dell'Amministrazione.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza a una sentenza di condanna dell'Amministrazione al pagamento o all'attribuzione di somme, il ricorso è procedibile quando sia decorso il termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza previsto dall'art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997.
- La mancata esecuzione di un giudicato può essere accertata quando il creditore documenti il contenuto della pronuncia e l'Amministrazione non dimostri o non deduca l'avvenuto adempimento.
- In caso di accertata inottemperanza, il giudice dell'ottemperanza può assegnare all'Amministrazione un termine per adempiere e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, subordinandone l'intervento alla persistente inerzia e a un'istanza del creditore.
- Quando le funzioni commissariali sono affidate a un dirigente pubblico già preposto alla gestione della spesa pubblica e rientrano nei suoi compiti istituzionali, non è dovuto alcun compenso aggiuntivo per l'attività di commissario ad acta.
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