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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38147/2023 del 18/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale contestando la qualificazione dei versamenti effettuati alla EDM s.r.l. come conferimenti in conto capitale: sostengono che si trattò di finanziamenti a breve per fronteggiare carenze di liquidità dovute a ritardi negli incassi, non di apporti di capitale; contestano inoltre il dolo ritenuto, la mancata derubricazione in bancarotta preferenziale e l'insufficiente motivazione circa la rideterminazione della pena dopo il riconoscimento delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati: ha qualificato i versamenti come finanziamenti a titolo di mutuo e non come conferimenti in conto capitale, con la conseguente esclusione della bancarotta fraudolenta patrimoniale. Ha però riclassificato i fatti come bancarotta preferenziale; tale reato, tuttavia, risultava estinto per prescrizione al più tardi il 3 marzo 2021. Non essendo possibile il proscioglimento nel merito per insufficienza probatoria, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato prescritto.

Norme richiamate

  • Cass. Sez. 5, n. 8431 del 01/02/2019 (Vesprini)

    Ribadisce la distinzione tra versamenti in conto capitale e finanziamenti a titolo di mutuo: i primi hanno causa assimilabile al capitale di rischio e non danno luogo a crediti esigibili in vita sociale; i secondi costituiscono credito e possono essere restituiti nel corso della vita della società

  • Cass. Sez. civ. 1, n. 25585 del 03/12/2014

    Conferma che i soci possono effettuare versamenti a titolo di mutuo riservandosi il diritto alla restituzione anche durante la vita sociale; utile per distinguere la natura del rapporto

  • Cass. Sez. 5, n. 14908 del 07/03/2008 (Frigerio) e n. 13318 del 14/02/2013 (Viale)

    Giurisprudenza consolidata che collega la restituzione di versamenti soci in conto capitale alla bancarotta fraudolenta per distrazione e la restituzione di mutui soci alla bancarotta preferenziale

  • Cass. Sez. civ. 1, n. 7692 del 31/03/2006

    Indica che la natura del versamento (mutuo vs apporto) si valuta sull'intenzione delle parti, desumibile dal comportamento concreto, dalle finalità pratiche e, secondariamente, dalla qualificazione in bilancio

  • Cass. Sez. civ. 1, n. 15035 del 08/06/2018

    Precisa che l'onere di contabilizzazione nei patrimoni societari e la nota integrativa sono elementi rilevanti per individuare versamenti in conto capitale, ma non esclusivi rispetto alla ricostruzione della comune volontà

Massime di principio

  • Per distinguere versamenti soci in conto capitale da finanziamenti occorre valutare la volontà delle parti: comportamento concreto, finalità degli apporti, modalità di contabilizzazione e clausole contrattuali prevalgono sulla mera denominazione
  • Versamenti qualificati come mutui costituiscono credito esigibile e la loro restituzione può integrare bancarotta preferenziale se effettuata a danno degli altri creditori in situazione di crisi o insolvenza
  • Versamenti qualificati come conferimenti in conto capitale non danno luogo a crediti esigibili in vita sociale; la loro restituzione può integrare bancarotta fraudolenta per distrazione
  • La riqualificazione del fatto operata dalla Corte di legittimità è possibile se emergono elementi idonei a modificare la qualificazione giuridica: tuttavia la riqualificazione può risultare inutilizzabile se il reato così individuato è estinto per prescrizione
  • Nel dubbio, elementi decisivi sono la tempistica dei rimborsi rispetto allo stato di crisi/insolvenza e la documentazione (contratti, scritture contabili, nota integrativa); in sede penale l'onere della prova del dolo o della scientia fraudandi resta in capo all'accusa
  • Se in sede di appello o cassazione viene meno la maggior parte delle contestazioni originarie, il giudice deve motivare adeguatamente la rideterminazione della pena, ponderando l'effetto delle esclusioni/derubricazioni sui tempi e sulla misura complessiva della sanzione

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