Cassazione Penale, Sentenza n. 24904/2022 del 28/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per vizio di motivazione su due punti: 1) contestazione della sussistenza dell'aggravante della "minorata difesa" richiamata ai sensi del n.5 dell'art.61 cod. pen., con la doglianza che mancasse un accertamento concreto delle condizioni che avrebbero agevolato il reato (ossia che il mero tempo notturno non sarebbe sufficiente); 2) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, che la difesa riteneva applicabili per il minimo disvalore del fatto e per la scarsa intensità del dolo
La decisione
Ricorso rigettato. La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo infondato perché la Corte d'appello ha motivatamente collegato l'aggravante non al mero dato temporale ma alle concrete modalità (furto alle 3:45 all'interno dei locali dell'azienda chiusa), che hanno effettivamente diminuito la capacità difensiva. Anche il secondo motivo è stato ritenuto infondato: la corte territoriale, pur con motivazione sintetica, ha esaminato gli elementi rilevanti (negativa personalità dell'imputato, plurimi precedenti, gravità del fatto desunta dal valore della refurtiva) e ha legittimamente escluso le attenuanti generiche. Rigetto del ricorso e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Codice penale - artt. 110, 624, 625 nn. 2 e 5
artt. 110, 624, 625 nn. 2 e 5 c.p.
Imputazione di furto pluriaggravato in concorso con violenza sulle cose; tali norme definiscono la fattispecie di reato per cui è stato ritenuto responsabile il ricorrente
Art. 61 n.5 cod. pen. (circostanza aggravante della minorata difesa per il tempo di notte)
L'aggravante per minorata difesa richiede prova che il tempo notturno abbia concretamente ridotto le possibilità di difesa pubblica o privata; la Corte ha ritenuto tale prova soddisfatta per le concrete modalità (furto alle 3:45 in azienda chiusa)
Art. 133 cod. pen. (circostanze attenuanti generiche)
Il giudice può valutare le circostanze attenuanti considerando gli elementi che ritiene prevalenti; anche un solo elemento rilevante (es. gravità del fatto, precedenti) può giustificare il diniego delle attenuanti generiche
Giurisprudenza di riferimento (Sezioni Unite e Sezioni): Cardellini, Maero, pronunce sulla motivazione dell'aggravante notturna e sulle attenuanti
Sez. U. n. 40275/2021 (Cardellini); Sez. 5 n. 8819/2010 (Maero); Sez. 2 n. 3609/2011
Precedenti che stabiliscono che la commissione del reato in tempo di notte può integrare l'aggravante solo se la motivazione indica le ragioni concrete per ritenere diminuita la capacità di difesa; e che il giudice delle circostanze attenuanti può basarsi su singoli elementi rilevanti
Massime di principio
- L'aggravante per minorata difesa riferita al tempo notturno non si applica automaticamente: è necessaria una motivazione che colleghi il tempo e le circostanze concrete alla diminuzione effettiva delle possibilità di difesa
- La mera indicazione dell'orario notturno è insufficiente: il giudice deve descrivere le modalità operative che hanno reso concretamente più agevole il reato (es. locali chiusi, assenza di sorveglianza)
- Per il riconoscimento o il diniego delle attenuanti generiche il giudice può valorizzare l'elemento che ritiene prevalente; anche un solo elemento (pregressa condotta, gravità del reato, valore della refurtiva) può escluderle se adeguatamente motivato
- Un ricorso per vizio di motivazione richiede dimostrare l'assenza di ragioni concrete e specifiche nella decisione impugnata; argomentazioni generiche sul mancato accertamento raramente sono sufficienti
- Nelle contestazioni a sentenze che collegano fatti materiali (es. ora, luogo, modalità) all'applicazione di aggravanti, occorre provare l'errore nella valutazione fattuale o l'assenza di rapporto causale tra la circostanza e l'effettiva diminuzione della difesa
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