Cassazione Penale, Sentenza n. 1238/2025 del 13/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano l'ordinanza del Tribunale del riesame di Siracusa del 21/05/2024 che, accogliendo l'appello del pubblico ministero, aveva annullato l'ordinanza del giudice delle indagini preliminari e disposto il sequestro preventivo dell'area oggetto di intervento. La difesa deduce un unico motivo: violazione di legge (art. 321 c.p.p., art. 733-bis c.p., disposizioni del T.U. edilizia e del Codice dei beni culturali e del paesaggio) per mancata valutazione dell'insussistenza dell'elemento soggettivo (buona fede) degli indagati. Sostiene che le opere realizzate fossero opere temporanee/di edilizia libera (richiamando il DM 2/3/2018 - glossario), che il vincolo urbanistico-paesaggistico sarebbe scaduto per mancata istituzione della riserva delle zone umide e che gli indagati si erano affidati agli atti dell'amministrazione (certificato di destinazione urbanistica, pareri comunali, nulla-osta della Soprintendenza, relazione tecnico-scientifica e VINCA presentate). I ricorrenti contestano inoltre la valutazione dei giudici del riesame circa l'entità della movimentazione di terre e il danno all'habitat.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi completamente infondati e li ha respinti. Ha ritenuto ammissibile e lineare la motivazione del Tribunale del riesame che aveva constatato la necessita del titolo edilizio e dell'autorizzazione paesaggistica, la natura conformativa (e non espropriativa) del vincolo di inedificabilita previsto dall'art. 55 delle NTA del PRG di Pachino (quindi non decaduto per mancata istituzione della riserva) e la macroscopica illegittimità o comunque l'inadeguatezza degli atti amministrativi posti a fondamento delle pretese giustificazioni degli indagati. La Corte ha richiamato il limite del sindacato in sede di cassazione contro ordinanze di sequestro (art. 325 c.p.p.): possibile sindacato per violazione di legge ma non per semplice dissenso sulla valutazione probatoria. Ha confermato che in sede cautelare il giudice penale puo verificare la legittimita degli atti amministrativi incidentemente e che, alla luce degli elementi fattuali (inesatta rappresentazione dei lavori, estensione dei lavori a particelle non autorizzate, consistente movimentazione di terra e distruzione dell'habitat 1410), sussistevano gravi indizi (fumus) dei reati contestati e l'illegittimita dell'ordinanza del giudice delle indagini preliminari. Pertanto il sequestro preventivo disposto dal Tribunale del riesame e stato confermato.
Norme richiamate
art. 321 cod. proc. pen.
Richiamato dalla difesa come norma rilevante; la Corte ricorda tuttavia che, in sede di cassazione cautelare, il sindacato e' limitato alle violazioni di legge (art. 325 c.p.p.) e non alle valutazioni probatorie.
art. 733-bis cod. pen. (e disposizioni relative al sequestro)
Richiamato nel quadro delle misure cautelari; la Corte ha confermato la legittimita del sequestro preventivo sulla base del fumus dei reati e della gravita degli elementi probatori
D.Lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), art. 181
La necessita dell'autorizzazione paesaggistica e la valutazione dell'incidenza sul vincolo paesaggistico sono centrali; la Corte ha ritenuto che la VINCA e le autorizzazioni dovevano essere adeguatamente motivate e che l'assenza di tale adeguata motivazione e la possibile inesatta rappresentazione dei lavori supportavano il fumus del reato.
Art. 44 lett. c) (nel testo richiamato)
Richiamato tra le norme di reato contestate in relazione agli interventi su aree vincolate; la Corte ha ritenuto sussistenti indizi rispetto alle fattispecie contestate.
Norme tecniche di attuazione del PRG di Pachino (art. 55 NTA)
Il Tribunale del riesame e la Corte hanno interpretato il vincolo di inedificabilita previsto dall'art. 55 come vincolo conformativo (non espropriativo), quindi non scaduto per mancata istituzione della riserva; il vincolo impediva l'autorizzazione delle opere in assenza di titolo.
Decreto ministeriale 2 marzo 2018 (glossario edilizia libera)
Richiamato dalla difesa per sostenere che l'area di parcheggio temporaneo rientrasse nell'edilizia libera; la Corte ha ritenuto che la concreta entita e le modalita' dell'intervento, unitamente ai vincoli paesaggistici, non consentivano l'automatico inquadramento come attivita' libera.
Giurisprudenza costituzionale e di legittimita' (es. Corte Cost. nn. 56/1968, 55/1968, 417/1995 e Cass. sez.3 n. 6930/2004 ecc.)
Richiamata per confermare il principio secondo cui i vincoli paesaggistici che derivano dalla qualita' intrinseca del bene sono conformativi e non necessariamente indennizzabili; la Corte ha usato tali principi per qualificare il vincolo come non decaduto.
Massime di principio
- In sede cautelare (sequestro preventivo) la Corte di legittimita' puo sindacare solo violazioni di legge: non e' possibile riallestire il giudizio di merito o sostituirsi alla valutazione probatoria dei giudici di merito.
- Un vincolo paesaggistico derivante dalla qualita intrinseca del bene (vincolo conformativo) non si considera automaticamente decaduto per mancata adozione di ulteriori provvedimenti amministrativi: non e' assimilabile a vincoli espropriativi che si estinguono per omissione dell'ente.
- Le autorizzazioni/ pareri della pubblica amministrazione non garantiscono automaticamente la scusabilita' dell'operato del privato: se la pubblica amministrazione e' stata indotta in errore da un'inesatta o incompleta rappresentazione dei lavori da parte del privato, l'affidamento del privato non produce efficacia scusante.
- Il giudice penale puo, incidentalmente, verificare la legittimita' di un titolo amministrativo quando emergano difformita tra l'intervento reale e l'autorizzato: la presenza di difformita rilevanti puo' fondare il fumus del reato e giustificare misure cautelari.
- Nelle ipotesi di opere in aree vincolate, la natura, l'entita' e le modalita' dei lavori (movimentazione terre, alterazione morfologica, distruzione dell'habitat) sono elementi decisivi per distinguere fra semplici lavori stagionali/temporanei ed interventi che richiedono titolo pieno e autorizzazioni paesaggistiche.
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