Sentenza n. 193/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'annullamento dell'ordinanza di demolizione n. ord. reg. ser 21 del 27 giugno 2022 n. Ord. Reg. Gen. 102 del 27 giugno 2022 notificata il 7 luglio 2022;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza comunale di demolizione di opere edilizie ritenute abusive
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza di demolizione relativa a un corpo di fabbrica adibito a ufficio, pavimentazioni, superfici ricoperte di pietrisco e asfalto, una sbarra e un totem pubblicitario, realizzati su un fondo classificato dal PRG come zona agricola, sottoposto a vincolo paesaggistico e ricadente nella Zona Rossa. Ha dedotto, in primo luogo, la violazione degli artt. 31, 32 e 33 d.P.R. 380/2001, degli artt. 19 e 21-nonies l. 241/1990 e del d.m. 2 marzo 2018, nonché eccesso di potere per erroneità dei presupposti, sviamento, difetto di istruttoria, violazione del giusto procedimento e lesione dell'affidamento. In particolare, ha sostenuto che parte delle opere sarebbe stata realizzata dopo la presentazione di una DIA nel 2011, rimasta senza intervento inibitorio comunale, e che l'area avrebbe ormai assunto una connotazione economico-produttiva e commerciale incompatibile con la classificazione agricola. Con il secondo motivo ha dedotto la violazione dell'art. 3 l. 241/1990 per difetto di motivazione.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto irrilevante il silenzio serbato dal Comune sulla DIA del 2011, poiché gli interventi riguardavano un'area sottoposta a vincolo paesaggistico e, ai sensi dell'art. 22, comma 6, d.P.R. 380/2001, la loro realizzazione era subordinata al preventivo rilascio del parere o dell'autorizzazione paesaggistica prescritti, che non risultavano acquisiti. Inoltre, il ricorrente aveva prodotto soltanto il modulo della DIA, privo degli allegati tecnici, sicché non era possibile verificare la corrispondenza tra le opere dichiarate e quelle accertate dal Comune. La relazione tecnica prodotta per dimostrare la trasformazione dell'area da agricola a produttiva è stata ritenuta generica, insufficiente, non asseverata, non datata e non sottoscritta; comunque, tale questione è stata considerata inconferente rispetto alla motivazione dell'ordinanza, fondata sull'assenza del permesso di costruire e dell'autorizzazione paesaggistica. È stata respinta anche la censura di difetto di motivazione, poiché l'ordinanza individuava analiticamente le opere abusive, i vincoli gravanti sull'area e i titoli edilizi e paesaggistici mancanti. Il ricorrente è stato condannato al pagamento di 2.000 euro di spese di lite, oltre spese generali e accessori di legge.
Norme richiamate
art. 22, comma 6, d.P.R. 380/2001
è subordinata al preventivo rilascio del parere o dell'autorizzazione richiesti dalle relative previsioni normative
Per gli interventi relativi a immobili sottoposti a tutela paesaggistico-ambientale, la DIA non consente l'esecuzione delle opere in assenza del preventivo parere o dell'autorizzazione paesaggistica richiesti.
artt. 31, 32 e 33 d.P.R. 380/2001
Sono richiamati dal ricorrente con riguardo alla legittimità della misura demolitoria; la decisione conferma la legittimità dell'ordine di demolizione in presenza di opere prive del necessario titolo edilizio.
art. 3 l. 241/1990
L'obbligo di motivazione è soddisfatto quando l'ordinanza di demolizione individua specificamente le opere abusive, i vincoli gravanti sull'area e l'assenza dei titoli edilizio e paesaggistico.
artt. 19 e 21-nonies l. 241/1990
Il richiamo del ricorrente alla DIA e all'autotutela non supera la mancanza del preventivo titolo paesaggistico e non impedisce l'adozione della misura repressiva dell'abuso.
d.lgs. 42/2004
Il vincolo paesaggistico sull'area rende necessario il previo titolo paesaggistico previsto dalla normativa di tutela.
Massime di principio
- La presentazione di una DIA non legittima interventi edilizi su immobili sottoposti a vincolo paesaggistico quando manchi il preventivo parere o l'autorizzazione paesaggistica richiesti dalla normativa di tutela.
- Il silenzio dell'amministrazione sulla DIA non può essere invocato per consolidare l'affidamento del privato se l'intervento era comunque subordinato all'acquisizione preventiva del titolo paesaggistico.
- In sede di impugnazione di un'ordinanza di demolizione, il ricorrente deve dimostrare, mediante la documentazione tecnica della DIA, la corrispondenza tra le opere dichiarate e quelle successivamente accertate dall'amministrazione; il solo modulo della DIA non è sufficiente.
- Un'ordinanza di demolizione è adeguatamente motivata quando descrive analiticamente le opere abusive, indica i vincoli gravanti sull'area e specifica l'assenza del permesso di costruire e dell'autorizzazione paesaggistica.
- La contestazione della classificazione urbanistica dell'area è inconferente quando l'ordinanza si fonda autonomamente sulla mancanza dei titoli edilizio e paesaggistico necessari.
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