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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17189/2023 del 26/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza della Corte d'appello di Salerno del 10/05/2022 che aveva dichiarato inammissibile l'appello proposto il 04/03/2022 contro la sentenza del G.U.P. del Tribunale di Nocera Inferiore del 10/02/2022 ritenuta dalla Corte di merito pronunciata con motivazione contestuale; il ricorrente deduce che in realtà il verbale d'udienza attesta che il giudice si era "riservato" e che quindi la motivazione non era stata letta in udienza, con conseguente errata determinazione del termine di impugnazione e violazione delle garanzie del contraddittorio (invocando anche artt. 24 e 111 Cost. e artt. 544, 545 c.p.p.).

La decisione

Il Supremo Collegio ha accolto il primo motivo ritenuto assorbente: ha rilevato che la lettura della motivazione contestuale deve risultare con certezza dal verbale d'udienza e che nel caso di specie il verbale attesta la riserva del giudice; ne è conseguito che l'appello depositato il 04/03/2022 era tempestivo (termine ultimo 28/03/2022). L'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi alla Corte d'appello di Salerno per il seguito del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 585 cod. proc. pen.

    art. 585, comma 1, lett. a) e comma 2, lett. b)

    La Corte interpreta che il termine di impugnazione di quindici giorni decorre dalla lettura del provvedimento in udienza quando la motivazione è contestuale; tuttavia la lettura della motivazione deve risultare con certezza dal verbale d'udienza; in sua assenza decorrono i termini previsti per le sentenze non lette in udienza (con regole specifiche per il giudizio abbreviato assimilato al dibattimento).

  • art. 591 cod. proc. pen.

    art. 591, comma 1, lett. c)

    Riferito all'adottabilità dell'ordinanza de plano; la Corte chiarisce che in caso di annullamento di un'ordinanza della corte d'appello che abbia dichiarato de plano l'inammissibilità dell'appello per tardività, il giudice del rinvio va individuato nello stesso giudice che ha pronunciato l'ordinanza, dato il carattere non giudiziale della pronuncia.

  • art. 544 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente (sulla motivazione), ma la decisione della Corte di cassazione si fonda principalmente sull'interpretazione dell'art. 585 in relazione al verbale; l'art. 544 è evocato nelle doglianze ma non risolutivo nel provvedimento della Corte di cassazione.

  • art. 545 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente nelle doglianze; la Cassazione non si è basata direttamente su questa norma per la decisione finale, avendo ritenuto sufficiente la verifica della decorrenza dei termini alla luce dell'art. 585 e del verbale.

  • Costituzione

    Gli artt. 24 e 111 Cost. sono stati invocati dal ricorrente per asserite lesioni del diritto di difesa e del giusto processo; la Corte ha però risolto la controversia sul piano della corretta applicazione delle norme processuali (termine di impugnazione e prova della lettura della motivazione) senza approfondire ulteriormente un accertamento costituzionale.

Massime di principio

  • La lettura della sentenza comprensiva di dispositivo e motivazione contestuale deve risultare con certezza dal verbale d'udienza: la mera indicazione di "motivazione contestuale" sul frontespizio della sentenza non è sufficiente per far decorrere i termini di impugnazione.
  • Se il verbale d'udienza attesta che il giudice si è "riservato", non può ritenersi che la motivazione sia stata letta in udienza e i termini per impugnare vanno calcolati secondo le regole previste per le sentenze non lette contestualmente.
  • Le sentenze pronunciate a seguito di giudizio abbreviato sono assimilate, quanto ai termini di impugnazione, a quelle dibattimentali; i termini decorrono dai momenti indicati dall'art. 585 in rapporto al tempo impiegato per la redazione della motivazione.
  • In caso di dichiarazione 'de plano' di inammissibilità dell'appello per tardività da parte della corte d'appello, la Cassazione può annullare l'ordinanza e disporre la trasmissione degli atti alla stessa corte d'appello; il giudice del rinvio è individuato nello stesso giudice che ha emesso l'ordinanza.
  • Per evitare eccezioni di tempestività, la difesa dovrebbe acquisire e conservare il verbale d'udienza e, quando rilevante, allegarlo all'impugnazione per dimostrare se e quando la motivazione è stata effettivamente letta.
  • Le doglianze relative al mancato contraddittorio o alla mancata partecipazione della persona offesa vanno documentate specificamente; tuttavia, questioni procedurali sul conteggio dei termini possono spesso risolversi esclusivamente sulla base del contenuto del verbale d'udienza.

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