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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34932/2025 del 27/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Peraldo: censura della qualificazione dell'attività come associazione per delinquere e vizio di motivazione per mancata prova dell'accordo stabile, del ruolo degli affiliati e dell'elemento soggettivo rispetto a singoli reati di truffa; deduceva inoltre errori sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e sulla determinazione della pena. Scorrano: contestava la ricostruzione della ricettazione, sostenendo che la mera detenzione di chiavi e accessi successivi non provasse la consapevolezza della provenienza furtiva; configurava la sua condotta come post factum non punibile.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Per Peraldo ha ritenuto fondata e congrua la motivazione della Corte territoriale che ha ricostruito un gruppo stabile e organizzato finalizzato a truffe ripetute (sedi allestite, modus operandi ripetuto, ruolo continuativo dell'imputato, intercettazioni, ripresa della collaborazione dopo temporaneo allontanamento), nonché la valutazione circa la consapevolezza del carattere fraudolento e la legittimità del diniego delle attenuanti generiche. Per Scorrano la Cassazione ha condiviso la valutazione della Corte d'appello: la disponibilità stabile del capannone, le chiavi, gli accessi osservati dai Carabinieri e la fuga all'arrivo delle forze dell'ordine costituiscono elementi idonei a dimostrare la consapevolezza della provenienza illecita e la partecipazione alla ricettazione. Entrambi i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiesta di motivazione specifica: la Corte ha ritenuto che la motivazione del giudice di merito fosse puntuale e sufficiente; le censure generiche non sono ammissibili

  • art. 416 cod. pen.

    La Corte ha applicato il principio che per l'associazione per delinquere è necessario un accordo stabile e un vincolo persistente finalizzato a realizzare un programma delittuoso indeterminato; ha ritenuto sussistenti gli elementi strutturali (organizzazione, ruoli, persistenza)

  • artt. 110 e 648 cod. pen.

    Art. 110 per il concorso di persone; art. 648 per la ricettazione: la Cassazione ha confermato che la disponibilità materiale del luogo, le chiavi, gli accessi osservati e la condotta al momento dell'intervento (fuga) possono essere valutati come prova della consapevolezza della provenienza illecita

  • giurisprudenza citata

    Sez. 6, n. 28651 del 30/10/2024 (Montante); Sez. 2, n. 22959 del 29/03/2017 (Bogdan)

    Richiamati principi di distinzione tra associazione per delinquere e concorso nel reato continuato e sui requisiti della ricettazione (possesso/detenzione come elemento costitutivo)

Massime di principio

  • Associazione per delinquere vs concorso nel reato continuato: per l'associazione è richiesto un accordo stabile e persistente, una struttura organizzata e un programma delittuoso condiviso; episodi ravvicinati non escludono l'associazione se sussistono elementi di struttura e permanenza
  • La semplice qualità di dipendente non esclude la partecipazione a un'associazione: elementi come ruoli ripetuti, compiti riconoscibili, intercettazioni, benefici o pretese economiche e la ripresa della collaborazione dopo lo smantellamento rafforzano l'elemento soggettivo
  • Per la ricettazione la prova può fondarsi su fatti materiali di disponibilità e controllo (locali, chiavi, accessi) e su comportamenti (es. fuga all'arrivo delle forze dell'ordine) idonei a dimostrare la consapevolezza della provenienza illecita
  • Le censure generiche o non specificamente individuate nei motivi di impugnazione sono spesso inammissibili: il ricorrente deve contestare in modo preciso i passaggi motivazionali decisivi e gli specifici episodi di fatto o diritto
  • Negativa valutazione delle attenuanti generiche: precedenti penali, assenza di segni di ravvedimento, mancato risarcimento e intensità del dolo sono elementi che giustificano il diniego e la determinazione della pena oltre il minimo

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