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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 781/2023 del 12/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione proposto dall'imputato con tre motivi: (1) errata qualificazione del fatto come tentato omicidio per mancanza di dolo univoco e contraddittorietà tra esclusione della premeditazione e ricavo del dolo da antefatto e progressione criminosa; rilevanza contestata della pluralità di colpi e del fatto che un colpo libero abbia colpito il fianco; (2) illogicità della determinazione della pena, perché superiore al minimo edittale senza adeguata motivazione; (3) mancata e insufficiente motivazione nella quantificazione del risarcimento alla parte civile (25.000 euro) senza distinzione e documentazione delle voci patrimoniali, fisiche e morali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha: rigettato il primo motivo ritenendo corretta la ricostruzione del dolo alternativo di omicidio sulla base della progressione criminosa e delle modalità concrete dell'azione; rigettato il secondo motivo ritenendo legittimo lo scostamento prossimo al minimo edittale e adeguatamente motivato con richiamo ai criteri dell'art. 133 c.p.; accolto il terzo motivo nella parte relativa alla quantificazione del danno: ha annullato la statuizione civile e rinviato per nuovo giudizio al giudice civile competente per valore, con precisazione che i danni patrimoniali devono essere provati con documenti e le lesioni quantificate con parametri specifici mentre il danno morale può essere liquidato equitativamente. Le statuizioni penali e la condanna alla pena confermate (pena rideterminata in appello a 10 anni per esclusione della premeditazione), la condanna alle spese civili rimessa al giudice del rinvio.

Norme richiamate

  • art. 133 cod. pen.

    I criteri di quantificazione della pena (gravità del fatto, modalità della condotta, mezzi usati, personalità dell'imputato, assenza di segni di resipiscenza) possono giustificare uno scostamento dal minimo edittale; scostamenti molto prossimi al minimo non richiedono motivazioni particolarmente complesse.

  • art. 622, comma 1, primo periodo, cod. proc. pen.

    La Cassazione, annullando con rinvio le statuizioni civili contenute nella sentenza penale, rimette la decisione sull'azione civile al giudice civile competente per valore per un nuovo esame.

  • orientamento giurisprudenziale consolidato (Sez. 1, n. 11928/2018 e n. 29101/2019)

    In mancanza di ammissioni, il dolo di omicidio si desume dall'idoneità dell'azione e dalla direzione teleologica della volontà dell'agente, valutata con prognosi ex post ma riferita alla situazione 'ex ante'; la progressione criminosa e le modalità di estrinsecazione dell'azione costituiscono elementi decisivi per ricavare l'animus necandi.

Massime di principio

  • La premeditazione e l'intento omicidiario sono distinti: l'esclusione della premeditazione non esclude che il dolo di uccidere si sia formato sul posto e possa essere desunto dalle azioni successive (progressione criminosa).
  • Per accertare il dolo di omicidio in assenza di confessione valgono le modalità concrete dell'azione, la pericolosità degli strumenti usati, la pluralità e la destinazione dei colpi, e il complessivo contesto fattuale valutato ex ante dall'agente.
  • La Corte può applicare una pena prossima al minimo edittale senza motivazioni particolari; tuttavia lo scostamento deve comunque essere riferito ai criteri dell'art. 133 c.p. (gravità, modalità, mezzi, personalità, eventuale mancanza di ravvedimento).
  • La quantificazione del danno in sede penale deve distinguere e documentare le voci: i danni patrimoniali richiedono prova documentale (fatture, spese), i danni alla persona devono essere quantificati con parametri medico-legali, mentre il danno morale può essere liquidato in via equitativa. Difformità motivazionali su tali punti possono essere rimesse in sede di rinvio.
  • Se la Cassazione annulla solo le statuizioni civili, il giudice del rinvio (civile) decide anche sulle spese processuali civili in base al principio di soccombenza nel prosieguo del giudizio.

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