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Sentenza

Sentenza n. 612/2026 - Roma, Sezione 3T

per l’esecuzione della Sentenza Tribunale di Cassino n. 357/2024 pubbl. il 16/04/2024 RG n. 897/2023 passata in giudicato

Giustizia amministrativa202503438

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Cassino n. 357/2024, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditore giudiziale)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Cassino n. 357/2024, deducendo l'inadempimento dell'Amministrazione rispetto alla pretesa riconosciuta dal titolo giudiziale. Il Ministero, pur costituitosi in giudizio, non ha fornito chiarimenti o indicazioni sull'avvenuta o corretta esecuzione della sentenza. La pretesa è stata esaminata alla luce dei principi sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e ha dichiarato l'obbligo del Ministero di dare esecuzione al giudicato, rilevando che dal titolo giudiziale emerge il diritto della ricorrente a conseguire la prestazione riconosciuta e che i relativi presupposti non sono sindacabili nel giudizio di ottemperanza. L'Amministrazione è stata ordinata a eseguire la sentenza entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della decisione. Per l'eventuale inutile decorso del termine, il TAR ha nominato quale Commissario ad acta il direttore generale dell'Amministrazione competente, con facoltà di delega e senza compenso, incaricandolo di provvedere entro ulteriori 60 giorni dalla scadenza del termine assegnato all'Amministrazione, previa richiesta della ricorrente. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di 400 euro, oltre accessori se dovuti e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    Il giudizio di ottemperanza consente di imporre all'Amministrazione l'esecuzione del giudicato; nel testo la disposizione non è espressamente richiamata, ma l'azione è qualificata e decisa come ottemperanza.

  • art. 114 c.p.a.

    Il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'Amministrazione di dare esecuzione al giudicato e nominare un Commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia; nel testo la disposizione non è espressamente richiamata, ma tali poteri sono esercitati nel dispositivo.

  • Cass. civ., Sez. Unite, n. 13533/2001

    Il TAR richiama i principi in tema di onere della prova nei rapporti tra debitore e creditore per ritenere fondata la pretesa della ricorrente in assenza di chiarimenti dell'Amministrazione sull'adempimento.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando il titolo giudiziale riconosce una pretesa in favore del ricorrente e l'Amministrazione non dimostra né chiarisce di avervi dato corretta esecuzione, il giudice può accogliere la domanda e ordinare l'adempimento del giudicato.
  • Nel giudizio di ottemperanza non possono essere nuovamente sindacati i presupposti della pretesa già riconosciuta dal giudicato, dovendosi verificare esclusivamente l'attuazione del contenuto della decisione.
  • Il giudice dell'ottemperanza può fissare un termine per l'esecuzione e nominare preventivamente un Commissario ad acta, destinato a intervenire, su richiesta del ricorrente, in caso di inutile scadenza del termine assegnato all'Amministrazione.
  • L'Amministrazione soccombente nel giudizio di ottemperanza è condannata alle spese del giudizio, oltre al rimborso del contributo unificato se versato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivo

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