Cassazione Penale, Sentenza n. 17569/2023 del 27/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza cautelare che ha applicato la custodia in carcere per i reati di associazione mafiosa (art. 416-bis c.p.) e tentata estorsione (art. 56, 629 c.p.). Il ricorrente ha censurato esclusivamente la valutazione della gravità indiziaria: 1) ha contestato l'attendibilità del collaboratore Zaffonte, ritenendone generiche le dichiarazioni e sostenendo che non provino l'appartenenza all'associazione; 2) ha impugnato la sussistenza delle aggravanti del ruolo organizzativo e del carattere armato dell'associazione; 3) ha contestato la qualificazione come tentata estorsione per scarne emergenze dalle intercettazioni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità delle censure: ha ritenuto che le doglianze costituiscano una sindacazione del merito non consentita in sede di legittimità e che il ricorrente non abbia indicato vizi normativi specifici o manifesta illogicità della motivazione. La Corte ha confermato che la motivazione del Tribunale e del GIP valorizza convergenza delle dichiarazioni dei collaboratori (Zaffonte e Novello) e riscontri intercettativi che supportano la partecipazione e il ruolo di D'Alessandro nel sodalizio 'ndranghetista, nonché gli elementi riguardanti la vicenda estorsiva. Perciò il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 416-bis cod. pen.
Norma usata per contestare la partecipazione a un'associazione di tipo mafioso; la Corte ha ritenuto che la convergenza delle dichiarazioni dei collaboratori e le intercettazioni costituiscano idoneo quadro indiziario a supporto della contestazione.
art. 56 cod. pen.
Richiamato in combinazione alla fattispecie di tentato reato (tentativo). La Corte ha valutato le intercettazioni e gli altri riscontri come compatibili con una fattispecie tentata.
art. 629 cod. pen.
Norma relativa all'estorsione (contestata in forma tentata). La Corte ha ritenuto che gli elementi intercettativi, unitamente alle dichiarazioni, siano stati logicamente interpretati dal giudice di merito a sostegno della contestazione.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Disposizione richiamata per la sintesi dei motivi in sede di ricorso; il ricorso ha limitato le censure alla valutazione della gravità indiziaria.
art. 309 cod. proc. pen.
Norma che disciplina il ricorso avverso le misure cautelari: la Corte ha rilevato che il ricorrente ha riproposto le stesse doglianze già dedotte in sede di riesame e ha in sostanza sollecitato una rivalutazione del merito non consentita in Cassazione.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che consente la condanna per inammissibilità del ricorso; la Corte ha applicato tale articolo condannando il ricorrente al pagamento di euro 3.000.
Massime di principio
- In Cassazione i ricorsi che impugnano la gravità indiziaria sono ammissibili solo se denunciano la violazione di norme specifiche o una manifesta illogicità della motivazione: non è consentita una semplice rivalutazione del merito.
- La convergenza di più dichiarazioni di collaboratori di giustizia, se coerente e priva di aporie, costituisce un riscontro significativo e non può essere smentita da mere affermazioni generiche sul carattere mitomane di un collaboratore.
- L'accertamento dell'appartenenza a un sodalizio mafioso può fondarsi su un complesso probatorio fatto di dichiarazioni, intercettazioni e riscontri tra indagati: singoli elementi 'scarsi' possono essere sufficienti se valutati insieme al contesto probatorio complessivo.
- Per contestare l'attendibilità di testi/collaboratori occorrono elementi concreti che dimostrino condizionamenti, accordi calunniosi o artificiose consonanze; affermazioni vaghe non bastano.
- Le doglianze che riguardano la qualificazione delle aggravanti (ruolo organizzativo, disponibilità di armi) devono mostrare vizi logici nella motivazione: la ricostruzione basata su attività tipiche, acquisti di armi o rapporti stretti tra affiliati può reggere come valutazione indiziaria.
- Chi valuta proporre impugnazioni cautelari debba considerare il rischio di condanna ai sensi dell'art. 616 c.p.p. per ricorsi generici o manifestamente infondati.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 27 apr 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 17393/2023 del 27/04/2023
- Sentenza penale · 27 apr 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 17394/2023 del 27/04/2023
- Sentenza penale · 27 apr 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 17395/2023 del 27/04/2023
- Sentenza penale · 27 apr 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 17396/2023 del 27/04/2023
- Sentenza penale · 27 apr 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 17397/2023 del 27/04/2023
- Sentenza penale · 27 apr 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 17399/2023 del 27/04/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →