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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11221/2023 del 16/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Roma che, riformando la sentenza di primo grado, aveva qualificato il fatto principale come lesioni personali volontarie (guarigione 20 giorni) aggravate dall'uso di arma impropria e aveva dichiarato estinto per prescrizione il reato di porto in luogo pubblico di arma impropria. Le doglianze in cassazione includevano: (a) inutilizzabilità dei fotogrammi estrapolati da sistemi di video‑sorveglianza acquisiti senza acquisizione integrale e conseguente inutilizzabilità delle deposizioni sul loro contenuto; (b) illegittimità dell'album fotografico e del riconoscimento fotografico operato in indagini preliminari; (c) travisamento della prova e illogicità della motivazione in ordine al ruolo del Vjerdha (mandante) e dell'Ivanaj (esecutore materiale); (d) contestazione della qualificazione giuridica (contestata la configurazione di concorso e ritenuta possibile la qualificazione come favoreggiamento personale ex art. 378 c.p. o, alternativamente, diverso titolo di reato ai sensi dell'art. 378 c.p.); (e) mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e/o della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131‑bis c.p.); (f) mancanza di perizia/accertamento sull'idoneità del tubo a costituire arma impropria; (g) censura sulla determinazione della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto manifestamente infondate le eccezioni processuali: (1) le videoregistrazioni private e i fotogrammi estrapolati sono documenti acquisibili ai sensi dell'art. 234 c.p.p. e la loro utilizzazione non richiede la visione in contraddittorio; la deposizione degli operatori di polizia giudiziaria sul contenuto è utilizzabile; (2) il riconoscimento fotografico effettuato in indagini preliminari è ammissibile se il testimone lo conferma in dibattimento e la sua attendibilità è rimessa al giudice; (3) le censure fattuali (travisamento della prova, rivalutazione del compendio probatorio, dosimetria della pena) sono improcedibili in Cassazione per i limiti del sindacato di legittimità; (4) la qualificazione del ruolo degli imputati come mandante ed esecutore è fondata su motivazione congrua (ruolo causale del veicolo e separazione dei ruoli); (5) il rifiuto di riconoscere la particolare tenuità o le attenuanti generiche era adeguatamente motivato sulla gravità, modalità e conseguenze del fatto; (6) il tubo può integrare arma impropria se idoneo ad offendere in particolari circostanze. Conseguentemente i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili e i ricorrenti condannati al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000,00 alla cassa delle ammende, oltre agli oneri ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 234 c.p.p.

    Le videoregistrazioni effettuate da privati con telecamere di sicurezza sono prove documentali acquisibili; i fotogrammi estrapolati e inseriti in annotazioni di servizio non sono automaticamente inutilizzabili.

  • art. 254‑bis c.p.p.

    Richiamato nel contesto delle doglianze sull'acquisizione video; la Corte ha ritenuto non sussistere violazione che comporti inutilizzabilità.

  • art. 360 c.p.p.

    Norma richiamata nelle censure processuali; la Corte ha respinto le argomentazioni sulla illegittimità delle prove audiovisive.

  • art. 582 c.p.

    Norma relativa alle lesioni personali: il fatto è stato qualificato come lesioni personali volontarie, con richiamo alla relativa disciplina.

  • art. 585 c.p.

    Aggravante per uso di arma impropria; la Corte ha ritenuto che strumenti non da punta o da taglio possano assumere natura di arma impropria a seconda delle circostanze.

  • art. 378 c.p.

    Il reato di favoreggiamento personale è distinto dal concorso: sussiste solo se il soggetto non ha partecipato al fatto né ha fornito un apporto materiale o antecedente alla realizzazione; la Corte ha ritenuto che nel caso il Vjerdha non potesse essere qualificato come semplice favoreggiatore.

  • art. 131‑bis c.p.

    Causa di non punibilità per particolare tenuità: la Corte ha ribadito che la configurabilità richiede valutazione globale dei parametri di cui all'art. 133 c.p.; nel caso è stata esclusa per gravità del fatto.

  • art. 133 c.p.

    Parametri per la valutazione della gravità della condotta ai fini della tenuità e delle attenuanti: modalità, grado di colpevolezza e danno/pericolo; utilizzati per escludere attenuanti e art. 131‑bis.

  • art. 606 c.p.p.

    Limiti del sindacato in Cassazione: la Corte non può riformare valutazioni di fatto o travisamenti che richiederebbero rivalutazione del compendio probatorio; i motivi generici o che sollecitano reinterpretazione dei fatti sono inammissibili.

  • art. 616 c.p.p.

    Previsione applicata per la condanna alle spese del procedimento in caso di ricorsi manifestamente infondati/inammissibili.

  • art. 512 c.p.p.

    Riferito all'acquisizione dell'album fotografico: la Corte ha ritenuto legittima l'acquisizione dell'album e del relativo verbale quando la ricognizione dibattimentale è divenuta impossibile (es. latitanza).

  • art. 189 c.p.p.

    Richiamato nel ragionamento sulle modalità di acquisizione delle prove documentali e sul diritto delle parti di prenderne visione e ottenerne copia.

  • art. 213 e 214 c.p.p.

    Norme sulla ricognizione personale: la Corte ha chiarito che non sono applicabili pedissequamente all'individuazione fotografica in indagini preliminari, regolata dall'art. 361 c.p.p.

Massime di principio

  • Le videoregistrazioni private e i fotogrammi estrapolati da impianti di videosorveglianza sono, di regola, prove documentali utilizzabili in giudizio: la loro acquisizione non richiede per forza la visione in contraddittorio e la deposizione degli operatori sul contenuto è ammissibile.
  • Il riconoscimento fotografico effettuato nelle indagini preliminari è utilizzabile in giudizio se il testimone lo conferma in dibattimento; la forza probatoria dipende dall'attendibilità del dichiarante e dalla motivazione del giudice che ne valuta l'attendibilità.
  • La Corte di Cassazione non è sede per una rivalutazione globale del materiale probatorio: i motivi che si limitano a chiedere la riconsiderazione dei fatti o il 'travisamento' sono inammissibili salvo profili di diritto chiari.
  • La qualificazione come favoreggiamento personale (art. 378 c.p.) non può essere riconosciuta se emerge che il soggetto ha avuto ruolo causale o di mandante o ha materialmente contribuito all'esecuzione: la distinzione tra concorso e favoreggiamento richiede accertamento specifico dei fatti e delle manifestazioni di volontà.
  • Per escludere la punibilità per particolare tenuità (art. 131‑bis c.p.) o per riconoscere attenuanti generiche è necessaria una valutazione complessiva delle modalità, del danno e del grado di colpevolezza; condotte particolarmente violente o preordinate rendono improbabile il riconoscimento.
  • Strumenti non da taglio o da punta possono qualificarsi come arma impropria se, nelle circostanze concrete (tempo, luogo, modo d'uso), risultano idonei ad offendere; l'accertamento tecnico può essere utile ma non sempre è obbligatorio se la giudice ritiene la sussistenza dell'aggravante sulla base dei fatti.
  • Ricorsi manifestamente generici, privi di specificità nelle censure, o volti a sollecitare una diversa valutazione del merito, rischiano l'inammissibilità e sanzioni pecuniarie ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

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