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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16997/2023 del 21/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la conferma, in appello, della condanna inflitta al Bensi per il delitto previsto dall'art. 589-bis (omicidio stradale e lesioni), in relazione a un investimento avvenuto su autostrada in cui una persona è deceduta e altre hanno riportato lesioni. Il ricorrente deduceva: (1) carenza e manifesta illogicità della motivazione della Corte territoriale; (2) errata applicazione dell'art. 589-bis perché la sua condotta non sarebbe stata colposa (sosteneva di aver ispezionato la carreggiata, di aver guidato a velocità adeguata e di non poter prevedere la condotta improvvisa dei pedoni); (3) errata esclusione delle circostanze attenuanti generiche ai sensi dell'art. 62-bis, nonostante lo stato di incensuratezza, la condotta collaborativa e l'integrale risarcimento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure riproponessero in buona sostanza le stesse doglianze già esaminate e motivatamente respinte in appello e che, nei limiti del sindacato di legittimità, non sussistessero vizi di macroscopica illogicità o omissione tali da giustificare la rinnovazione del giudizio di fatto. La Corte ha confermato che la valutazione della dinamica del sinistro e dell'affidabilità delle fonti di prova attiene ai giudici di merito e che la motivazione della Corte d'appello è logica e congrua: il conducente non avrebbe adeguatamente avvistato i pedoni, non avrebbe adottato manovre idonee e aveva assunto alcol e stupefacenti con incidenza sulla capacità di controllo. Ha inoltre ritenuto congruo il diniego delle attenuanti generiche. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 589-bis cod. pen.

    Norma applicata per l'omicidio stradale e le lesioni cagionate con violazione delle norme sulla circolazione; la Corte territoriale ha riconosciuto una circostanza attenuante (comma 7) in regime di equivalenza con l'aggravante (comma 8), valutando complessivamente la responsabilità penale del conducente.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Disposizione sulle circostanze attenuanti generiche. La Corte ha ritenuto legittimo il mancato riconoscimento delle attenuanti: spetta al giudice valutare i criteri di cui all'art. 133 cod. pen. e, se nega le attenuanti, non è tenuto a una motivazione analitica capillare; al contrario, chi chiede le attenuanti deve far emergere elementi che ne giustifichino il riconoscimento.

  • art. 141 d.lgs. 30/04/1992 n. 285 (Codice della Strada)

    Violazione delle norme del codice della strada integrata nella ricostruzione del fatto come elemento costitutivo della colpa del conducente nell'incidente autostradale.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per il giudizio di proporzionalità della pena; richiamato come parametro valutativo per l'eventuale concessione delle attenuanti generiche e considerato dal giudice nel motivare il diniego.

Massime di principio

  • Il giudice di legittimità non riesamina i fatti o le prove se la Corte di merito ha espresso motivazione logica e congrua: per ottenere accoglimento in Cassazione è necessario evidenziare vizi di motivazione di macroscopica illogicità, omissioni o contraddizioni non risolvibili.
  • Nelle cause per incidenti stradali la ricostruzione della dinamica e l'apprezzamento dell'affidabilità delle testimonianze spettano ai giudici di merito e sono insindacabili in sede di Cassazione salvo palese illogicità.
  • La presenza della vittima in luogo non previsto (es. pedoni in carreggiata) non esclude automaticamente la responsabilità del conducente se era possibile evitare l'urto con manovre o riduzione della velocità; il conducente deve provare l'impossibilità di evitare l'evento.
  • La guida in stato di alterazione per alcol e stupefacenti incide negativamente sulla concessione di benefici mitigatori: può giustificare il diniego delle attenuanti generiche quando influisce sulla valutazione della meritevolezza del comportamento.
  • Per ottenere il riconoscimento delle attenuanti generiche il difensore deve far emergere elementi concreti che giustifichino la mitigazione; l'assenza di precedenti o il risarcimento integrale, da soli, non sono sempre sufficienti.
  • Nel ricorso per cassazione è insufficiente proporre una rivalutazione alternativa delle prove già esaminate: occorre dimostrare che la motivazione di merito sia viziata da errori logici o giuridici rilevanti.

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