Ordinanza n. 2075/2026 - Roma, Sezione 2Q
per l’annullamento dell’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi n. 231 del 29.10.2024 emessa dal Responsabile del Settore 9 – Pianificazione del territorio e notificata a mezzo del servizio postale in data 18.11.2024 con cui è stata disposta la rimessione in pristino, ai sensi dell’art. 31, comma 2, del d.P.R. n. 380/2001 di opere edili ritenute realizzate in assenza di permesso a costruire, in totale difformità dal medesimo ovvero con variazioni essenziali, nonché di ogni altro atto presupposto o connesso ancorché non conosciuto;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a interventi edilizi ritenuti eseguiti senza permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali
Esito
La controversia
La proprietaria ha impugnato l'ordinanza comunale con cui le è stata ingiunta la riduzione in pristino, ai sensi dell'art. 31, comma 2, del d.P.R. n. 380/2001, relativamente a opere eseguite su due fabbricati preesistenti. Il provvedimento contestava: il cambio d'uso di vani non residenziali dell'immobile principale, resi abitativi, con fusione con altri vani del medesimo piano; la realizzazione di un servizio igienico nel sottotetto; opere esterne di varia natura, tra cui cancelli e pavimentazioni; il cambio di destinazione d'uso da deposito ad abitativo dell'annesso, mediante impianti tecnologici e idrico-sanitari; la cementificazione degli spazi esterni. Il Comune aveva dato atto che gli edifici risultavano risalenti a epoca antecedente all'introduzione dell'istituto del titolo abilitativo e visibili nello stralcio IGM del Volo 1968. Il testo dell'ordinanza istruttoria non espone nel dettaglio le singole censure formulate nel ricorso, ma rileva la necessità di acquisire documentazione e una relazione comunale tenendo conto delle doglianze dedotte.
La decisione
Il TAR non ha definito il merito del ricorso. Ha disposto l'acquisizione, dal Comune non costituito, dei documenti previsti dall'art. 46, comma 2, c.p.a., incluse le relazioni sui sopralluoghi del 2 agosto 2023 e del 9 aprile 2024, nonché l'eventuale documentazione, anche fotografica, sulla pregressa destinazione a magazzino e deposito dei due vani del piano rialzato dell'immobile principale interessati dal contestato cambio d'uso e dalla fusione. Ha inoltre ordinato al Comune di depositare una relazione dettagliata sui fatti di causa, considerando le censure del ricorso. La ricorrente è stata onerata di notificare l'ordinanza al Comune entro cinque giorni dalla comunicazione della segreteria e di depositare la prova della notifica entro il giorno successivo. Al Comune è stato assegnato il termine di quaranta giorni dalla comunicazione amministrativa dell'ordinanza o, se anteriore, dal perfezionamento della notifica. La trattazione del merito è stata rinviata all'udienza pubblica del 19 maggio 2026.
Norme richiamate
art. 31, comma 2, d.P.R. 380/2001
ai sensi dell’art. 31, comma 2, del d.P.R. n. 380/2001
Richiamato quale base normativa dell'ingiunzione comunale di riduzione in pristino per opere ritenute realizzate in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali.
art. 46, comma 2, c.p.a.
i documenti di cui all’art. 46, comma 2, c.p.a.
Utilizzato come fondamento dell'acquisizione della documentazione e degli elementi informativi nella disponibilità dell'amministrazione resistente non costituita.
art. 65 c.p.a.
Richiamato quale fondamento processuale dell'ordinanza istruttoria.
Massime di principio
- Quando la definizione del ricorso contro un'ordinanza edilizia richiede accertamenti sui sopralluoghi, sulla consistenza delle opere e sulla pregressa destinazione d'uso dei locali, il giudice amministrativo può disporre l'acquisizione d'ufficio della documentazione e una relazione dettagliata dell'amministrazione.
- Nel giudizio contro un'ordinanza di demolizione o di ripristino, la documentazione relativa alla destinazione originaria dei locali e alle trasformazioni contestate può essere rilevante per la decisione sulla legittimità della sanzione edilizia.
- Quando l'amministrazione intimata non si costituisce, il giudice può acquisire dalla stessa, ai fini istruttori, gli atti e le relazioni concernenti i sopralluoghi e i fatti posti a fondamento del provvedimento impugnato.
- Un'ordinanza istruttoria che dispone incombenti documentali e rinvia la trattazione non decide la domanda di annullamento e non consente di individuare una parte vittoriosa nel merito.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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