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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 6539/2020 del 09/03/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

I contribuenti avevano impugnato gli avvisi di classamento, emessi ai sensi dell’art. 1, comma 335, della L. n. 311/2004 per una pluralità di immobili situati in una microzona comunale, lamentando il difetto di motivazione della riclassificazione. La Commissione tributaria provinciale di Roma aveva accolto il ricorso solo per uno degli immobili, ritenendo invece motivati gli avvisi relativi agli altri sulla base della documentazione prodotta dall’Agenzia delle Entrate; la Commissione tributaria regionale del Lazio, con sentenza depositata il 22 giugno 2017, aveva confermato tale decisione. L’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione con tre motivi. I contribuenti hanno proposto ricorso incidentale, insistendo sul difetto di motivazione degli avvisi, perché fondati su indicazioni standardizzate e sul solo scostamento tra valori medi di mercato e valori catastali, senza indicare in concreto gli elementi incidenti sul classamento delle singole unità.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso incidentale dei contribuenti e ha dichiarato assorbiti i tre motivi del ricorso principale dell’Agenzia delle Entrate. Ha ritenuto insufficiente una motivazione che si limiti a indicare il rapporto tra valore di mercato e valore catastale della microzona, il relativo scostamento e i provvedimenti amministrativi presupposti, senza precisare le fonti, i metodi e i criteri utilizzati, gli elementi concreti che hanno interessato la microzona e il loro effetto sul classamento della singola unità. Ha inoltre precisato che devono essere indicate le date delle rilevazioni dei valori medi catastali e di mercato e che la motivazione dell’avviso non può essere integrata in giudizio né resa sufficiente dalle difese concretamente svolte dal contribuente. La Corte ha cassato la sentenza impugnata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, ha deciso nel merito accogliendo l’originario ricorso dei contribuenti. Ha compensato integralmente le spese di tutti i gradi, in ragione del progressivo consolidamento della giurisprudenza.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 335, L. 30 dicembre 2004, n. 311

    Ciò comporta un obbligo di motivazione che non può ritenersi assolto quando il provvedimento è motivato solo con riferimento al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, e al relativo scostamento.

    Nella revisione del classamento per microzone, la motivazione non è sufficiente se si limita al dato comparativo dello scostamento tra valori medi: deve rendere conoscibili le ragioni concrete della revisione e permettere al contribuente di contestarne i presupposti.

  • art. 3, comma 154, lett. e), L. 23 dicembre 1996, n. 662

    anche la procedura prevista dal comma 335 cit., pur a fronte del relativo presupposto, non può sottrarsi all’applicazione dei parametri previsti, in via ordinaria, dalla L. 23 dicembre 1996, n. 662, art. 3, comma 154, lett. e), il quale impone che si tenga conto, nel medesimo contesto cronologico, dei caratteri specifici di ciascuna unità immobiliare, del fabbricato e della microzona ove l’unità è sita, siccome tutti incidenti comparativamente e complessivamente alla qualificazione della stessa

    Anche nella revisione prevista dall’art. 1, comma 335, L. n. 311/2004, l’amministrazione deve considerare nel medesimo contesto cronologico le caratteristiche della singola unità, del fabbricato e della microzona, rilevanti per la qualificazione catastale.

Massime di principio

  • Nella revisione d’ufficio del classamento prevista per una microzona, l’amministrazione deve motivare in modo rigoroso e concreto: non basta indicare lo scostamento tra il rapporto valore medio di mercato/valore catastale della microzona e quello dell’insieme delle microzone comunali.
  • La motivazione deve specificare gli elementi che hanno interessato la microzona, le fonti, i metodi e i criteri di rilevazione ed elaborazione dei dati, nonché il modo in cui tali elementi incidono sul classamento della singola unità immobiliare.
  • La comparazione dei valori medi deve riferirsi a rilevazioni effettuate in date coincidenti; altrimenti il raffronto tra microzone perde significato e non dimostra la capacità contributiva attuale.
  • La revisione di massa ex art. 1, comma 335, L. n. 311/2004 è diretta a considerare gli incrementi di valore di mercato della microzona rispetto al territorio comunale; non serve a correggere errori originari di stima della singola unità né ad aggiornare il classamento per migliorie edilizie individuali.
  • L’amministrazione deve assolvere l’onere di dedurre e provare sia i presupposti concreti che legittimano la riclassificazione della microzona, sia i parametri e i fattori applicati alla singola unità immobiliare.
  • La motivazione dell’avviso di riclassamento non può essere integrata nel giudizio di impugnazione; la sufficienza va valutata sulla base degli elementi esposti nell’atto, e non può essere desunta dal fatto che il contribuente sia riuscito a svolgere le proprie difese.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributario
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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