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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8396/2024 del 27/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Gala Giacomo impugna la sentenza della Corte d'appello di Napoli che, pur avendo dichiarato estinti per prescrizione i reati indicati nei capi 1) e 2), aveva confermato la condanna dell'imputato per il reato contestato al capo 3) (riqualificato dal primo giudice ai sensi dell'art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309), relativo a fatti avvenuti il 05/10/2015. Il ricorso sostiene, tra l'altro, la non rilevanza penale della coltivazione domestica. La Corte di legittimità rileva d'ufficio, ai sensi dell'art. 129, comma 1, c.p.p., che è intervenuta la prescrizione del reato ascritto (termine prescrizionale di sette anni e sei mesi decorrente dal 05/10/2015, quindi spirato il 05/04/2023), senza che risultino sospensioni, e che la prescrizione è maturata successivamente alla sentenza impugnata, rendendo necessario l'annullamento senza rinvio limitatamente al delitto di cui all'art. 73 d.P.R. 309/90.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al delitto perseguito ai sensi dell'art. 73 d.P.R. 309/90 ascritto a Gala Giacomo, perché il reato è estinto per prescrizione (termine scaduto il 05/04/2023). Non è stata disposta una assoluzione di merito ai sensi dell'art. 129, comma 2, c.p.p., poiché non ricorrevano le condizioni per una pronuncia di piena assoluzione e le valutazioni della Corte d'appello non risultavano manifestamente illogiche o incongrue. Per quanto riguarda gli altri capi, la Corte ha confermato che erano già stati dichiarati non doversi procedere per prescrizione dal giudice di merito.

Norme richiamate

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Applicato per rilevare d'ufficio l'intervenuta causa estintiva del reato (prescrizione) intervenuta dopo la sentenza impugnata; comma 1 autorizza la rilevazione della causa estintiva sopravvenuta, comma 2 disciplina l'ipotesi di assoluzione di merito quando le valutazioni del giudice siano manifestamente illogiche.

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma sostanziale che disciplina i delitti relativi alle sostanze stupefacenti; nel caso il capo 3) era stato riqualificato ai sensi di questa disposizione e la relativa condanna è stata annullata perché il reato si è estinto per prescrizione.

  • Sez. U, n. 1021 del 28.11.2001 (Cremonese) e Sez. U, n. 35490 del 28/05/2009 (Tettamanti)

    Giurisprudenza di legittimità richiamata per il principio secondo cui la presenza di una causa di estinzione del reato (es. prescrizione) rende superflua l'analisi di eventuali nullità e impedisce la rilevazione in Cassazione di vizi di motivazione che implicherebbero rinvio; inoltre chiarisce i limiti all'assoluzione d'ufficio ex art. 129, comma 2.

Massime di principio

  • La prescrizione sopravvenuta dopo la sentenza impugnata può essere rilevata d'ufficio in Cassazione ai sensi dell'art. 129 c.p.p. e comportare l'annullamento senza rinvio per il reato estinto.
  • Quando interviene una causa estintiva del reato, l'analisi di altre nullità o vizi di motivazione diventa ininfluente rispetto all'immediata applicazione della causa estintiva.
  • L'assoluzione di merito ex art. 129, comma 2, c.p.p. è possibile solo se emerge in modo palese e incontestabile l'insussistenza del fatto o l'irrilevanza penale; in mancanza di tale evidenza, si procede con l'annullamento per prescrizione senza pronuncia di assoluzione.
  • È fondamentale calcolare correttamente i termini prescrizionali e verificare eventuali sospensioni: se il termine è spirato e non sono applicabili sospensioni, la prescrizione estingue il reato anche se la sentenza di merito è stata favorevole alla condanna.
  • In impugnazioni penali, la sopravvenuta estinzione del reato favorisce l'imputato e può portare alla cancellazione della condanna anche se il giudice di merito aveva precedentemente accertato la colpevolezza.

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