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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46464/2023 del 17/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività: il ricorso per cassazione è stato proposto oltre il trentesimo giorno dal termine di deposito della sentenza impugnata e non sono state prospettate le anomalie genetiche tali da configurare inesistenza materiale e giuridica dell'atto. Non è stata quindi esaminata nel merito la questione dell'abnormità del provvedimento.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore impugnava per cassazione la sentenza del Giudice di pace di Lucca che aveva dichiarato l'incompetenza territoriale di quel giudice in favore del Giudice di pace di Castelnuovo di Garfagnana e aveva disposto la trasmissione degli atti al pubblico ministero. Il ricorrente denunciava l'abnormità del provvedimento, sostenendo che i rapporti fra uffici del giudice di pace appartenenti al medesimo circondario non rientrano nella competenza territoriale e che la traslazione delle cause fra ufficio capoluogo e uffici periferici dovrebbe essere disciplinata secondo i criteri di distribuzione fra sede principale del tribunale e sezioni distaccate, con intervento del presidente del tribunale ed esclusione della regressione del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 590 cod. pen.

    Norma relativa al reato ascritto agli imputati; citata solo per indicare il capo d'imputazione oggetto del procedimento

  • art. 611 cod. proc. pen.

    Norma che autorizza la trattazione in forma camerale; la Corte ha proceduto secondo questa previsione

  • art. 544, comma 2, cod. proc. pen.

    Indica termini e modalità di deposito della sentenza, richiamato per determinare il termine di impugnazione

  • art. 585, comma 1, lett. b, e comma 2, lett. c, cod. proc. pen.

    Previsioni sui termini e sulle ipotesi di ricorso per cassazione; la Corte le applica per dichiarare la tardività dell'impugnazione

  • Giurisprudenza citata (Sez. 4, n. 3939 del 02/12/2021, dep. 2022, Ronconi)

    Principio richiamato: i termini per la proposizione dell'impugnazione operano anche con riferimento al ricorso per cassazione avverso atti ritenuti abnormi, salvo che l'atto sia affetto da anomalie genetiche tali da determinarne l'inesistenza materiale e giuridica

Massime di principio

  • Il termine per proporre ricorso per cassazione è rigoroso: anche i ricorsi basati su presunta abnormità del provvedimento devono rispettare i termini ordinari di impugnazione, salvo che l'atto sia così gravemente viziato da risultare inesistente.
  • La eccezione dell'"abnormità" non vale automaticamente come deroga al termine: chi la invoca deve prospettare e dimostrare anomalie genetiche radicali che configurino inesistenza dell'atto per poter superare la decadenza temporale.
  • Quando si impugnano decisioni relative alla competenza territoriale o alla traslazione di cause fra uffici del giudice di pace, è preferibile sollevare la questione tempestivamente e, se possibile, nel grado di merito, perché la cassazione non esaminerà ricorsi tardivi anche se diretti a censurare la competenza.
  • Se la controversia riguarda la disciplina della distribuzione delle cause tra uffici capoluogo e uffici periferici, occorre considerare le regole di attribuzione specifiche e le eventuali competenze del presidente del tribunale; tuttavia, tale questione sostanziale non può essere valutata se il ricorso è dichiarato inammissibile per tardività.
  • Per il pubblico ministero come ricorrente, è essenziale rispettare strettamente i termini procedurali per non vedersi dichiarare inammissibile il ricorso senza esame del merito.

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