Cassazione Civile, Sentenza n. 24079/2020 del 30/10/2020
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza della CTR Liguria che aveva accolto l'appello della Immobliare SanRemo contro un avviso di accertamento che attribuiva all'immobile una rendita catastale maggiore per variazione con ampliamento. La CTR aveva ritenuto come base di valutazione la rendita catastale precedentemente accertata definitivamente e aveva aggiunto solo l'incremento stimato dal tecnico della contribuente relativo a un vano interrato ad uso deposito e a una porzione di corte ad uso camminamento. L'Agenzia censurava la decisione per violazione delle norme in materia catastale ed estimativa (art.5 R.D.L. 13.4.1939 n.652 e art.40 DPR 01.12.1949 n.1149), per avere operato una mera somma aritmetica senza rivalutare l'immobile nel suo complesso, e per carenza di motivazione e mancata valutazione di fatti decisivi (art.360 c.p.c. nn.3 e 5).
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il secondo motivo di ricorso (omessa e insufficiente motivazione), ritenendo che la motivazione della sentenza impugnata fosse meramente apparente e non esplicasse il percorso logico-giuridico adottato. La sentenza della CTR è stata annullata per carenza di motivazione e la causa è stata rinviata ad altra sezione della Commissione tributaria regionale della Liguria, con regolazione delle spese del grado di giudizio.
Norme richiamate
R.D.L. 13.4.1939 n.652
La norma è richiamata in relazione ai criteri di valutazione catastale: non è ammessa una determinazione della rendita che si limiti a sommare aritmeticamente una rendita precedente e un incremento senza una valutazione complessiva dell'immobile e della funzionalità apportata dalla parte aggiunta
D.P.R. 01.12.1949 n.1149
Richiamata come riferimento alle regole tecniche di estimo e determinazione della rendita catastale; la Corte segnala che la valutazione deve attenersi ai principi di estimo e non a conteggi meramente formali
Codice di procedura civile
art.360, comma 1, nn.3 e 5
Nelle censure di legittimità l'art.360 n.3 riguarda la violazione di norme di diritto; il n.5 riguarda l'omessa considerazione di fatti decisivi o la motivazione apparente. La Corte ha accolto il vizio di motivazione ai sensi del n.5
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
richiami a pronunce quali SS.UU. n.1093/1947, Cass. n.12664/2012, Cass. n.13977/2019 e altre
Conferma il principio secondo cui la motivazione deve specificare le ragioni del convincimento del giudice; la motivazione meramente apparente o inconcludente è causa di annullamento della decisione
Massime di principio
- La determinazione della rendita catastale per variazioni deve avvenire valutando l'immobile nel suo complesso e secondo i criteri estimativi previsti: non è sufficiente sommare aritmeticamente una rendita precedente e un incremento parziale
- Il giudice deve esporre in modo chiaro e logico il percorso argomentativo e i criteri tecnico-estimativi seguiti; una motivazione che si limiti ad aderire alla tesi di una parte senza spiegazioni è viziata
- Nei ricorsi per materia catastale/fiscale, le carenze di motivazione o la mancata valutazione di fatti decisivi sono censurabili in Cassazione e possono portare all'annullamento e al rinvio
- Parte che propone una revisione della rendita (sia contribuente sia ufficio) dovrebbe allegare e illustrare in modo dettagliato la metodologia estimativa e i calcoli adottati (planimetrie, criteri di produttività, incidenza della nuova parte sull'uso complessivo)
- Se esiste una rendita precedentemente conciliata o accertata definitivamente, ciò non preclude la necessità di una nuova valutazione complessiva in caso di variazioni significative dell'immobile
- In sede di decisione, la Commissione deve confrontare esplicitamente le rilievi tecnici delle parti e motivare perché accoglie o respinge ciascuno di essi; altrimenti la decisione potrà essere annullata per motivazione apparente
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