Cassazione Penale, Sentenza n. 1062/2023 del 13/01/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Firenze che confermava le condanne per bancarotta fraudolenta patrimoniale (dissipazione) e bancarotta preferenziale. Gli argomenti principali erano: vizi motivazionali per presunta mancata valutazione delle prove tecniche e degli indici di bilancio; richiesta di derubricazione delle condotte in bancarotta semplice (mero comportamento imprudente) anziché fraudolenta; contestazione della configurabilità della bancarotta preferenziale per pagamenti al Margheri ritenuti retribuzioni regolari; contestazione dei ruoli attribuiti (amministratore di fatto Aglietti e amministratore formale Margheri) e lamentela per il diniego delle circostanze attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili e li ha ritenuti manifestamente infondati. Ha confermato la valutazione dei giudici di merito circa la sussistenza della bancarotta fraudolenta patrimoniale, richiamando l'inerzia degli amministratori nel recuperare o compensare crediti verso la controllante MA.COS. sas e l'assenza di vantaggi compensativi per la fallita. Ha altresì confermato la sussistenza della bancarotta preferenziale per i pagamenti al Margheri in fase di liquidazione, che hanno violato la par condicio creditorum rispetto ai dipendenti e ad altri creditori. Sono stati confermati i ruoli di amministratore di fatto e di diritto, con richiamo al principio secondo cui, nel concorso ex art. 40, comma 2, cod. pen., è sufficiente la consapevolezza generica dell'operato dell'amministratore di fatto. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende e alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile.
Norme richiamate
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Norma richiamata per la sintetica articolazione dei motivi di ricorso in Cassazione; i motivi devono essere formulati secondo i requisiti previsti per essere esaminabili.
art. 40, comma 2, cod. pen.
Nel caso di concorso tra amministratore formale e amministratore di fatto, la Cassazione ricorda che per integrare il dolo del formale è sufficiente la consapevolezza generica che l'altro compia condotte rilevanti ai fini del reato (dolo diretto o eventuale).
art. 616 cod. proc. pen.
Norma richiamata per la condanna alle spese del procedimento in Cassazione e per la possibilità di infliggere somme alla Cassa delle Ammende in caso di ricorso inammissibile con profili di colpa.
Principio della par condicio creditorum (giurisprudenziale)
La Corte ha ritenuto che i pagamenti effettuati in fase di liquidazione e prossimi al fallimento che privilegiano un soggetto (qui Margheri) a discapito di dipendenti e altri creditori costituiscono bancarotta preferenziale.
Giurisprudenza sulla distinzione bancarotta fraudolenta per dissipazione vs bancarotta semplice
La sentenza richiama precedenti che distinguono la fraudolenta (presenza di condotte inconciliabili con lo scopo sociale e consapevole diminuzione del patrimonio per fini estranei) dalla semplice (operazioni imprudenti o aleatorie), e conferma che nel caso concreto sussisteva la prima.
Massime di principio
- La Cassazione non riesamina liberamente le prove: i motivi che chiedono una rivalutazione dei fatti o degli indici di bilancio sono spesso inammissibili quando i giudici di merito hanno reso motivazione congrua e non manifestamente illogica.
- Operazioni infragruppo (crediti/contributi tra società collegate) possono integrare bancarotta fraudolenta se non esistono vantaggi compensativi che riequilibrino gli effetti negativi per la società fallita e i suoi creditori.
- Pagamenti effettuati in prossimità del fallimento a favore di un soggetto, a danno di dipendenti o creditori privilegiati, violano il principio della par condicio creditorum e possono configurare bancarotta preferenziale.
- Per derubricare in bancarotta semplice è necessario dimostrare non solo imprudenza o errori di gestione, ma l'assenza di consapevolezza e volontà di diminuire il patrimonio per fini estranei all'oggetto sociale; la mera critica di scelte economiche non è sufficiente.
- Nel concorso tra amministratore di fatto e formale, per attribuire responsabilità al formale può essere sufficiente la consapevolezza generica dell'operato dell'amministratore di fatto; non è richiesta la conoscenza di ogni singolo episodio criminoso.
- Le censure sulle attenuanti generiche sono difficilmente accolte in Cassazione se il giudice di merito ha motivato il diniego richiamando elementi ritenuti decisivi.
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