Sentenza n. 653/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'annullamento del provvedimento di revoca - cod. pratica P-CE/L/Q/2023/123718 MOD B2020 del 28.01.2025 e notificato in data 19.03.2025, con il quale lo sportello unico immigrazione di Caserta ha revocato il nulla osta al lavoro subordinato rilasciato il 01.02.2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro subordinato rilasciato dallo Sportello unico per l'immigrazione di Caserta
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadina straniera)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente, entrata in Italia sulla base del nulla osta rilasciato per l'assunzione, ha impugnato la successiva revoca disposta perché la pratica risultava priva della documentazione necessaria alla verifica dei requisiti e le parti, benché informate, non avevano provveduto all'integrazione. Ha dedotto la violazione dell'art. 26, comma 7-bis, del d.lgs. 286/1998, l'eccesso di potere per difetto di istruttoria e la violazione dell'art. 5, comma 11-bis, del d.lgs. 109/2012. In particolare, ha sostenuto che la documentazione reddituale richiesta riguardava il datore di lavoro e non era nella sua disponibilità. Ha inoltre rappresentato la propria buona fede, il successivo licenziamento, la regolarizzazione della posizione anagrafica e lavorativa, la residenza in altro Comune e lo svolgimento di una nuova attività di lavoro subordinato come educatrice.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e annullato la revoca del nulla osta. Richiamando la propria giurisprudenza e pronunce del Consiglio di Stato, ha ritenuto che la buona fede della cittadina straniera, unita alla dimostrazione di avere conseguito medio tempore una nuova occasione lavorativa, integri una peculiare condizione soggettiva meritevole di tutela. La decisione valorizza il lungo tempo trascorso dall'ingresso in Italia sulla base del nulla osta e il comprovato inserimento della lavoratrice nella vita economica e sociale, documentato dall'esistenza di un rapporto di lavoro alle dipendenze di altro datore. La revoca è stata quindi ritenuta incompatibile con i principi di proporzionalità e ragionevolezza. Le spese di giudizio sono state compensate. È stata confermata l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato ed è stato liquidato al difensore della ricorrente il compenso di 1.500 euro, comprensivo di spese generali e accessori, applicando la riduzione prevista per il patrocinio a spese dello Stato.
Norme richiamate
art. 26, comma 7-bis, d.lgs. 286/1998
La ricorrente ne ha dedotto la violazione in relazione alla revoca del nulla osta al lavoro subordinato; il testo non espone una specifica interpretazione ulteriore della disposizione.
art. 5, comma 11-bis, d.lgs. 109/2012
La ricorrente ne ha dedotto la violazione; il testo non espone una specifica interpretazione ulteriore della disposizione.
art. 4, comma 1, D.M. 55/2014
ai fini della liquidazione del compenso si tiene conto delle caratteristiche, dell'urgenza e del pregio dell'attività prestata, dell'importanza, della natura, della difficoltà e del valore dell'affare, delle condizioni soggettive del cliente, dei risultati conseguiti, del numero e della complessità delle questioni giuridiche e di fatto trattate
La disposizione è stata utilizzata per valutare congruo il compenso professionale liquidato in 1.500 euro.
art. 130 d.P.R. 115/2002
È stata applicata la riduzione ordinaria del 50% del compenso per il patrocinio a spese dello Stato.
Massime di principio
- La revoca del nulla osta al lavoro subordinato di un cittadino straniero deve rispettare i principi di proporzionalità e ragionevolezza, soprattutto quando l'eventuale carenza documentale riguarda elementi nella disponibilità del datore di lavoro e non del lavoratore straniero.
- La buona fede del cittadino straniero, l'ingresso in Italia avvenuto sulla base di un nulla osta, il significativo tempo trascorso e il comprovato inserimento lavorativo e sociale, anche mediante un nuovo rapporto di lavoro, costituiscono elementi che impongono all'amministrazione una valutazione sostanziale e proporzionata prima di revocare il nulla osta.
- La dimostrazione di una nuova occasione lavorativa medio tempore conseguita dal cittadino straniero può integrare una condizione soggettiva meritevole di tutela e incidere sulla legittimità della revoca del nulla osta originario.
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