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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5762/2023 del 10/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Un unico motivo di ricorso per contraddittorietà o manifesta illogicità della sentenza: si contesta il presunto travisamento delle deposizioni dei testi Giovanni Sabatella e Carmela Rainò. Il ricorrente sostiene che i giudici del merito avrebbero erroneamente ritenuto che tali testi non avessero assistito alla commissione del fatto, nonostante le loro dichiarazioni, e chiede quindi l'annullamento della sentenza per tale vizio.

La decisione

Il ricorso è dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza. La Corte di legittimità conferma che dalle deposizioni emergeva che la teste Rainò non aveva assistito direttamente al fatto centrale ma aveva riferito circostanze indirette (quanto appreso dal marito e ciò che avvenne successivamente, quando i cani si agitarono). Anche il teste Sabatella aveva assistito solo a un episodio successivo (l'interlocuzione in cui Giannotto pronunciò la frase segnalata) e non all'episodio anteriore che avrebbe provocato l'allontanamento della vittima e dei suoi compagni. Pertanto non si configura alcun travisamento delle prove da parte dei giudici di merito e il ricorrente mira a una rivalutazione del materiale probatorio vietata in sede di legittimità. Conseguentemente il ricorrente è condannato alle spese processuali, al pagamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende (art. 616 c.1 c.p.p.) e alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile, liquidate in euro 1.945,00.

Norme richiamate

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Consente la condanna dell'autore del ricorso al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende in caso di ricorso infondato; la Corte ha ritenuto sussistente motivo per applicare tale sanzione e ha fissato la somma in euro 3.000,00.

  • art. 541 cod. proc. pen.

    Norma che dispone la rifusione delle spese processuali a favore della parte civile soccombente; la Corte ha applicato tale disposizione condannando il ricorrente alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenute dalla parte civile, liquidate in euro 1.945,00.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentita una nuova valutazione del materiale probatorio: i motivi di ricorso che chiedono una diversa valutazione della prova testimoniale sono inammissibili se mirano solo a rimettere in discussione la valutazione di fatto operata dai giudici del merito.
  • Per poter far valere un travisamento delle prove è necessario dimostrare l'esistenza di un contrasto concreto e non ricomponibile tra le dichiarazioni acquisite e le affermazioni del giudice; mere differenze di ricostruzione o ricostruzioni alternative non sono sufficienti.
  • Quando le testimonianze riguardano momenti temporali differenti degli stessi eventi (es. un episodio preparatorio e un episodio successivo), la corte di legittimità può ritenere congrua la ricostruzione del merito se essa risulta coerente con il complesso delle deposizioni e con la temporalità degli eventi.
  • Il rigetto del ricorso per manifesta infondatezza può comportare sanzioni economiche: oltre alle spese processuali, è possibile l'obbligo di versamento alla Cassa delle ammende e la rifusione delle spese della parte civile soccombente.
  • In casi simili è utile, per il ricorrente, focalizzare il gravame su profili di diritto (violazioni di norme processuali, vizio di motivazione strutturale, omissioni) piuttosto che su una semplice diversa valutazione delle prove.

Testo integrale

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