Corte di giustizia, Sentenza C-321/24
Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 30 ottobre 2025. — BC contro SCP Attal et Associés. — Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal Judiciaire de Paris. — Rinvio pregiudiziale – Libera circolazione dei capitali – Articolo 63, paragrafo 1, TFUE – Successione – Ricorso obbligatorio a un notaio ai fini della redazione della dichiarazione di successione in uno Stato membro diverso da quello in cui è aperta la successione – Normativa di tale Stato membro che prevede che gli emolumenti di tale notaio siano calcolati sull’attivo ereditario lordo totale – Esercizio parallelo, da parte degli Stati membri, della loro competenza fiscale – Insussistenza di restrizione alla libera circolazione dei capitali. — Causa C-321/24
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte, in un rinvio del tribunal judiciaire de Paris, ha escluso che la tariffa notarile francese applicata alla dichiarazione di successione transfrontaliera integri una restrizione alla libera circolazione dei capitali. Ha ritenuto che il calcolo dell'emolumento sulla totalità dell'attivo ereditario lordo, anche quando esiste un analogo costo notarile in Belgio, discenda dall'esercizio parallelo delle competenze fiscali dei due Stati membri. Di conseguenza, non occorreva esaminare le deroghe invocate dall'articolo 65 TFUE.
Libera circolazione dei capitali e successione transfrontaliera: compatibilità con l'articolo 63 TFUE della tariffa notarile calcolata sull'attivo ereditario lordo totale anche quando l'erede deve ricorrere a notai in due Stati membri.
La questione giuridica
Se l'articolo 63, paragrafo 1, TFUE osti a una normativa nazionale che, in una successione con beni situati in due Stati membri, impone all'erede di ricorrere a un notaio per la dichiarazione di successione e prevede che l'emolumento del notaio sia calcolato sull'intero attivo ereditario lordo; e se, in tale contesto, la doppia remunerazione dei notai nei due Stati possa costituire una restrizione vietata oppure rientrare nelle deroghe dell'articolo 65, paragrafo 1, lettere a) e b), TFUE.
Principio di diritto
L'articolo 63, paragrafo 1, TFUE non osta a una normativa di uno Stato membro che impone, in una successione transfrontaliera, il calcolo dell'emolumento notarile sull'intero attivo ereditario lordo, anche se l'erede deve pagare un ulteriore notaio nell'altro Stato membro e anche se tale calcolo non tiene conto della remunerazione già corrisposta all'altro notaio. La Corte ha ritenuto che il maggior onere derivante dalla doppia remunerazione sia conseguenza dell'esercizio parallelo e non discriminatorio delle competenze fiscali degli Stati membri e non costituisca, quindi, una restrizione vietata alla libera circolazione dei capitali.
Norme richiamate
- Articolo 267 TFUE
- Articolo 63, paragrafo 1, TFUE
- Articolo 65, paragrafo 1, lettere a) e b), TFUE
- Articolo 94 del regolamento di procedura della Corte
- Articolo 750 ter del code général des impôts
- Articolo 800 del code général des impôts
- Articolo A. 444-63 del code de commerce
- Articolo 10 della Convenzione franco-belga del 20 gennaio 1959
- Regolamento (UE) n. 650/2012
Libera circolazione dei capitali e tariffa notarile nella successione transfrontaliera
La pronuncia, resa in sede di rinvio pregiudiziale dal tribunal judiciaire de Paris, riguarda una successione con beni situati in Francia e in Belgio e la compatibilità con l'articolo 63 TFUE della tariffa notarile applicata alla dichiarazione di successione. Il nodo è se l'obbligo di rivolgersi a un notaio in Francia, con emolumento calcolato sull'intero attivo ereditario lordo, costituisca una restrizione ai movimenti di capitali.
Fatti e procedimento principale
BC, cittadina francese residente in Francia, ha ereditato dalla sorella, residente in Belgio, beni mobili e immobili situati nei due Stati membri. La successione è stata aperta da un notaio belga, che ha redatto anche la dichiarazione di successione relativa all'intero patrimonio e ha percepito un emolumento calcolato sull'attivo lordo complessivo.
Successivamente, BC ha dovuto incaricare uno studio notarile francese per la dichiarazione di successione richiesta dal diritto francese ai fini del calcolo dell'imposta. Anche tale notaio ha applicato una tariffa calcolata sul valore dell'intero attivo ereditario lordo. BC ha contestato il certificato di verifica delle spese, chiedendo che l'emolumento francese fosse limitato ai soli beni situati in Francia.
Questioni pregiudiziali
Il giudice del rinvio ha chiesto, in sostanza:
- se l'articolo 63, paragrafo 1, TFUE osti alla doppia remunerazione di due notai di Stati membri diversi, ciascuna calcolata sull'intero attivo lordo della successione;
- se osti al fatto che l'emolumento del notaio francese sia calcolato sull'attivo totale e non solo sui beni situati in Francia;
- se, in caso di risposta affermativa, possano operare le deroghe di cui all'articolo 65, paragrafo 1, lettere a) e b), TFUE.
Ricevibilità
La Corte ha respinto l'eccezione di irricevibilità sollevata dal governo francese. Ha rilevato che il giudice del rinvio aveva definito in modo sufficiente il contesto normativo e che, secondo la sua ricostruzione, un erede nella posizione di BC era tenuto a ricorrere a un notaio francese. La Corte ha ricordato che non le spetta interpretare il diritto nazionale né sindacare la correttezza dell'interpretazione fornita dal giudice nazionale.
Normativa rilevante
La Corte ha richiamato:
- l'articolo 63, paragrafo 1, TFUE, che vieta le restrizioni ai movimenti di capitali;
- l'articolo 65, paragrafo 1, lettere a) e b), TFUE;
- l'articolo 267 TFUE;
- l'articolo 94 del regolamento di procedura;
- l'articolo 750 ter e l'articolo 800 del code général des impôts;
- l'articolo A. 444-63 del code de commerce, che prevede il calcolo proporzionale dell'emolumento notarile sull'attivo ereditario lordo totale;
- l'articolo 10 della Convenzione franco-belga del 1959;
- il regolamento (UE) n. 650/2012, ritenuto non pertinente poiché escluso in materia fiscale.
Ragionamento della Corte
La Corte ha ricordato che, pur rientrando la fiscalità diretta nella competenza degli Stati membri, tale competenza deve essere esercitata nel rispetto del diritto dell'Unione. Le successioni transfrontaliere rientrano nell'ambito dei movimenti di capitali ai sensi dell'articolo 63 TFUE.
Nel caso concreto, la situazione non era puramente interna perché coinvolgeva beni in Francia e in Belgio e l'applicazione di regole fiscali in entrambi gli Stati. Tuttavia, la Corte ha escluso che gli emolumenti notarili in questione integrassero una restrizione vietata. Ha osservato che:
- gli emolumenti dei notai non fanno parte del patrimonio ereditario, ma remunerano una prestazione di servizi;
- la normativa francese non introduce una disparità di trattamento tra successioni interne e transfrontaliere, poiché il calcolo è sempre effettuato sull'intero attivo lordo;
- l'eventuale maggiore onere per l'erede deriva dal fatto che, in una successione transfrontaliera, può doversi pagare anche un notaio nell'altro Stato membro.
Secondo la Corte, tale costo aggiuntivo è conseguenza dell'esercizio parallelo, da parte di Francia e Belgio, delle rispettive competenze fiscali, esercizio che non è discriminatorio e che incide allo stesso modo sui movimenti di capitali interni e transfrontalieri. In queste circostanze, non si tratta di una restrizione ai sensi dell'articolo 63 TFUE.
Decisione
La Corte ha risposto che l'articolo 63, paragrafo 1, TFUE non osta alla normativa nazionale che prevede il calcolo dell'emolumento notarile sull'intero attivo ereditario lordo, senza tener conto degli emolumenti già pagati al notaio dell'altro Stato membro. Poiché la risposta è stata negativa, non è stato necessario esaminare le questioni relative all'articolo 65 TFUE.
Principio affermato
Il maggior costo derivante, in una successione transfrontaliera, dall'obbligo di corrispondere emolumenti notarili in due Stati membri, calcolati entrambi sull'intero attivo ereditario lordo, non costituisce di per sé una restrizione alla libera circolazione dei capitali quando esso discende dall'esercizio parallelo e non discriminatorio delle competenze fiscali degli Stati membri.
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